A pochi giorni dalla Pasqua il Governo Draghi con il consueto anticipo che lo ha contraddistinto rispetto alla precedente gestione della pandemia Covid-19 punta ad approvare il nuovo Decreto Covid con le regole-restrizioni in vigore dal 7 al 30 aprile 2021: per questo motivo è stato convocato un nuovo Consiglio dei Ministri (il numero 10 dell’era Draghi) alle ore 17.30 con la bozza del Dl Covid che verrà presentata ai Ministri assieme alla norma per lo sblocco dei concorsi pubblici e a quella che dovrebbe porre l’obbligo vaccinale per i sanitari.
Lo schema delle misure dovrebbe mantenere l’impianto del precedente Decreto (in scadenza al prossimo 6 aprile, ndr) con una novità fondamentale ottenuta dal pressing del Centrodestra in Cdm: il nuovo provvedimento prevederà un meccanismo “automatico” che dal 20 aprile prossimo potrebbe portare alla riapertura di alcune aree del Paese laddove i dati Covid siano considerati “molto positivi”. Prima però di quella data, l’Italia resterà in zona “arancione” o “rossa” senza il ricorso alla “bianca” o “gialla”: Palazzo Chigi ha confermato ieri lo studio dell’automatismo che potrebbe portare un allentamento delle misure con ritorno a “zone di giallo” dal 20 aprile in poi.
DECRETO COVID, LE REGOLE IN BOZZA
Per il resto delle misure, l’impianto del Decreto Covid in arrivo oggi in Cdm è una quasi totale conferma delle dure misure già adottate dal Decreto 13 marzo-6 aprile: coprifuoco tra le 22 e le 5, divieto di spostamenti tra Regioni, no zone gialle (Italia misto rossa-arancione), chiusure locali, bar, palestre, cinema, musei, teatri fino ad inizio maggio. Lo schema voluto è il parallelo chiusure-piano vaccini accelerato dopo l’imprinting dato dal commissario Figliuolo che dovrebbe portare a 500mila somministrazioni attorno alla metà di aprile per uscire al più presto dalla morsa del lockdown, come già sta sperimentando l’Inghilterra. Ecco dunque l’impianto principale della bozza finora emersa del Decreto Covid che entrerà in vigore dopo la Pasqua dal 7 aprile 2021 fino al 30 aprile, salvo modifiche che potranno essere apportate in Consiglio dei Ministri e in Parlamento in sede di conversione:
RIAPERTURE DOPO IL 20 APRILE
Dopo il pressing del Centrodestra, Draghi ha accettato di inserire il meccanismo per le riaperture dopo il 20 aprile: nelle zone “gialle” che verranno individuate dal monitorato dei dati Covid, bar e ristoranti potranno riaprire a pranzo fino alle 15-16
SCUOLA
Dal 7 aprile riaprono le scuole elementari e prima media in presenza anche in zona rossa, con la conferma del 50% di Dad (didattica a distanza) per le zone arancioni: nel decreto Covid ci sarà proprio una norma che vieta ai governatori regionali di chiudere le scuole fino alla prima media, a prescindere dalla fascia di colore in cui la loro Regione sarà inserita. Il dibattito sul ritorno in classe anche per gli studenti più grandi resta permanente, con la richiesta della Lega di poter portare anche gli altri studenti fuori dalla Dad almeno da metà aprile in poi
CINEMA-TEATRI
L’apertura del 27 marzo è stata cancellata e non sembra al momento prossima la ripresa per questo settore: si ipotizza però nelle eventuali zone gialle rafforzate la riapertura con ingressi contingentati e prenotazioni come avvenuto fino a ottobre scorso
BAR-RISTORANTI
Per il momento restano chiusi sia in zona arancione che in zona rossa, consentita solo la vendita con asporto di cibi e bevande dalle 5 alle 22 (fino alle 18 per bar senza cucina) mentre il delivery è sempre permesso. Con l’ipotesi di “zona gialla rafforzata” si potrebbe aprire a pranzo e fino alle 15-16
PISCINE-PALESTRE-SPORT
Situazione simile per i cinema, anche nel mondo dello sport amatoriale permane la chiusura fino a maggio salvo l’introduzione della zona gialla: è possibile invece l’attività motoria individuale all’aperto (camminata, bici e corsa)
NORMA OBBLIGO VACCINI SANITARI
Non è invece ancora chiaro se sarà direttamente nel Decreto Covid o con una norma ad hoc a latere, il provvedimento per i cosiddetti “operatori sanitari no vax” già spiegato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi nell’ultima conferenza stampa di venerdì scorso: «Scudo penale per i vaccinatori e obbligo vaccinale per il personale sanitario in corsia. Domani (oggi, ndr) deve essere la volta buona. Ora il Governo Draghi può segnare il punto decisivo nella battaglia contro il Covid-19, che ha visto, come nelle peggiori guerre, dolorosissime perdite tra le famiglie italiane», ha spiegato ieri il sottosegretario alla Salute in quota Noi con l’Italia, Andrea Costa.
«Tuteliamo dunque coloro che, al servizio del Paese, si occupano dell’indispensabile somministrazione dei vaccini anti Covid ai nostri concittadini e contemporaneamente garantiamo la salute e la sicurezza di tutti, pazienti e personale sanitario, attraverso un obbligo rispettoso di scienza e coscienza», conclude il sottosegretario anticipando le norme contenute nel Consiglio dei Ministri odierno. Molto netta anche la presa di posizione della Fiaso (Federazione Aziende Sanitarie e Ospedaliere): «Il rifiuto di vaccinarsi da parte degli operatori delle strutture sanitarie rappresenta un tema centrale per la corretta gestione del rischio clinico e che vada affrontato come tale, con tutti gli strumenti a disposizione. L’obbligo deve essere imposto, pena la sospensione e il licenziamento». Si studia ancora come valutare la norma studiata dalla Ministra della Giustizia Marta Cartabia: probabile l’imposizione di un “cambio mansione” per i sanitari che non vorranno vaccinarsi, in modo da non poter contagiare pazienti sani in ospedali o Rsa.
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