Biodiversità, l’attuale sistema alimentare è un fattore chiave per la perdita di specie

Lo rivela un rapporto di Unep, Ciwf e Chatam House. Serve diminuire il consumo di carne, aumentare la superficie di terra protetta e coltivare in modo sostenibile

Il modo in cui il cibo viene coltivato in tutto il mondo minaccia 24.000 delle 28.000 specie che sono a rischio di estinzione. A rivelarlo è un rapporto dell’Unep, del CIWF (Compassion in World Farming) e della Chatam House di Londra sull’impatto globale dei sistemi alimentari, che sono coinvolti in quattro diversi aspetti critici per la sopravvivenza: l’emergenza climatica, la sesta estinzione di massa in atto, l’obesità e la fame nel mondo.

L’agricoltura di fatto modella la biodiversità, e con più di un terzo della terra del mondo utilizzata per l’agricoltura, gli esperti devono trovare il modo migliore per nutrire una popolazione in costante crescita con un cibo sano, uccidendo al contempo meno fauna selvatica ed emettendo meno gas serra. Entro il 2050, quando secondo le stime la popolazione mondiale raggiungerà i 10 miliardi, la competizione per la terra sarà ancora più forte.

Un difficile equilibrio

Per decenni, gli attivisti ambientali hanno sostenuto l’agricoltura biologica, che evita fertilizzanti sintetici e pesticidi. Secondo il rapporto è un’alternativa valida, ma non sufficiente. I campi coltivati con sistemi “bio” infatti  producono meno cibo per ettaro rispetto all’agricoltura industriale, finendo così per utilizzare più terra per produrre la la stessa quantità di cibo. Con un carico di emissioni maggiore.

D’altro canto però, l’agricoltura industriale sta distruggendo le foreste in diverse parti del mondo, mettendo in pericolo molte specie, tra cui gli oranghi in Indonesia o i cebi in Brasile; i pesticidi minacciano le api e degradano i suoli; la deforestazione fa aumentare i livelli di CO2 in atmosfera. Senza contare i problemi legati agli allevamenti intensivi. L’espansione dei terreni agricoli aumenta il rischio di malattie zoonotiche che si trasmettono dagli animali agli esseri umani e molte fattorie industriali abusano di antibiotici sui capi di bestiame, elemento che incoraggia la crescita di batteri resistenti.

Le soluzioni

Per rendere il sistema alimentare meno impattante su biodiversità, salute e clima, gli esperti propongono di lavorare su 3 aspetti principali, da portare avanti parallelamente. Coltivare in maniera più sostenibile, diminuire il consumo di carne e aumentare la superficie di terra protetta. Un passaggio a diete sane e sostenibili comporterebbe una diminuzione nella produzione di carne rossa e la riduzione di consumo di zucchero a livello globale. Aumenterebbe invece quello di frutta, verdura e legumi. Si eviterebbero più di 7 milioni di morti premature all’anno e si ridurrebbe in maniera consistente la pressione sulla natura.

Per approfondire:
Leggi il rapporto Food system impacts on biodiversity loss (pdf) 
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