Can Yaman prova a cambiare passo. L’attore turco, tra i volti più seguiti della fiction internazionale, ha raccontato oggi, 3 agosto 2026, in un’intervista al Corriere della Sera, la nuova fase della sua carriera tra Italia e streaming. Al centro c’è Bro, la serie attesa su Prime Video nel 2027, che per lui segna una svolta dopo anni di ruoli romantici e personaggi legati anche al suo fascino.
Ma non c’è solo il lavoro: Yaman ha parlato anche degli anni da studente, delle ferite sentimentali e del desiderio di essere visto prima di tutto come attore, non soltanto come icona pop.
Bro su Prime Video nel 2027: Can Yaman punta sulla commedia
Con Bro, nuova serie in arrivo su Prime Video nel 2027, Can Yaman entra in una zona meno battuta della sua carriera recente: la commedia. Interpreterà un avvocato brillante, preparato, ma impacciato quando si parla di sentimenti e relazioni. Un personaggio che sembra lontano dai protagonisti romantici, sicuri e seducenti che lo hanno fatto conoscere al grande pubblico.
Nell’intervista al Corriere della Sera, l’attore lo ha detto chiaramente: “Bro mi ha entusiasmato perché mi dà la possibilità di interpretare un ruolo diverso da quelli che interpreto solitamente”. Non è solo un cambio di genere. La comicità ha tempi suoi, chiede precisione, leggerezza, anche la voglia di mettersi in gioco senza protezioni. Per un attore abituato a essere osservato e discusso, può diventare una prova vera.
Da Viola come il mare a Giovanni Nasta: così è nato Bro
La nascita di Bro passa anche dal rapporto professionale tra Can Yaman e Giovanni Nasta, già incontrati sul set di Viola come il mare. Nella nuova serie saranno fratelli acquisiti, molto diversi tra loro, costretti a collaborare e a fare i conti con caratteri opposti. Una dinamica da buddy comedy, ma con una base familiare. Yaman ha raccontato che proprio l’intesa con Nasta ha aiutato il progetto a prendere forma. Sul set, tra prove, pause e giornate lunghe, certe alchimie si capiscono prima nei fatti che sulla carta.
“Con Giovanni c’era già un’intesa”, ha spiegato l’attore. E Bro sembra nascere anche da lì: da un contrasto tra controllo e impulsività, destinato a diventare il motore della storia. Con un tono più leggero rispetto ai titoli che hanno consolidato la popolarità di Yaman in Italia.
Gli anni a Giurisprudenza: studio, disciplina e poca vita sociale
Nel personaggio di Bro, Can Yaman ha ritrovato qualcosa del proprio passato. Prima del successo in televisione, l’attore si è laureato in Giurisprudenza e ha vissuto anni fatti di studio, disciplina e molta riservatezza. “Studiavo tanto e non ero molto socievole”, ha raccontato. Una frase semplice, che incrina un po’ l’immagine del divo sempre sotto i riflettori.
Quel passato da “secchione”, come è stato definito, non viene usato come posa. Serve piuttosto a spiegare il suo modo di lavorare: preparazione, concentrazione, bisogno di tenere tutto sotto controllo. Tratti che appartengono allo studente di legge, ma anche all’attore che oggi si muove tra lingue, produzioni e pubblici diversi. Anche la sua riservatezza, spesso letta come distanza, nel racconto prende un altro senso: non freddezza, ma il tentativo di proteggere una parte di sé.
Amore, immagine e carriera: Yaman non vuole restare solo un sex symbol
La parte più personale dell’intervista riguarda l’amore e il peso dell’immagine fisica nella carriera di Can Yaman. Sulle sofferenze sentimentali, l’attore non ha provato a mostrarsi invulnerabile: “Soffrire per amore capita a tutti. Quando ami veramente puoi soffrire come chiunque altro”. Una risposta lineare, quasi disarmante, che riporta la star su un terreno comune.
Yaman ha ammesso che l’aspetto fisico ha contato nella sua popolarità, ma ha anche chiarito di non voler essere ricordato solo per quello. “Il fisico cambia, l’età cambia, mentre un attore deve continuare a crescere, studiare e trasformarsi”, ha detto. È il cuore di questa nuova fase: fare di Bro non solo una nuova serie, ma un segnale. Meno immagine fissa, più percorso. Meno etichetta da sex symbol, più mestiere.