Cop26, la nuova bozza: passi indietro sui fossili e in avanti per la road map a 1,5 °C

Retrofront sul tema dell’abbandono dei combustibili fossili, ora previsto solo per i sussidi inefficienti e per le centrali senza CCS

Oggi, 12 novembre, dovrebbe essere l’ultima giornata per i negoziati della Cop26 di Glasgow. Ma i nodi da sciogliere sono ancora tanti e la chiusura dei lavori potrebbe slittare.

Intanto, all’alba di questa mattina è stata diffusa una nuova bozza di Accordo, in cui si registrano passi indietro sul tema dell’abbandono dei combustibili fossili, novità principale della bozza pubblicata due giorni fa.

Al ventesimo punto del documento, il nuovo testo recita “La Conferenza invita le parti ad accelerare lo sviluppo, lo spiegamento e la diffusione di tecnologie e l’adozione di politiche per la transizione verso sistemi energetici a basse emissioni, anche aumentando rapidamente la produzione di energia pulita e accelerando l’abbandono graduale dell’energia a carbone non abbattute e dei sussidi inefficienti per i combustibili fossili”. In sostanza, il phase-out (l’abbandono graduale) dei sussidi alle fossili è previsto solo per i sussidi inefficienti e il phase-out dal carbone solo per le centrali “unabated” ossia senza CCS (cattura e sequestro del carbonio. Uno stoccaggio sottoterra, in giacimenti di idrocarburi esauriti o in formazioni rocciose). Sarà possibile quindi continuare a bruciare carbone, a patto di ridurne il rilascio di gas serra nell’atmosfera. Così come sarà possibile continuare a dare sussidi ai combustibili fossili eliminando solo quelli inefficienti.

La bozza precedente invece, pubblicata il 10 novembre, recitava “la Conferenza invita le parti ad accelerare la graduale eliminazione del carbone e dei sussidi per i combustibili fossili”, e lasciava pensare a una decisione definitiva.

Passi in avanti invece nei paragrafi 27 e 29 della CMA che nei fatti prevedono la roadmap per ridurre ulteriormente le emissioni in linea con 1.5°C.

Si legge che la Conferenza delle parti:

  • riconosce che gli impatti del cambiamento climatico saranno molto più bassi all’aumento della temperatura di 1,5 °C rispetto ai 2 °C e decide di proseguire gli sforzi per limitare l’aumento della temperatura a 1,5 °C;
  • riconosce inoltre che limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C richiede riduzioni rapide, profonde e sostenute delle emissioni globali di gas serra, compresa la riduzione delle emissioni globali di anidride carbonica del 45% entro il 2030 rispetto al livello del 2010 e allo zero netto intorno alla metà del secolo, così come profonde riduzioni di gas serra non contenenti anidride carbonica;
  • riconosce che ciò richiede un’azione accelerata in questo decennio critico, sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili e dell’equità, riflettendo le responsabilità comuni ma differenziate e le rispettive capacità e nel contesto di uno sviluppo sostenibile e degli sforzi per sradicare la povertà;
  • Invita le Parti a prendere in considerazione ulteriori azioni per ridurre entro il 2030 le emissioni di gas non-carbonio e le emissioni di gas a effetto serra diversi dal biossido di carbonio, compreso il metano.

La strada è ancora lunga per decidere sui sostegni ai Paesi più poveri, che vogliono più soldi di quelli proposti, e sulla redazione del Rulebook.

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