«Finora non è stato fatto nessun passo avanti su nessun contenuto: fino all’ultimo proveremo a vedere se c’è una disponibilità a una mediazione», questo avrebbe detto Matteo Renzi ai parlamentari di Italia Viva nella pausa prima del rush finale delle contrattazioni al tavolo tecnico della Camera. Le consultazioni con Fico proseguono ma su tutti i principali dossier – come già anticipavamo qui sotto – vi sarebbe lo stallo tra renziani, grillini e Dem: «Noi cerchiamo l’intesa, dovrebbero fare qualche passo anche gli altri. Siamo stupiti della chiusura sui contenuti della maggioranza senza nessuno sforzo per trovare soluzioni su problemi che non sono di oggi e su cui appare evidente che bisogna trovare una soluzione», avrebbe anche aggiunto Renzi, secondo quanto riporta l’Adnkronos.
L’esito è che al momento la crisi di Governo rimane e il Conte-ter non decolla: «Noi siamo sempre per l’accordo, ma al momento non c’è». L’ultimo scontro sarebbe avvenuto sulla giustizia, dopo la presentazione del “Lodo Orlando” sulla prescrizione che avrebbe trovato l’accordo tra Pd e M5s: «Mes e Giustizia, lo zero assoluto finora», commenta laconicamente Renzi assieme ai suoi capigruppo Boschi e Faraone. Piccata la replica su Twitter dello stesso vicesegretario Pd Andrea Orlando: «Renzi dice che su giustizia “siamo allo zero assoluto”. Probabilmente sono stato invitato a un’altra riunione.. Apertura su riforma penitenziaria, modifica prescrizione, intercettazioni… Non sprechiamo questa possibilità!». Spazi di accordo si trovano invece su scuola e ambiente, ma al momento lo stallo verso il Conte-ter è sempre più evidente complicando e non poco il resoconto che stasera Fico dovrà stilare per Mattarella.
ITALIA VIVA: “CONTE-TER? NON È DETTO”
Il tavolo sul programma di Governo durerà fino alle ore 16, con in mezzo una pausa che vedrà riuniti i parlamentari di Italia Viva per trarre le conclusioni di questa due giorni di Consultazioni sulla crisi di Governo. Le riserve ancora non sono state sciolte e da Ivan Scalfarotto – dimissionario renziano nel Conte-bis – arriva la “minaccia”: «Non sono così sicuro che sia certo un Conte ter, stiamo ancora discutendo. Al momento direi un 50% anche per il Governo istituzionale».
Gli ultimi “nodi” in discussione prima della pausa sono sui temi di Istruzione, Cultura e Turismo ma è sulla giustizia che è emersa una nuova contrapposizione stamane: il dem Orlando ha proposto un “lodo” sulla prescrizione trovando l’ok dei M5s ma il no netto di Italia Viva. Il Quirinale attende in serata la salita del Presidente Fico, consci entrambi che la situazione delle Consultazioni al momento non consegnerebbe una stabile maggioranza attorno al nome di Giuseppe Conte. «Se non trovano l’accordo, allora meglio andare al voto e avere un nuovo Parlamento a aprile per risolvere i problemi del paese», spiega davanti alla Camera il leader della Lega Matteo Salvini, mentre da Forza Italia prosegue il pressing per un possibile Governo di unità nazionale attorno a nomi di alto profilo (Draghi, su tutti).
ULTIMO GIORNO CONSULTAZIONI ALLA CAMERA
Si è aperto stamattina l’ultimo, forse, round alla Camera per le Consultazioni con il Presidente incaricato “esploratore” Roberto Fico: dopo la fase interlocutoria di ieri sul programma di Governo, oggi si prosegue tra stalli, incomprensioni, lotte “intestine” e veti sui nomi della possibile nuova squadra da presentare al Quirinale nelle prossime ore. Già, Mattarella attende entro sera la salita al Colle del Presidente della Camera per rendicontare l’esito delle sue Consultazioni con principalmente due opzioni in mano: annunciare l’accordo di massima tra i partiti oppure ammettere il fallimento dei colloqui, aprendo scenari sulla crisi di Governo che tornerebbero in “mano” al Presidente della Repubblica.
I capigruppo dei partiti di maggioranza seduti al tavolo con Fico si sono ritrovati stamane nella Sala della Lupa, aggiungendo un esperto per ogni gruppo presente: al tavolo troviamo Ettore Licheri e Davide Crippa per M5s; Andrea Marcucci e Graziano Delrio per Pd; Federico Fornaro e Loredana De Petris per LeU; Davide Faraone e Maria Elena Boschi per Italia Viva più i rappresentanti delle Autonomie, Centro Democratico, Maie ed Europeisti.
LO SCONTRO RENZI-M5S
Secondo quanto emerso dalle prime anticipazioni sulle Consultazioni in corso in questo momento, i partiti della “fu maggioranza” Conte-bis partiranno stamane dal tema delicato della Giustizia, dopo che ieri gli scontri principali si sono visti su Riforme, Sanità, Scuola e Recovery Plan. Il dialogo tra le forze di maggioranza viene descritto con toni “pacifici” ma resta una forte distanza soprattutto tra Movimento 5 Stelle e Italia Viva sui praticamente tutti i dossier più caldi del potenziale programma di Governo da rivedere completamente in queste poche ore. Per questo motivo l’obiettivo principale del Presidente Fico – ovvero quello di sondare il campo per possibile accordo su un Governo Conte-ter- è tutt’altro che definito e vicino e i tempi stringono: Mattarella potrebbe concedere ancora qualche ora di proroga per capire se vi sia margine per un accordo sui nomi della squadra di Governo, ma al momento entro sera comunque dovrebbe avvenire il colloquio con Fico per capire se ciò sia possibile o raggiungibile in breve.
«Italia Viva ha chiesto al Governo di prendere il Mes, non di prendere Meb. Come al solito i 5stelle non leggono fino in fondo. O non capiscono. Servono soldi per la sanità, non poltrone per noi», scrive oggi su Twitter la capogruppo alla Camera renziana Maria Elena Boschi. La “posta rialzata” ieri per Renzi è stato il MES e le risorse per Riforme e Recovery Plan, con lo scontro molto accesso con i 5Stelle: così un membro importante di Iv all’Adnkronos ieri sera, «Noi non siamo ostili al Conte ter ma i 5 Stelle non possono pensare di lasciare tutto com’era. Serve discontinuità». Dal fronte M5s invece le fonti di Governo fanno sapere alle agenzie di aver apprezzato il discutere sul nome di Giuseppe Conte, mentre resta «sorprendente che possano fare veti su altri nomi. Il tavolo rischia così di saltare».
FICO ATTESO AL QUIRINALE: GLI SCENARI
La situazione come si può ben intuire è assai tesa e la crisi di Governo non è detto che venga risolta stasera con l’incarico affidato a pieno titolo a Giuseppe Conte: diversi scenari infatti restano tutt’ora aperti, specie se i principali punti di distanza tra grillini e renziani degli ultimi mesi (giustizia, MES, legge elettorale e non da ultimo il nome del Premier) non dovessero risolversi nel giro di poche ore. Ad Omnibus stamane su La7 l’ex Ministra renziana Teresa Bellanova ha ribadito la distanza presente al tavolo delle Consultazioni tanto con il M5s quanto con il Partito Democratico, «Conte punto di partenza e arrivo per il Pd? Beati loro che hanno solo questo problema. Per noi il problema, ad esempio, è la giustizia». Per il collega Ivan Scalfarotto, intervenuto ad Agorà su Rai 3, «I nomi potranno arrivare quando avremo chiari i temi e il perimetro della maggioranza». Il Centrodestra nel frattempo sta alla finestra, diviso al proprio interno sulla possibilità di un Governo di unità nazionale senza Conte (Forza Italia e Toti), sull’indecisione tra voto e Governo di scopo (Lega) e sul ricorso all’unica strada possibile, ovvero le elezioni (Fratelli d’Italia). Di certo le “carte” in mano a Mattarella questa sera sono principalmente tre:
– Fico riporta al Capo dello Stato dell’accordo di massima trovato tra Pd-M5s-LeU-Iv-responsabili: a quel punto in tempi rapidi, viene convocato Giuseppe Conte a cui verrà affidato il compito di formare un terzo Governo in 3 anni, con lista Ministri e giuramento già entro fine settimana
– Fico dichiara il fallimento delle trattative, il Colle convoca secondo giro di Consultazioni al Quirinale con le ipotesi di Governo di unità nazionale (Cartabia, Draghi, Panetta i nomi che circolano) o voto anticipato
– Fico al Quirinale chiede tempo supplementare per risolvere i “veti” su nomi e programma, con Mattarella che potrebbe concederlo ma non più di 24-48 ore
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