Avvistata una balena grigia nel golfo di Napoli

balena grigia nel golfo di Napoli

Si tratta di un esemplare di Eschrichtius robustus, ribattezzato Wally, transitato tra la penisola sorrentina e la zona di Baia. Per gli esperti sarebbero stati i cambiamenti climatici a farla arrivare fin qui

Doppio avvistamento incredibile nel golfo di Napoli nel weekend appena passato. Una balena grigia, il cui nome scientifico è Eschrichtius robustus, è stata avvistata nella serata di sabato 17 aprile nella penisola sorrentina, e successivamente domenica 18 aprile nella zona di Baia, dall’altra parte del golfo.

Secondo gli esperti non ci sono dubbi: è la stessa segnalata tre giorni prima a Ponza. Una specie mai vista nei mari italiani. La balena grigia è ritenuta estinta da 300 anni nell’Oceano Atlantico, sterminata già nel 1700 dalle baleniere. Mentre nel Pacifico orientale è presente una popolazione stimata in circa 15mila esemplari. I cambiamenti climatici, però, potrebbero averne modificato le rotte.

“Lo scioglimento dei ghiacciai artici avrebbe consentito il passaggio nell’Atlantico e di qui, attraverso lo Stretto di Gibilterra, l’arrivo nel Mediterraneo”, ipotizzano i ricercatori del Tetyhs Research Institute. “Non si esclude neanche la possibilità che possa essersi formata una piccola colonia atlantica dopo secoli – sostiene Barbara Mussi di Oceano Mare Delphis – vista la giovane età dell’individuo”.

Lo scioglimento dei ghiacciai artici avrebbe consentito il passaggio nell’Atlantico e di qui, attraverso lo Stretto di Gibilterra, l’arrivo nel Mediterraneo. Non si esclude neanche la possibilità che possa essersi formata una piccola colonia atlantica dopo secoli vista la giovane età dell’individuo

Nel 2010 il primo avvistamento nel Mediterraneo dopo secoli, al largo di Israele. Poi, una nuova segnalazione in Spagna e una più recente in Marocco, forse sempre dello stesso esemplare che ora si trova in Italia. E che è stato ribattezzato Wally. I suoi video hanno spopolato sui social in questi ultimi giorni.

La balena grigia, due giorni dopo l’avvistamento a Ponza, è stata seguita per diversi minuti da alcuni pescatori sorrentini. Subito si è attivata l’Area marina protetta di Punta Campanella che ha allertato la Capitaneria di Porto, il Cert e il Terhys. “L’assenza della pinna dorsale, le dimensioni contenute, alcune macchie tipiche e altre caratteristiche hanno permesso l’identificazione della specie che non appartiene ai nostri mari – sottolinea il presidente dell’Amp Punta Campanella, Lucio Cacace – La balena è poi sparita in serata, ma abbiamo tenuto alta la guardia per eventuali nuovi avvistamenti. Del resto, abbiamo seguito la vicenda fin dall’inizio, comprendendone immediatamente la rilevanza scientifica, collaborando con le altre aree marine e con la rete di monitoraggio attiva grazie a LifeDelfi, il progetto cofinanziato dalla Commissione europea e coordinato dal Cnr-Irbim di cui siamo partner”.

Nel 2010 il primo avvistamento nel Mediterraneo dopo secoli, al largo di Israele. Poi, una nuova segnalazione in Spagna e una più recente in Marocco, forse sempre dello stesso esemplare che ora si trova in Italia. E che è stato ribattezzato Wally. I suoi video hanno spopolato sui social in questi ultimi giorni

Cosi la mattina dopo sui social dell’Amp Punta Campanella, è giunta la segnalazione: la balena si trova a Baia. Questa volta in acque più basse e quindi più a rischio. Si è attivato il monitoraggio con la Capitaneria di Porto, la stazione zoologica “A. Dohrn”, il Parco sommerso di Baia e l’Amp Regno di Nettuno con il direttore Antonino Miccio. La balena nel pomeriggio è stata individuata al largo di capo Miseno e si è diretta verso Procida. “La speranza è che possa dirigersi verso il canyon sottomarino di Cuma, una zona ricca di nutrienti” dicono dalla Stazione zoologica “A. Dohrn”. L’esemplare è un giovane adulto di circa 7 metri. Senza ferite, ma appare magro e denutrito. “Non si trova nel suo consueto habitat, può avere difficoltà ad attuare le sue strategie alimentari e se trova cibo potrebbe non ottenere il giusto quantitativo di nutrienti per sopravvivere – osservano i ricercatori del Cert dell’Università di Padova – Si nutrono smuovendo il sedimento sul fondale e aspirando, per poi espellerlo così da filtrarlo e trattenere solo le prede”.

L’impressione è che il viaggio di Wally e le sue apparizioni sui social non finiscano qui. E sarà molto importante riuscire a monitorarlo, sia per le sue condizioni di salute, che per capire come una balena grigia possa trovarsi così lontano da casa. “Bisogna però mantenere il giusto comportamento in caso di avvistamenti – concludono gli esperti – Non avvicinarsi troppo, non interferire con l’animale e chiamare subito le autorità a cominciare dalla Capitaneria di Porto”.

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