Braccianti bruciati vivi ad Amendolara, fermati due pachistani: “Scesi dal minivan, hanno appiccato l’incendio”. Un superstite in fuga

Cosenza, 2 giugno 2026 – Due persone sono state sottoposte a fermo per l’omicidio di quattro migranti pakistani nel Cosentino. Su richiesta della Procura è stato emesso un fermo per omicidio plurimo e omicidio pluriaggravato nei confronti di due cittadini pachistani. Nella tarda mattinata di lunedì 1 giugno quattro cadaveri carbonizzati erano stati trovati in un minivan sulla statale 106 ad Amendolara (Cosenza), nel piazzale di una stazione di servizio. Secondo quanto e’ emerso, nel minivan c’erano presumibilmente sette persone comprese le quattro vittime. Tra i sette un’altra persona sarebbe rimasta accerchiata dalle fiamme, ma avrebbe fatto in tempo a fuggire nonostante le ustioni. Gli investigatori avrebbero avviato le ricerche anche del superstite.

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Secondo le indagini, i due fermati sarebbero scesi dal mezzo cospargendolo di benzina e poi si sarebbero allontanati. Determinanti per le indagini sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso due persone avvicinarsi al mezzo. Ma la dinamica di quanto accaduto è visibile anche dalla scena del crimine: le pompe di benzina sono state trovate a terra. Quindi, presumibilmente i due avrebbero usato il carburante per incendiare il mezzo con a bordo i quattro pachistani. Gli inquirenti sono alla ricerca di riscontri agli elementi emersi.

Quattro persone carbonizzate sono state trovate in un’auto ferma in un distributore di carburante lungo la statale 106 ad Amendolara, sul versante ionico della provincia di Cosenza, 01 giugno 2026. ANSA/Frame Video/Luigi Salsini

I due pachistani in stato di fermo sono accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato. “Le indagini – spiega il procuratore di Castrovillari Alessandro D’Alessio – coordinate da questa Procura, sono state avviate nell’immediatezza dei fatti con il supporto della Polizia di Stato ma anche con la perfetta sinergia informativa con l’Arma dei carabinieri. Nel corso delle attività investigative iniziali, in presenza dei presupposti di legge, il pubblico ministero ha emesso decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di due persone extracomunitarie, attualmente sottoposte a indagini”.

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“Merita di essere evidenziata – afferma il procuratore – la professionalità delle forze dell’ ordine che, ancora una volta, sono state in grado, operando in perfetto e lodevole coordinamento tra di loro, e seguendo le direttive della Procura di Castrovillari, di individuare, a brevissima distanza temporale dai fatti, i soggetti gravemente indiziati di delitto di omicidio plurimo e pluriaggravato”. D’Alessio afferma anche che le indagini “sono tuttora in corso e proseguono al fine di accertare compiutamente i fatti e le eventuali responsabilità, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento”.

Quattro persone carbonizzate sono state trovate in un'auto ferma in un distributore di carburante lungo la statale 106 ad Amendolara, sul versante ionico della provincia di Cosenza
Quattro persone carbonizzate sono state trovate in un’auto ferma in un distributore di carburante lungo la statale 106 ad Amendolara, sul versante ionico della provincia di Cosenza, 01 giugno 2026. ANSA/Frame Video/Luigi Salsini

Inizialmente sembrava un incidente. Alle 13 di lunedì il minivan era stato trovato in fiamme sotto la pensilina del distributore IP, sulla statale 106 Jonica, in territorio di Amendolara. Alle 16, quando i vigili del fuoco hanno finito il loro lavoro e i resti dei corpi carbonizzati erano diventati riconoscibili, era emersa la verità: quei quattro braccianti pachistani non erano morti per uno scoppio accidentale, erano stati stati assassinati. Un’esecuzione in pieno giorno. Il fumo nero si era alzato visibile per chilometri lungo la costa calabrese. I contadini stranieri era partiti la mattina dalla Sibaritide diretti nelle campagne della Piana del Metapontino, nel Materano. Braccianti per la campagna del pomodoro. Stavano rientrando a casa dopo una giornata di lavoro nei campi.

Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria: “Oggi l’Italia celebra una delle ricorrenze più importanti, la festa della Repubblica. Ma oggi, in Calabria, accanto al sentimento di festa, c’è anche un profondo dolore. Siamo tutti rimasti sconvolti dalla tragica vicenda dei quattro braccianti pachistani uccisi e bruciali vicino ad Amendolara. Una storia agghiacciante, che scuote le nostre coscienze e che ci pone interrogativi profondi sul dramma delle migrazioni, sul valore della dignità umana e sulle responsabilità che una società civile deve assumersi nei confronti delle persone più fragili”.