Brasile, Lula ha accusato Bolsonaro di genocidio contro il popolo Yanomami

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570 bambini negli ultimi tre anni sono morti a causa di malattie curabili. In visita nei territori indigeni dello stato di Roraima, il neo presidente ha verificato lo stato di emergenza sanitaria, aggravato dalle attività illegali dei cercatori d’oro, più che raddoppiati nella zona durante il governo Bolsonaro

Il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha fatto visita agli Yanomami, popolazione indigena che abita nello stato del Roraima, nel nord del Brasile, in territori compresi nella foresta Amazzonica. “Quello che ho visto qui è disumano“, ha dichiarato Lula da Silva dal suo profilo Twitter.  Secondo un recente rapporto del governo brasiliano rilanciato da Survival International, 570 bambini negli ultimi tre anni sono morti a causa di malattie curabili nell’area. In questa terra, la più grande riserva del Brasile, il tasso di mortalità dei bambini sotto i 5 anni per malattie curabili è di 9 volte superiore alla media nazionale.

Il Roraima però ha anche un’alta concentrazione di depositi minerari, soprattutto di oro: negli anni del governo di Bolsonaro (dall’inizio del 2019 alla fine del 2022) il territorio è stato invaso illegalmente da migliaia di minatori, accusati di averne contaminato i fiumi e distrutto le foreste, privando gli Yanomami di cibo fondamentale per la loro sopravvivenza e favorendo la diffusione di malattie tra la popolazione.

Nel corso della visita alle popolazioni indigene, Lula ha accusato il suo predecessore Jair Bolsonaro di aver causato una catastrofe umanitaria ai danni degli Yanomami, “un vero genocidio” perché durante il suo governo ha incoraggiato l’attività mineraria illegale nel loro territorio e, secondo Lula, ha sostanzialmente permesso a migliaia di minatori di stabilirsi nello stato per attività illegali: erano circa 5mila prima del suo governo, e oggi si stima che siano circa 20mila. La ministra brasiliana per le Popolazioni indigene, Sônia Guajajara, con Lula in visita in Roraima, ha dichiarato che “proteggere i bambini Yanomami da malnutrizione, malaria e diarrea sarà una priorità del nuovo governo” e ha annunciato l’espulsione dei minatori dalla zona entro i prossimi tre mesi.

“Un crimine premeditato contro gli Yanomami, commesso da un governo insensibile alla sofferenza dei popoli brasiliani”

Intanto, il ministero della Salute aveva dichiarato lo stato di emergenza sanitaria per la comunità indigena dello Stato del Roraima a causa della malnutrizione e della malaria aggravate dall’estrazione illegale di minerali condotta dai “garimperos” e favorita negli ultimi anni nella foresta amazzonica dal governo Bolsonaro.  I 30 mila indigeni Yanomami temono per la loro sopravvivenza soprattutto perché l’attività estrattiva dei cercatori d’oro ha avuto effetti notevoli sull’inquinamento dell’acqua. Gli indigeni denunciano anche minacce di morte e abusi sessuali, di droghe e alcol nei confronti dei bambini.

Lula, riferendosi al suo predecessore Bolsonaro, ha dichiarato: “Se fosse venuto qui una volta, forse queste persone non sarebbero state abbandonate così”.

Ad accompagnare il presidente nel viaggio c’era anche il ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza Flávio Dino, che ordinerà un’indagine della polizia federale per accertare le cause della «sofferenza criminale inflitta agli Yanomami», dal momento che «ci sono forti indizi di genocidio e altri reati». Il rapporto “Yanomami Under Attack” (Yanomami sotto attacco), riporta che nella regione ci sono più di 40 piste d’atterraggio illegali costruite dai minatori e che questi hanno preso il controllo di alcuni dei centri sanitari governativi installati nella regione.