Articolo di Giovanni Tessicini – Venerdì 29 Agosto 2025 – Tempo di lettura 8 minuti
Collaboratore di Attività Solare

Ere Glaciali e Periodi Glaciali
Vediamo di fare un po’ di chiarezza a proposito di un tema in relazione al quale, leggendo in giro per il web, ci si imbatte troppe volte in una gran confusione: le Ere Glaciali e i Periodi Glaciali.
Era Glaciale o Interglaciale: un periodo di tempo lungo varie decine di milioni di anni.
Periodo Glaciale o Interglaciale: una suddivisione minore all’interno delle Ere, corrispondente a un periodo di tempo della durata di migliaia di anni o decine di migliaia di anni.
Quindi, decine di milioni di anni per le Ere Glaciali e Interglaciali, e invece circa centomila e diecimila anni rispettivamente per i Periodi Glaciali e Interglaciali.
Una bella differenza in quanto a estensione temporale!
(sorvoleremo sulle cause di entrambi per non rendere troppo lungo l’articolo)

Per quanto riguarda le Ere, attualmente ci troviamo in una Era Glaciale, mentre per quanto riguarda i Periodi, attualmente ci troviamo in un Periodo Interglaciale.
Come lo sappiamo che ci troviamo all’interno di una Era Glaciale? Semplice: abbiamo le Calotte Polari!
Calotte polari che non esistevano ad esempio cento milioni di anni fa quando la temperatura media del pianeta Terra era circa dieci gradi più alta di adesso, poiché al tempo era in corso una Era Interglaciale.
Quindi per esempio, al tempo dei dinosauri non esistevano le calotte polari al contrario dei nostri tempi dove abbiamo del ghiaccio spesso ai poli, fatto che ci indica chiaramente che ci troviamo in una Era Glaciale.
Va aggiunto che l’attuale Era Glaciale la quale, secondo stime recenti, è iniziata poche decine di milioni di anni fa, ha cominciato a intensificarsi soltanto tre o quattro milioni di anni fa circa.
Tutto chiaro fin qui? Bene.
Quindi, all’interno delle Ere Glaciali e Interglaciali esistono suddivisioni minori chiamate Periodi Glaciali e Interglaciali. In effetti noi oggi ci troviamo in un Periodo Interglaciale, un Periodo relativamente caldo all’interno di un Era relativamente fredda.

(Uso il termine “relativamente” per una ragione ben precisa: come si può affermare che fa freddo o che fa caldo? Si tratta di un’affermazione relativa. Possiamo dire che fa freddo o che fa caldo soltanto nel caso in cui si è stabilita una temperatura considerata “normale” e rispetto alla quale stiamo facendo le nostre affermazioni. Ma qual è la temperatura considerata “normale”? In meteorologia ci si riferisce alla temperatura dell’aria a due metri di altezza in un dato luogo negli ultimi 30,40,50 anni o anche più, cioè di solito quelle contenute nei database a disposizione. Si tratta comunque di decadi, una quantità di tempo veramente irrisoria se uno vuole prendere in esame tutta l’estensione delle variazioni climatiche sul pianeta Terra. Per intendersi, viene considerata “normale” al tempo in cui i dinosauri scorrazzavano sul pianeta Terra, una temperatura di circa 30 gradi alle latitudini medie, mentre oggi una temperatura “normale” in tali aree si aggira sui 20 gradi, cioè ottimale per noi umani. Quindi non è difficile capire che il termine “normale” ha un valore molto relativo quando ci si riferisce alla temperatura dell’aria.)
Olocene
All’interno dell’attuale Era Glaciale ci troviamo da circa undicimila anni in questo Periodo Interglaciale chiamato Olocene, un periodo caratterizzato da un clima più caldo rispetto all’anteriore Periodo Glaciale, che per tale motivo ha visto emergere l’agricoltura, lo sviluppo di società complesse e l’espansione della popolazione umana.
Ma adesso l’Olocene ha quasi raggiunto la sua fine, anzi per essere più precisi ha già iniziato il suo declino nella direzione di un futuro Periodo Glaciale.
In ogni modo non c’è di che preoccuparsi per questo poiché il passaggio da Periodo Interglaciale a Periodo Glaciale, un calo della temperatura globale da quattro a sei gradi circa, sarà estremamente lento.
Infatti la temperatura diminuirà di circa un grado ogni mille o duemila anni. Quindi nel futuro avremo in media un abbassamento delle temperature di circa un decimo di grado ogni uno o due secoli. Una quantità trascurabile per la lunghezza media della vita umana, che a causa di ciò possiamo relegare a rumore di fondo se la si paragona alle fasi climatiche molto più corte e quindi con variazioni più percepibili anche se meno intense.
Se estendiamo la lunghezza temporale e andiamo a vedere che temperatura avevamo circa mille anni fa, durante una fase simile alla odierna denominata “Optimum Medievale”, scopriamo che c’erano circa un grado in più di adesso in media.
E se andiamo ancora più indietro, ai duemila anni fa circa del “Optimum Romano”, troviamo temperature medie di circa uno o due gradi in più delle attuali.

Questi dati ci dicono che in qualche modo il passaggio da Periodo Interglaciale a Periodo Glaciale è già iniziato da qualche migliaio di anni, fenomeno del tutto in linea con quello che successe ai Periodi Interglaciali del passato.
In ogni modo, in tempi molto più brevi saremo interessati da un altro evento che vado a esporre di seguito.
Minimo Solare Moderno
Da qualche anno siamo entrati in quello che possiamo denominare “Minimo Solare Moderno”.
Un Minimo Solare è un periodo di tempo variabile di circa alcune decine di anni caratterizzato da una bassa Attività Solare magnetica. Il sole continua a irradiare grosso modo la stessa energia, almeno nella banda visibile, ma la sua attività magnetica diminuisce visibilmente e questo lo si nota dalla diminuzione delle macchie solari.
Ora, perché siamo interessati a un Minimo Solare? Perché in passato i minimi solari hanno sempre causato un abbassamento delle temperature globali.
Ad esempio quella che è stata denominata “Piccola Era Glaciale” (PEG), una fase piuttosto fredda della durata di circa cinquecento anni che si fa iniziare grosso modo nel 1350 e che è terminata intorno al 1850, fu caratterizzata da ben quattro minimi solari consecutivi, separati solo da pochi decenni di distanza.
Qui va sottolineato che si tratta comunque di lassi di tempo ben più corti (decine di anni) se li paragoniamo alle Ere Glaciali e ai Periodi Glaciali esposti anteriormente, per questo vengono denominati “fasi”.
Ora, senza addentrarci in complesse elucubrazioni scientifiche che esulano dallo scopo di questo articolo, limitiamoci a osservare i fatti storici e la storia ci dice senza ormai nessun dubbio che ogniqualvolta si è verificato un minimo solare entro pochi anni è iniziata una diminuzione delle temperature globali, in altre parole una fase fredda.
Se ne deduce che a partire grosso modo dalla fine degli anni ‘20 e per alcuni decenni a venire dopo il 2030, possiamo aspettarci una diminuzione delle temperature globali causata dal Minimo Solare Moderno appena iniziato.
Nessuno conosce con precisione l’entità di questa diminuzione della temperatura ma ci si aspetta che sia attorno a uno o due gradi. Una quantità notevole.
Un grado di diminuzione della temperatura globale in pochi decenni potrebbe sembrare poco ma non lo è affatto poiché si tratta di una flessione sufficiente a produrre un calo della produzione agricola e di conseguenza sconvolgimenti economici e geopolitici.
Indice AMO
A questo raffreddamento causato dal Minimo Solare Moderno si aggiungerà l’ulteriore apporto al ribasso sulle temperature di almeno un altro indice importante: l’AMO che in inglese è l’acronimo per “Oscillazione Multi-decennale Atlantica”.

Infatti l’AMO è un’importante fase climatica di circa sessanta o settanta anni la quale influenza principalmente le temperature dell’Oceano Atlantico del Nord, e visto che ormai la sua semi-fase positiva durata circa una trentina d’anni dovrebbe star volgendo al temine, a partire grosso modo dalla fine di questo decennio l’AMO diventerà negativo, il che comporterà per i successivi 30-35 anni un ulteriore abbassamento delle temperature globali (più intenso in area Nord Atlantica, Mediterraneo ed Europa Occidentale) che si sommerà a quello del Moderno Minimo Solare.
Conclusione
Attualmente ci troviamo in una Era Glaciale e all’interno di questa siamo alla fine di un Periodo Interglaciale, dentro il quale a sua volta si è prodotta una fase calda che ora è al punto di lasciare il posto a una fase fredda.
Il clima sul pianeta Terra è sempre stato in continuo cambiamento e continuerà a cambiare.
Le Ere, i Periodi e le numerose fasi climatiche minori, hanno sempre continuato ad avvicendarsi in passato e continueranno a farlo in futuro, determinando grandi cambiamenti nella geologia, nell’evoluzione della vita e nondimeno nella storia della specie umana sulla Terra.
Grandi Imperi si sono formati, hanno prosperato e sono crollati a causa di variazioni del clima.
Se la storia ci insegna una cosa importante è che le fasi di prosperità di qualsiasi civiltà del passato (fasi calde) non sono mai state eterne, allo stesso modo delle epoche di scarsità (fasi fredde).
Evidentemente, il clima varia continuamente in modo del tutto naturale.
In tempo presente, nonostante il fatto che abbiamo avuto una fase climatica favorevole negli ultimi centosettanta anni circa, caratterizzata da una produzione agricola globale in continua crescita, ci aspetta a breve termine una nuova fase relativamente fredda che causerà carenze di cibo in vaste aree del pianeta.

Per questo dobbiamo essere preparati al cambiamento.
L’attuale Optimum Climatico è stato sicuramente rafforzato dal “rimbalzo fisiologico” che ha seguito la Piccola Era Glaciale, lunga fase fredda di circa cinquecento anni (la peggiore di tutto l’Olocene in quanto a durata) conclusasi a metà del XIX secolo. Da allora la temperatura globale è andata crescendo per il semplice fatto che non avrebbe potuto fare nient’altro, allo stesso modo in cui, dopo una lunga notte fredda la temperatura non può fare altro che tornare a salire.
Ma adesso sta per arrivare un cambiamento del clima e, stando ai resoconti storici del passato, il raffreddamento sarà accompagnato da una estremizzazione dei fenomeni meteorologici nonché da un incremento delle eruzioni vulcaniche, sia in numero che in intensità.
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