Bakari Sako, il lavoratore 35enne del Mali ucciso a Taranto da una baby gang

“Un giovane lavoratore ucciso mentre aspettava di andare in campagna a guadagnare pochi soldi. Non uno straniero, ma un uomo con un nome e cognome, un lavoratore, incensurato, irreprensibile, che pagava tasse, affitto, e che manteneva la sua famiglia. Ucciso senza motivo”. Lo ha sottolineato l’associazione Babele in un post su Facebook pubblicato nella giornata di ieri in cui è stata condivisa la foto di Sako Bakari, il 35enne maliano ammazzato all’alba di sabato 9 giugno in piazza Fontana, nella Città vecchia di Taranto.

Le indagini della Squadra Mobile, con il coordinamento della procura, si stanno intanto concentrando su una baby gang del posto. Bakari era impiegato come bracciante agricolo e si apprestava a raggiungere il posto di lavoro quando ha avuto una lite con alcuni ragazzi che lo avrebbero aggredito e colpito al petto con un oggetto appuntito. “Ci auguriamo che i responsabili – ha concluso Babele – siano individuati al più presto. Ci uniamo al dolore della famiglia e degli amici”.

Per il presidente del Consiglio comunale di Taranto, Gianni Liviano, “la tragica uccisione di Bakari Sako ci colpisce profondamente e scuote la coscienza della nostra comunità”. “Sento il dovere – ha detto Liviano – di esprimere una ferma condanna verso ogni forma di violenza, odio, sopraffazione e disprezzo della vita umana. Nessuna periferia sociale, nessun disagio, nessuna rabbia può trasformarsi in giustificazione della violenza. La comunità che vogliamo costruire è un’altra cosa. È una comunità fondata sul rispetto della persona, sulla solidarietà, sull’accoglienza e sulla convivenza civile”.

Chi era Bakari Sako

Bakari Sako aveva 35 anni ed era originario del Mali dove lascia due mogli entrambe incinta. Descritto dagli amici come una persona tranquilla e mite, era giunto nel 2022 a Taranto per raggiungere il fratello che poi si è trasferito in Spagna e aveva lavorato come cameriere per alcuni anni e poi negli ultimi tempi come bracciante nel comune di Massafra. Abitualmente lasciava la bicicletta alla stazione per prendere un mezzo che lo portava nei campi. Sabato scorso si era fermato in piazza Fontana, nella parte vecchia della città, per prendere un caffè in un bar. Qui ha incrociato un gruppo di giovani con cui ha avuto una discussione degenerata nell’omicidio.

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