Covid, vaccino contro tutte le varianti? “Forse nei prossimi due anni”

Covid, vaccino contro tutte le varianti?

Covid, vaccino contro tutte le varianti? “Forse nei prossimi due anni”. Soumya Swaminathan. Fabrice Coffrini/Pool via REUTERS

Un vaccino efficace contro tutte le varianti di Covid-19 “potrebbe arrivare già nei prossimi due anni”. È quanto ha affermato Soumya Swaminathan, responsabile degli scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in un’ intervista rilasciata al British Medical Journal.

“Quello che abbiamo imparato sul Sars-CoV-2 in soli due anni non ha precedenti nel campo delle malattie infettive. Lo sviluppo è stato rapidissimo: in chiave diagnostica e terapeutica, ma anche preventiva. I vaccini a mRna sono il presente e saranno il futuro dell’immunologia. Per questo la messa a punto di un farmaco in grado di proteggerci da tutte le varianti potrebbe non essere molto lontana”, ha spiegato Swaminathan parlando del perché la pandemia rappresenta un punto di non ritorno per la comunità scientifica che “ha cambiato la storia della medicina in maniera indelebile”.

“Covid-19 ci ha fatto capire una volta in più come la conoscenza delle sequenze genomiche sia fondamentale per sviluppare rapidamente sia i test diagnostici sia i vaccini. Le procedure di sequenziamento sono sempre più economiche. Ma – ha precisando – resiste un divario significativo tra Paesi avanzati e non. Un terzo delle nazioni, ancora oggi, non ha accesso alla genomica. Servono investimenti senza precedenti in questo campo, altrimenti sarà difficile tenere sotto controllo le malattie infettive”.

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Cosa non sappiamo ancora del Covid-19?

Ma per Swaminathan ci sono ancora diversi aspetti che devono essere chiariti: “Al di là del fatto che la mortalità è correlata con l’età avanzata, il virus colpisce le persone in maniera diversa e non sappiamo ancora dire perché. C’è poi tutto il tema delle sequele dell’infezione, documentate ormai da decine di studi scientifici. Un’evoluzione che marca una differenza tra questo virus e altri agenti simili che colpiscono l’apparato respiratorio. Quali siano le cause del Long-Covid è un altro degli aspetti da chiarire. Ritengo però che, acquisendo informazioni con lo stesso ritmo con cui siamo riusciti a farlo finora, non passerà molto tempo per dare una risposta a questi dubbi”. Da qui la previsione sullo sviluppo di un vaccino efficace contro tutte le varianti. “La conoscenza del virus stesso e della reazione che provoca nel nostro organismo è complessivamente a buon punto. Ecco perché mi ritengo ottimista sulla capacità di realizzare in tempi brevi un vaccino che ci permetta di guardare con maggiore serenità a questa infezione”.

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Il futuro del Covid-19

“Non mi aspetto che il virus venga eradicato – ha proseguito la scienziata – visto che si è diffuso troppo e, sfortunatamente, è in grado di infettare molte specie animali. Lo scenario migliore è che, con l’aumento dei livelli di immunità della popolazione, la gravità della malattia diminuisca indipendentemente dal numero di persone infettate entro la fine del 2022. Quello peggiore, invece, è dato dalla genesi di una variante trasmissibile come o più di Omicron e maggiormente aggressiva. Se fosse anche anche in grado di eludere l’immunità garantita dalle vaccinazioni, saremmo punto e a capo”.

A correre i rischi maggiori, oltre agli anziani e agli immunocompromessi, sarebbero anche i nuovi nati. “Per questo – ha concluso Swaminathan – dobbiamo rimanere vigili e non riporre nel cassetto test, vaccini e farmaci. Nei Paesi in cui Covid-19 sta arretrando non bisogna commettere l’errore di dimenticarsi dei tamponi e del tracciamento. Sarebbe il primo passo per perdere il controllo della pandemia. La lotta alle nuove varianti parte proprio dall’identificazione del maggior numero di casi di infezione e dal sequenziamento”.

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