Milano – Le cinghie per legare gambe e braccia al letto. I batuffoli di cotone in bocca e il nastro adesivo sulle labbra per disinnescare le urla continue.
La drammatica situazione domestica
Così da circa un mese, per sua stessa ammissione, Giovanna Jacob, cinquantaseienne nativa di Roma ma residente in zona Cimiano a Milano, provava a contenere le crisi continue e le urla del padre ottantasettenne Carlo, che aveva problemi di deambulazione ed era affetto da una grave demenza vascolare, una forma di deterioramento cognitivo causato dallo scarso afflusso di sangue al cervello che provoca rilevanti alterazioni comportamentali.
La mossa fatale
Nel primo pomeriggio di domenica, la donna ha fatto lo stesso, per poi spostarsi in un’altra stanza a sbrigare le faccende domestiche. Quando è tornata in camera da letto il papà, originario di Udine e con un passato da ingegnere elettronico, non respirava più. La figlia lo ha subito slegato e gli ha sfilato il “tappo” dalla gola, ma ormai per il pensionato non c’era più niente da fare: è morto soffocato.
“Venite subito, forse ho ucciso mio padre”, la drammatica telefonata al 112 che ha innescato l’intervento dei sanitari di Areu e dei carabinieri del nucleo radiomobile e della compagnia Monforte in uno stabile di via don Calabria.
L’arresto e le indagini
Ai soccorritori non è rimasto altro da fare che constatare il decesso dell’anziano. La rea confessa è stata portata in caserma per essere sentita dal pm di turno Guido Schininà che, a valle dell’interrogatorio, ne ha disposto l’arresto per omicidio aggravato dal vincolo di parentela e il trasferimento a San Vittore in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip. N
ell’appartamento al primo piano sono arrivati anche il medico legale e le tute bianche della sezioni investigazioni scientifiche di via Moscova; il magistrato ha disposto l’autopsia sul cadavere per ricostruire con esattezza le cause della morte, anche se paiono esserci pochissimi dubbi sulla versione messa a verbale dalla figlia. La cinquantaseienne ha assicurato che non era sua intenzione uccidere il genitore, ma che voleva solo evitare che i suoi lamenti disturbassero i vicini di casa, con i quali c’erano state alcune discussioni nel recente passato.
In quella casa, trovata a soqquadro per la presenza di abiti e oggetti accatastati in maniera disordinata un po’ ovunque, le forze dell’ordine non ci erano mai entrate: non risultano segnalazioni né interventi nelle banche dati.