Belve, settima stagione: cosa funziona del programma di Francesca Fagnani

Belve è ripartito con Francesca Fagnani e alcuni colpi decisamente straordinari. In un programma che si costruisce molto con gli ospiti, e dunque con le risposte, sono proprio le domande a fare la differenza. E la conduttrice è sempre in grado di garantire un punto di vista fuori dagli schemi, in grado di garantire un punto di vista che sia fuori dall’agiografia e dalla pagina di wikipedia.

Il ritorno di Belve e Francesca Fagnani

In questo senso la nuova edizione del programma si riconferma: e in una serata non facile con la concorrenza di diMartedì su La7 – che sta facendo molto bene – e del Grande Fratello, si riconferma ampiamente. La prima uscita porta a RaiDue uno share di fascia che sfiora il 9% e un milione e 400mila spettatori. In linea con la media della scorsa stagione e con un ulteriore margine di miglioramento concreto e possibile.

La prima trasmissione non ha tradito le aspettative. Anche perché se c’era un’ospite fatta apposta per Belve, questa era Amanda Lear. Ottantasei anni, una carriera costruita sull’ambiguità come strategia e come forma arte, una vita vissuta accanto a Salvador Dalì, David Bowie, Andy Warhol — e la capacità, rarissima, di raccontarla senza nostalgia e senza mitologia.

Belve, Francesca Fagnani
Settimo ciclo per Belve di e con Francesca Fagnani – Credits Rai TVBlog.it)

Fagnani: perché funziona ancora

Dopo sei stagioni, la domanda legittima è se Belve possa invecchiare. La risposta, almeno guardando la prima puntata appena andata in onda, è no — o non ancora. Il segreto di Francesca Fagnani non è la domanda scomoda in sé, che chiunque la può fare con una batteria di autori a difenderti le spalle. Ma è la capacità di costruire un ritmo di intervista in cui l’ospite arriva alla rivelazione da solo, senza sentirsi in trappola ma anche senza via di fuga.

Amanda Lear che dice “mi ha usata” non lo dice perché Fagnani gliel’ha strappato — lo dice perché il contesto dell’intervista lo rendeva inevitabile. E perché l’ospite si è sentito non vittima di un interrogatorio ma nella consapevolezza di potersi confessare fuori dagli schemi.

Amanda Lear, Dalì e Bowie

La rivelazione su Salvador Dalì — “non c’era sesso, era impotente. Mi presentava un bellissimo fidanzato e godeva nel sapere che ero felice con un bel ragazzo” — è già il momento più commentato della serata. Ma la frase più interessante arriva dopo, quasi di passaggio: “Se fosse qui oggi gli direi: perché mi hai usata?” È la prima volta che Lear lo ammette pubblicamente, e cambia il senso di tutto quello che ha raccontato prima. Non era solo un rapporto libero e moderno tra un genio e la sua musa. Era anche qualcosa di più complicato, di meno idilliaco.

Su David Bowie è ancora più diretta: “Non mi piaceva molto. Era tutto bianco, magrissimo, capelli rossi, niente sopracciglia. Faceva un po’ schifo.” Detto da una donna che con Bowie ha avuto una relazione anche piuttosto consolidata negli anni Settanta, è il tipo di onestà che la televisione italiana raramente riesce a ottenere dai suoi ospiti.

La confessione finale sul suo personaggio, fuori dalla persona — “a volte odiavo quella Amanda: quel personaggio è stato una gabbia” — chiude il cerchio in modo inaspettato. Amanda Lear ha passato cinquant’anni a costruire un’immagine e adesso, a ottantasei anni, lo dice senza rimpianto ma senza compiacimento: era una prigione dorata, e lei lo sapeva.

Micaela Ramazzotti: la sincerità come forma di coraggio

L’intervista a Micaela Ramazzotti è forse la più intensa della serata, ma anche la più necessaria. L’attrice parla per la prima volta con chiarezza della fine del matrimonio con il regista Paolo Virzì. Ma soprattutto del perché della fine: “A fare crollare tutto sono state la mancanza d’amore e l’essere disprezzata.” Parole pesanti che non lasciano spazio a interpretazioni e che dicono molto di più di qualsiasi ricostruzione giornalistica degli ultimi anni.

La battuta sulla proposta di matrimonio — secondo Virzì, avvenuta per convincerla a recitare ne La prima cosa bella — è la risposta più efficace della serata: “Quel film lo avrei fatto lo stesso, non c’era bisogno di sposarmi! Avrei risparmiato un botto di soldi per il divorzio.” È una risposta che fa ridere ma che taglia e fa sanguinare.

Sulla lite al ristorante, diventata caso mediatico nel giugno 2024: “È stata una brutta figuraccia.” Tre parole, senza alibi e senza vittimismo. Sulla collega Valeria Bruni Tedeschi, con cui aveva girato La pazza gioia in un costante conflitto… “C’è un grande problema: lei è nata ricca, io no. Per me non ci sono mai stati i camerieri.” Anche qui, nessuna cattiveria gratuita — solo una distanza di classe raccontata con precisione chirurgica.

Belve, Francesca Fagnani e Amanda Lear
Amanda Lear, una delle prime ospiti di Francesca Fagnani – Credits Rai TVBlog.it)

Zeudi Di Palma e i provini delle persone comuni

Zeudi Di Palma — Miss Italia 2021, terza streamer al mondo su Twitch, ex Grande Fratello Vip — porta a Belve un universo completamente diverso dalle altre ospiti. La vicenda dei 50mila euro raccolti dalla sua fanbase dopo la finale persa del GF Vip 2025 (“li ho usati per studiare recitazione”) è interessante come fenomeno sociologico di massa più che come storia personale: il pubblico che finanzia direttamente i propri beniamini è un modello nuovo – ma non del tutto – e la Fagnani ha avuto il merito di trattarlo come tale invece di liquidarlo come gossip.

Il siparietto sul tatuaggio più strano mai realizzato — “una vagina all’ex fidanzato di Chanel Totti” — è il momento più leggero della serata, volutamente distante dalla densità delle due interviste precedenti.

Belve, cosa vedremo ancora

La settima stagione è composta da otto puntate totali: cinque nel formato classico e tre dedicate a Belve Crime, lo spin-off su personaggi della cronaca. Tra gli ospiti annunciati per le prossime settimane, Carlo Conti e Tony Pitoni. Lo spin-off potrebbe ospitare Raffaele Sollecito — notizia che da sola vale un’intera stagione di discussioni. Anche se le trattative sono in corso e la presenza del testimone chiave del processo pe rla morte di Amanda Knox al momento non è ancora confermata.

Belve va in onda ogni martedì alle 21.20 su Rai 2, disponibile anche su RaiPlay. La media della stagione scorsa era di 1.388.000 spettatori e il 9,32% di share. È un programma che non fa numeri da prime time generalista e non ha mai preteso di farlo. Fa qualcosa di più raro: televisione in cui vale la pena prestare attenzione a ogni parola.