Si rinnova l’ormai consueto appuntamento del venerdì, che vede riunirsi la cabina di regia anti-Covid tra Cts-Ministero della Salute-Ministeri economici-Regioni per effettuare una ricognizione dettagliata sui dati settimanali in arrivo dal monitoraggio Iss e, di conseguenza, addivenire al report decisivo per la nuova suddivisione in “zone colorate” per le Regioni italiane. La scorsa settimana l’indice Rt medio ha superato quota 1 dopo sette settimane e lo scenario pandemico nel nostro Paese non sembra affatto essere in fase di miglioramento, anzi: i contagi si moltiplicano di giorno in giorno, le varianti e i relativi focolai impazzano in diverse aree della nazione e mai come in questo momento si avverte la disarmante sensazione di essere tornati indietro di un anno nel tempo, al marzo del 2020, quando l’Italia era in balìa di un nemico ancora sconosciuto.
Intanto, ad oggi la mappa nazionale registra la seguente classificazione, pronta tuttavia a subire stravolgimenti in base alle prossime ordinanze emanate (che, come di consueto, non saranno solo di natura nazionale, ma potranno essere anche regionali e provinciali, proprio nell’ottica di istituire lockdown mirati laddove si renda necessario): zona bianca (Sardegna), zona gialla (Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta), zona arancione (Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto e province autonome di Bolzano e di Trento), zona rossa (Basilicata, Campania e Molise).
CABINA DI REGIA, ECCO I NUOVI COLORI
Nel pomeriggio, poi, il ministro della Salute Roberto Speranza, sarà chiamato a valutare i dati epidemiologici stilati da Iss e Cts e in cabina di regia giungere alle nuove importanti formulazioni sulle chiusure della prossima settimana. Allo stato attuale delle cose, a rischiare la zona rossa sono cinque Regioni: Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Piemonte. Partendo da quest’ultimo, il passaggio in rosso è dato per scontato, come rivela il governatore, Alberto Cirio: “L’Rt in Piemonte è salito a 1.41. Non abbiamo ancora il report, ma da Roma l’Iss ci ha anticipato il dato”. Gli ospedali sono sotto pressione e nelle scorse ore è stato dato lo stop a tutti gli altri ricoveri. Anche la Lombardia teme la zona rossa: “Stiamo aspettando dalla cabina di regia i nostri dati per capire in che condizione ci troveremo – afferma il presidente Fontana –. Lo dico chiaramente: ora noi stiamo soffrendo e c’è una tensione ospedaliera importante, con una diffusione più rapida rispetto alle altre ondate”.
Nel Lazio i dati sono in netto peggioramento, ammette l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato: “Il valore Rt è a 1.3, la zona rossa è possibile per il superamento del valore 1.25, anche se l’incidenza è sotto soglia e anche i tassi di occupazione dei posti letto sono entro la soglia di allerta”. Rt analogo per il Friuli-Venezia Giulia, dove anche gli altri dati parametrici, attualmente in evoluzione, farebbero prefigurare il passaggio alla fascia di colore più critica. Infine, il Veneto, il cui governatore, Luca Zaia, ha detto che la regione è “sul filo del rasoio, tra arancione e rosso. Siamo al 14% di coefficiente di riempimento dell’area non critica e del 12% nelle terapie intensive”.
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