«Non voteremo la fiducia, ma faremo opposizione responsabile e patriottica», così Giorgia Meloni al termine delle consultazioni alla Camera con il Premier incaricato Mario Draghi. I tempi si allungano dopo che già Italia Viva e FdI hanno “sforato” nei rispettivi colloqui con il Premier nelle sale della Camera, ora tocca al Pd e a seguire Forza Italia, Lega, M5s. «Incontro interessante, basato sui contenuti del programma presentato dal Presidente, del resto noi non abbiamo alcuna pregiudiziale», ha spiegato ancora la leader di Fratelli d’Italia, «noi abbiamo fatto pervenire una serie di confronti e provvedimenti ma credo che questo configuri l’atteggiamento verso il nuovo Governo».
Meloni non voterà la fiducia «ma siamo a disposizione della nazione per tutto quello che può essere utile e così abbiamo preferito mettere nero su bianco una lettera al Presidente per il nostro lavoro che proporremo in parlamento», ovvero Recovery Fund, natalità, sicurezza, infrastrutture, recupero Nord-Sud, riconversione piani industriali. «Abbiamo chiesto anche di superare il divario tra lavoratori con più o meno diritti (assegno unico di ammortizzatore sociale), competitività delle imprese, abolizione cashsback e lotteria degli scontrini per destinare quei 5 miliardi verso le aziende, abolizione Decreto Dignità», ribadisce Giorgia Meloni ai cronisti. Infine, la leader FdI ha chiesto a Draghi di «interrompere il blocco delle libertà costituzionali a colpi di Dpcm, deve finire tutto questo, così come devono riaprire subito le attività in tutto il Paese, con tutti i protocolli di sicurezza che occorrono. Basta primule per vaccini e basta Arcuri». Per la delegazione di Italia Viva (Renzi, Faraone, Bellanova, Boschi) «qualunque scelta farà Draghi noi comunque lo sosterremo», con la ex Ministra dell’Agricoltura che aggiunge al termine delle consultazioni «Sarà sua disponibilità scegliere se nel governo ci saranno solo tecnici, tecnici e politici e quale sarà il livello di coinvolgimento dei politici».
LE DELEGAZIONI LEU E MAIE
«L’incontro con il Premier Draghi sul programma trova la nostra ampia condivisione», spiega la delegazione di Leu alle consultazioni sul Governo alla Camera; poco prima i rappresentanti di Maie-Centro Democratico-Europeisti avevano sottolineato l’importanza e la condivisione degli obiettivi del Presidente incaricato. «Per adesso bisogna fare politiche passive, come la Cig e gli ammortizzatori sociali. Ma l’orizzonte è quello di utilizzare politiche attive perché se l’impresa produce, riesce, utilizza la ricchezza per il lavoro.
Sull’economia Draghi ha una visione anticiclica, forti investimenti pubblici che possono aiutare il settore privato con una ricaduta molto forte sul lavoro», ha spiegato il senatore Andrea Causin, ex FI e ora nel Misto. Nel pomeriggio tutti i “big” chiamati da Draghi con una sorpresa in arrivo a Roma stamattina: così Silvio Berlusconi sui social poco fa «Arrivato a Roma: parteciperò alle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, professor Mario Draghi». Il ritorno del Cavaliere da un lato, l’assenza di Beppe Grillo dall’altro: per il resto le delegazioni saranno le stesse del primo round, presenti dunque Nicola Zingaretti (Pd), Giorgia Meloni (FdI), Matteo Renzi (Italia Viva), Matteo Salvini (Lega) e Vito Crimi (M5s).
SECONDO E ULTIMO GIRO DI CONSULTAZIONI
È il giorno dei “big” alla Camera per le ultime consultazioni del Premier incaricato Mario Draghi (al via alle ore 11, ndr) in vista della formazione del Governo da attuare entro fine settimana (secondo le ultime notizie dalle fonti parlamentari): come sempre avvenuto in questi giorni, al termine di ogni singolo colloquio dell’ex BCE con le forze politiche, in diretta video streaming sulla webTv della Camera saranno disponibili le dichiarazioni dove emergeranno le singole posizioni dei partiti sull’ormai nascente ma ancora “misterioso” Governo Draghi.
Il tema più importante, assieme al programma di riforme – già illustrato ieri nel primo giorno di consultazioni con i partiti “minori” – è la determinazione della squadra di Governo: un mix di tecnici e politici sembra la via che potrebbe perseguire il Presidente del Consiglio incaricato, con la lista in via di definizione e pronta ad essere presentata al Capo dello Stato entro la fine di questa settimana (forse giovedì, più probabile venerdì). Il giuramento dei Ministri a questo punto potrebbe avvenire tra sabato o più probabilmente ad inizio della prossima settimana, non appena sarà però determinata e conclusa la scelta di Draghi sulla “suddivisione” delle cariche nei singoli partiti che hanno dato la disponibilità ad appoggiare in Parlamento il nuovo esecutivo. Incognite al momento all’orizzonte di Mario Draghi restano le scelte del M5s (tra domani e giovedì voto su Rousseau per appoggiare o meno il Governo), le decisioni del Pd in merito a che tipo di “appoggio” fornire all’esecutivo “di unità nazionale” dopo le diverse frizioni interne ai dem per la presenza della Lega nel prossimo Governo.
SQUADRA E TOTOMINISTRI
Le tensioni portano inevitabilmente alle discussioni sulla squadra di Governo, con il Premier Draghi che ancora non ha lasciato “sfuggire” alcuna anticipazione in merito alle imminenti scelte: tecnici di primo piano e politici “indentitari” dei propri partiti ma senza leader, questa sembra la via imbracciata dal Premier incaricato secondo le fonti vicine all’ex Governatore BCE. Di sicuro, chi ben conosce Draghi, sa che il programma viene prima di tutto e su questo oggi nelle consultazioni verrà presentata la prima bozza del piano Draghi sulla ripresa del Paese. Inevitabili però i “totoministri” che agitano le segreterie dei partiti, con l’impegno massimo del Premier Draghi per trovare il “file rouge” giusto che possa tenere assieme Pd, Lega, M5s, Berlusconi e Renzi. Fuori i leader, probabili scelte che ricadano sui più dialoganti all’interno dei partiti: e così Giancarlo Giorgetti (Lega), Stefano Patuanelli (M5s), Lorenzo Guerini o Andrea Orlando (Pd), Antonio Tajani (Forza Italia) e Ettore Rosato (Italia Viva) potrebbero essere i nomi che entreranno nel nuovo CdM.
Sul fronte dei tecnici, secondo l’Ansa sarebbe Franco il nome più quotato per l’Economia assieme a Dario Scannapieco della BEI, in alternativa Carlo Cottarelli e Ignazio Angeloni (vigilanza BCE). Lamorgese potrebbe essere confermata al Viminale mentre per la Sanità dovrebbe arrivare Rocco Bellantone, presidente della facoltà di medicina della Cattolica e direttore del Gemelli. Nutrita sarà la componente “rosa” del prossimo Governo Draghi: Marta Cartabia alla Giustizia, Elisabetta Belloni alla Farnesina, Marcella Panucci e Lucrezia Reichlin come possibili nomi per lo Sviluppo Economico e il Lavoro.
IL PROGRAMMA DEL GOVERNO DRAGHI
Dai ministri al programma, come detto è su questo che sta spingendo Mario Draghi nei colloqui con i partiti per far capire subito l’indirizzo che prenderà l’esecutivo sempre più di “ampio respiro” e non solo per traghettare il Paese alle elezioni (nel 2023). 3 maxi riforme connesse al Recovery Fund – Fisco, Giustizia, Pubblica Amministrazione -, altrettante priorità come salute, scuola e lavoro e in tutto 8 macroaree in cui viene divisa la bozza di programma presentata anche oggi alle forze politiche presenti alla Camera. «Draghi è arrivato a mettere sul tavolo la questione di un bilancio comune europeo e quindi una visione che non riguarda soltanto il presente ma un’impostazione futura», ha spiegato il senatore del Psi Riccardo Nencini ieri al termine delle consultazioni. Una visione europeista e atlantista quella che vuole dare Draghi al suo esecutivo, con tre emergenze da affrontare subito: pandemia (quindi piano vaccini e regole per convivere col Covid), ambiente e emergenza economica. Importante poi il tema della scuola, con le fonti dei partiti che ieri hanno fatto trapelare le intenzioni del Presidente incaricato sui temi fondanti dell’emergenza educativa: assunzioni di nuovi docenti per colmare i buchi delle cattedre, possibile allungamento del calendario scolastico fino a fine giugno per recuperare i giorni perduti in Dad. Infine, il programma prevedrà anche infrastrutture, l’apertura dei cantieri e profondo rilancio del turismo.
CALENDARIO CONSULTAZIONI: LA DIRETTA STREAMING
Qui nel dettaglio il calendario del secondo round di consultazioni che il Presidente del Consiglio Mario Draghi effettuerà per l’intera giornata: domani l’incontro con sindacati, categorie produttive (Cna, Confindustria, Confartigianato) e tra giovedì sera e venerdì la salita al Colle per accettare l’incarico pieno e consegnare la lista dei Ministri. Appuntamento oggi per l’ultimo chilometro del pre-Governo Draghi, con la diretta in video streaming delle dichiarazioni post-colloqui delle delegazioni politiche sul canale YouTube di Montecitorio e sulla web tv della Camera dei Deputati.
Ore 11-11.30 Gruppo Europeisti – MAIE- Centro Democratico Senato
Ore 11.45-12.15 Gruppo Liberi e Uguali
Ore 12.30-13 Gruppi Italia Viva
Ore 13.15-13.45 Gruppi Fratelli d’Italia
Ore 15-15.30 Gruppi Partito Democratico
Ore 15.45-16.15 Gruppi Forza Italia – Berlusconi – UDC
Ore 16.30-17 Gruppi Lega-Salvini Premier
Ore 17.15-17.45 Gruppi MoVimento 5 Stelle
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