Berardi: «Al Sassuolo a vita, ma vorrei giocare la Champions»

L’attaccante del Sassuolo, Domenico Berardi: «È stata una stagione da 8 per la squadra e per me. Dopo l’infortunio ho pensato di smettere»

Quando si dice che le bandiere non esistono più nel calcio occorre fare sempre dei distinguo. Perché Domenico Berardi rappresenta da anni il Sassuolo, con il quale ha giocato oltre 300 gare. La Gazzetta dello Sport lo ha incontrato al termine di una stagione che ha visto i neroverdi comportarsi molto bene.

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LA PAGELLA DEL SASSUOLO E QUELLA SUA «Stesso voto: 8 alla squadra e 8 a me. Avremmo potuto fare meglio nell’ultimo periodo, superando quota 50 punti e raggiungendo il decimo posto. Credo anche che sarebbe stato meritato. A me è dispiaciuto non essere andato in doppia cifra con i gol: ci tenevo, in A era successo già sei volte e quattro di fila prima del grave infortunio del 2024. Otto reti e cinque assist sono comunque un buon bottino considerando anche il lungo stop per un problema muscolare».

IL PENSIERO DI SMETTERE DOPO L’INFORTUNIO «Sì, temevo di non essere più in grado di giocare. La riabilitazione è stata difficile, soprattutto dal punto di vista mentale. Mi chiedevano di salire sulle punte dei piedi, ci provavo con tutto me stesso ma non ci riuscivo. Il cervello dava l’impulso, ma il corpo non rispondeva: sensazione bruttissima. E mi chiedevo se fosse il caso di insistere: mi sembrava una montagna troppo alta. Quando tornavo a casa, ne parlavo con mia moglie: lei mi ascoltava e poi mi calmava. Grazie a Francesca e ai fisioterapisti ho continuato a combattere e sono tornato più forte di prima».

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SI SENTE SOTTOVALUTATO «Sì, ma non è mai stato un problema perché ho sempre creduto in me stesso. So di avere grandi qualità calcistiche e umane. Mi ritengo un leader. Ho sempre cercato di far parlare il campo».

RIMPIANGERA’ L’AVER PARLATO POCO CON I MEDIA «Non lo so. Per fortuna i miei figli Nicolò (cinque anni) e Riccardo (tre) mi seguono nelle partite e poi vanno a cercare le immagini. Basta quello. Poi qualche intervista l’ho anche fatta eh… Diciamo che se posso evitare è meglio».

UN’ESTATE DA BANDIERA E NON DA UOMO MERCATO «Sarà bellissimo. Finalmente posso andare al mare e rilassarmi…».

Berardi esultanza

LA CHIAMATA PER LA CHAMPIONS «Le porte sono sempre aperte, nella vita niente è impossibile, quindi ascolterei. Però il concetto è sempre quello: io prenderei in considerazione l’idea di cambiare solo se pensassi di potermi divertire e di far parte di un progetto in cui non sarei considerato un “passeggero”. Vorrei giocare la Champions da protagonista, non viverla da comprimario».

LA SERIE A DOPO L’ANNO IN B «Un campionato sempre difficile. Però troppo tattico: si cerca di far bella figura più con il risultato che con il gioco. Con De Zerbi sembrava che noi ci muovessimo con il joystick, ma ci divertivamo tantissimo. Adesso in campo vedo tanti soldati».

IL GIOCATORE PIÙ FORTE VISTO AL SASSUOLO «Il più forte è ancora qui: Matic. Calciatore eccezionale e uomo di grandi valori. Ci ha dato una grande mano con la sua esperienza».

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