Buonvino e il potere della scrittura: i punti di forza della fiction di Raiuno con Giorgio Marchesi

Buonvino – Misteri a Villa Borghese può diventare un nuovo cult seriale. L’esperimento di Raiuno, con Giorgio Marchesi diretto da Milena Cocozza, porta il giallo televisivo su un’altra dimensione. Quella del racconto per immagini che alterna casi da risolvere a panorami mozzafiato con cui fare i conti. Una situazione simile porterebbe a dire che il valore aggiunto della nuova fiction Rai siano i molteplici riferimenti a Villa Borghese e alle zone più coinvolgenti di Roma. Non è così, almeno in parte.

Girare a Roma aiuta, in fatto di location poi può essere proprio un vantaggio, ma quel che salva – in positivo – questa nuova serie è l’analisi della scrittura e la consulenza editoriale di Walter Veltroni. L’uomo che ha scritto i romanzi da cui viene tratto il prodotto televisivo. Sembra scontato, ma una serie televisiva prima si scrive e poi si gira. Montalbano, Rocco Schiavone e Imma Tataranni docet. Questi lavori hanno in comune, tutti, nessuno escluso, la supervisione artistica e scenica degli scrittori che hanno dato vita al soggetto e al trattamento originale.

Buonvino arriva su Raiuno

Una condizione analoga ce l’ha anche Maurizio De Giovanni con i suoi romanzi che sono, successivamente, approdati in televisione. Da Mina Settembre a I Bastardi di Pizzofalcone passando per Il Commissario Ricciardi. Chi scrive, in definitiva, deve anche poter curare la resa televisiva di una storia: non nel senso più letterale del termine, semmai proprio in ambito tecnico. Tradotto ancora meglio: Maurizio De Giovanni, così come Walter Veltroni e gli altri autori, non si mette davanti alla macchina da presa e pretende di girare le scene. Controlla, invece, che le scene siano girate (e tradotte in ambito di sceneggiatura) con la stessa attenzione e cura con cui è stato concepito il romanzo originale.

Giorgio Marchesi protagonista di Buonvino Misteri a Villa Borghese
Giorgio Marchesi protagonista di Buonvino Misteri a Villa Borghese (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

In televisione, dunque, non ci devono essere tagli né modifiche di riferimento. In special modo per quanto riguarda i dialoghi e l’adattamento. Tutto deve rimanere più fedele possibile al prodotto di partenza. Soltanto in questo modo una serie tv diventa autentica e credibile. La base da cui partire, nel caso di Buonvino, è solida e ogni luogo, ogni riferimento e ogni espressione è presente nel libro. Dunque in tv arriva il buono senza essere filtrato.

Il potere di una scrittura solida

Ecco perché la nuova serie di Raiuno è un altro titolo a cui il pubblico inizia ad affezionarsi: si nota immediatamente come la cura ai particolari sia impeccabile e il lavoro d’equipe non abbia compromesso il progetto letterario. Allora le due strade, quella editoriale e quella televisiva, possono proseguire a braccetto. Infatti la prima uscita della serie sulla rete ammiraglia di Viale Mazzini ha fatto il pieno di ascolti. Tra qualche giorno ci sarà l’epilogo di questa prima stagione, ma i fan chiedono altre puntate e un allargamento delle maglie.

Buonvino è già diventato, per certi versi, insostituibile. Walter Veltroni ringrazia anche perché i libri da rendere fiction non mancano e questo esordio, televisivo, promettente potrebbe confermare un sodalizio destinato ad espandersi. La penna sta diventando il miglior alleato possibile della cinepresa.