Incerte le cause dell’incidente, avvenuto in un mercato di minatori artigianali. Lo scorso 18 febbraio altre vittime in una miniera illegale
Sarebbero almeno 63 le vittime accertate dell’esplosione avvenuta lunedì 21 febbraio in una miniera d’oro a Gombombiro, nel sud ovest del Burkina Faso, con circa 40 feriti. Il sito interessato è un mercato per minatori d’oro artigianali, dove spesso la regolamentazione è scarsa o insufficiente.
Non è ancora chiaro se l’incidente sia avvenuto all’interno di un deposito illegale di dinamite custodito nel sito minerario o se abbia coinvolto altre sostanze chimiche utilizzate per l’estrazione dell’oro. Alcuni testimoni hanno rivelato che “c’erano corpi sparsi ovunque” e che “l’esplosione è riuscita a sradicare alberi e a far crollare case”.
Secondo alcune fonti le autorità competenti avrebbero già arrestato un presunto colpevole.
Il Burkina Faso è uno dei più grandi produttori d’oro dell’Africa, con molte miniere gestite da aziende internazionali e altre gestite indipendentemente. Nel 2020 il Paese ha prodotto 54 tonnellate d’oro, rispetto alle 45 tonnellate del 2019, un aumento del 20%, secondo il ministero responsabile delle miniere e delle cave. Circa un quarto della produzione totale proviene da miniere non autorizzate, che danno lavoro a circa 1,5 milioni di persone.
Lo scorso 18 febbraio un altro incidente in una miniera illegale nel Paese aveva provocato altre due vittime.