Ceuta e il nodo migranti, Piantedosi al Comitato Schengen. Pronta la relazione sulla linea dura

Roma, 12 giugno 2026 – Una lunga e dettagliata relazione è pronta, curata nei minimi dettagli, con dati, statistiche, valutazioni politiche e prospettive. Illustra e spiega la scelta dell’Italia di sospendere temporaneamente l’accordo di Schengen con la Spagna dopo la crisi, non del tutto risolta e a rischio replay, di Ceuta, con l’ondata di decine di migliaia di immigrati all’inseguimento di un impossibile sogno europeo.

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Il ministro Matteo Piantedosi è pronto a comparire domani in audizione dinanzi al Comitato parlamentare che si occupa del controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, della vigilanza sull’attività dell’agenzia europea di polizia Europol e, in senso più ampio, del nodo immigrazione. Alle 14.30, nell’aula del terzo piano di Palazzo San Macuto, Piantedosi è chiamato a un confronto sui flussi migratori e sul caso Spagna che si preannuncia delicato per le frizioni che si sono create con il governo Sanchez. Ribadirà la preoccupazione che ha spinto il governo a chiudere le frontiere.

Migrants queue to get food distibuted by NGO Luna Blanca in the Spanish North African enclave of Ceuta on August 7, 2026, following a mass influx of migrants from Morocco in recent days. Of the 72,000 migrants who reached Ceuta, 70,000 have returned to Morocco, according to official Spanish figures, which have recorded 80 deaths. Morocco’s interior ministry has said 11 people died on the Moroccan side of the border, all but one by drowning. Those who remain in Ceuta — including hundreds of unaccompanied children — face dire living conditions with little access to food, water, shelter and sanitation. (Photo by Antonio Sempere / AFP)

Lo stop all’accordo, previsto fino all’ultimo giorno di agosto, in realtà non sta creando problemi ai cittadini spagnoli che transitano in Italia, perché riguarda solo gli extracomunitari provenienti dalla Spagna. Madrid si è irrigidita e lo interpreta non come uno scudo temporaneo relativo alla sicurezza dei confini, ma come uno sgarbo politico. Il governo italiano tiene i nervi saldi, forte anche della linea dura senza paura della coppia Giorgia Meloni-Mette Frederiksen, premier socialista danese, sul no all’immigrazione incontrollata. La Spagna, alla vigilia del Comitato, continua a usare toni duri. Schermaglie che, secondo Palazzo Chigi, non alterano i buoni rapporti tra i due Paesi.

Il nodo Schengen è comunque il tema principale sul tavolo di domani a San Macuto, ma è molto probabile che, sull’immigrazione, il discorso si allarghi ad altri fronti. Il ministro Matteo Piantedosi, in ogni caso, una volta esposta la relazione, è pronto a rispondere agli interrogativi dei membri del Comitato, opposizioni comprese. Bruxelles fa da pompiere e assicura: “I controlli tra Italia e Spagna sono temporanei, la situazione tornerà alla normalità”.

La domanda che molti si fanno è se lo stop all’accordo andrà davvero avanti fino a fine agosto. In teoria sì, ma anche Matteo Salvini lascia intendere che dopo Ferragosto potrebbe essere rivisto. Possibile, ma non certo. Tutto dipende dal contesto estremamente fluido, che per ora contempla un clima di grande attenzione.

Due giorni fa, tra le altre cose, a Palazzo Chigi è arrivato l’allarme lanciato dai servizi segreti italiani, redatto in collaborazione con l’intelligence spagnola, secondo cui esiste un rischio di terrorismo islamista d’importazione e di una mobilitazione di massa guidata sui social da una regia occulta per spingere una nuova ondata migratoria verso Ceuta. Difficile dire quanto ci sia di concreto, ma, nello scenario di turbolenza internazionale sul fronte sudafricano e mediorientale, si tratta di un’eventualità su cui tenere gli occhi aperti.

Il ministro, comunque, è preparato ad affrontare altri possibili temi sul dossier immigrazione e sui quali i membri del Comitato potrebbero chiedere chiarimenti, primo tra tutti la richiesta della Germania all’Italia, in base alle nuove regole sul ricollocamento, di riprendersi gli immigrati clandestini transitati sul proprio territorio. In ogni caso, l’ambasciatore tedesco in Italia Thomas Bagger sgombra il campo da ogni equivoco: “Germania e Italia sono allineate e non esiste alcuno scontro diplomatico”. Punto e basta.

Ovvio che il nodo Ceuta rischi di attrarre nella discussione altri temi caldi e ancora da perfezionare a livello europeo, come l’ipotesi, sostenuta dall’Italia, degli hub per clandestini nei Paesi africani sul modello “Albania prima maniera”.