Dopo anni di polemiche, ricorsi e incertezze normative, arriva il decreto sugli autovelox firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il provvedimento definisce le procedure di omologazione, verifica e taratura iniziali e periodiche dei dispositivi utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità. Secondo il Mit, il decreto consentirà di garantire “un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego”.
La misura arriva dopo il caos esploso nell’aprile 2024, quando la Cassazione stabilì che le sanzioni elevate da apparecchi approvati ma non omologati erano nulle, aprendo la strada a migliaia di ricorsi. Da allora si è sviluppato un ampio contenzioso tra automobilisti ed enti locali, con molte amministrazioni che hanno preferito spegnere gli apparecchi per evitare contestazioni.
Le reazioni
Salvini ha espresso “soddisfazione” per il provvedimento, ribadendo che “l’obiettivo primario resta quello di garantire la massima sicurezza sulle strade senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini”.
Pur accogliendo favorevolmente il decreto, il Codacons sottolinea che il provvedimento “arriva con enorme ritardo”. L’associazione ricorda che “chi viola i limiti di velocità e mette in pericolo la vita propria e quella altrui va punito con la massima severità, ma le sanzioni devono essere legittime ed elevate attraverso strumenti che rispettino pienamente le disposizioni del Codice della strada”.
Soddisfazione anche da Assoutenti, secondo cui “i Comuni non avranno più scuse” e dovranno adeguarsi alle nuove regole. L’associazione evidenzia che “ad oggi il 71% degli autovelox installati in Italia e censiti nella apposita piattaforma del Mit risulta fuorilegge sul fronte dell’omologazione”. Per i dispositivi approvati prima del 2017 saranno obbligatori test tecnici, tarature e verifiche di funzionalità, mentre gli enti già in possesso della documentazione richiesta potranno seguire una procedura semplificata.
Positivo anche il giudizio di Asaps. “Sono stati necessari 34 anni dall’entrata in vigore del Codice della Strada del 1992 per arrivare a un provvedimento che ponesse fine a una vera e propria guerra tra cittadini e organi di polizia sulla questione autovelox/omologazione”, ha dichiarato il presidente Giordano Biserni, auspicando che il decreto entri in vigore prima dell’esodo estivo e che ponga fine alla “criminalizzazione dei misuratori di velocità”, consentendo controlli in un quadro normativo “finalmente chiaro, certo e pienamente applicabile nella legalità”.
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