CRISI DI GOVERNO IN DIRETTA/ Dimissioni e Conte-ter o elezioni: Boccia ‘apre’ a Renzi

La ‘narrazione’ in questa domenica di passaggi interlocutori sulla crisi di Governo vede il ‘borsino’ pendere più per una conta in Parlamento sulla relazione Bonafede che non per le dimissioni con conseguente formazione del Conte-ter. Il timore per il Capo del Governo è che con i numeri attuali e la formazione dei “responsabili” tutt’altro che certa, il Colle non darebbe il reincarico immediato: a quel punto Conte parrebbe tentato, su pressanti consigli del suo staff (Rocco Casalino in primis, come notano diversi retroscena sui quotidiani) a lanciare la sfida a Renzi ancora in Parlamento e nel caso andasse male rassegnare a quel punto le dimissioni per una crisi pilotata verso Elezioni anticipate.

«Renzi? Io penso che siccome il Parlamento è una casa di vetro, sia giusto confrontarsi in maniera trasparente in Parlamento. Non abbiamo ritirato noi le ministre, tra l’altro in un momento drammatico. Possiamo confrontarci in qualsiasi momento: il problema di fondo è non farlo con un ricatto, questo non è accettabile», così spiega il Ministro Francesco Boccia parlando con Sky Tg24 sugli scenari della crisi di Governo. Riapertura e dialogo? Un ‘ni’, ovvero «Questa è una crisi che solo il Parlamento può risolvere, con grande trasparenza le forze politiche si diranno quello che si devono dire. O noi troviamo le ragioni di questa alleanza sociale che abbiamo costruito un anno fa… oppure mi pare evidente che non c’è una strada alternativa al giudizio degli italiani. Non è una minaccia, ma una considerazione». Per Boccia non è infatti pensabile un Governo di unità nazionale, «noi un governo con i sovranisti non lo faremo mai» conclude l’esponente Pd. Di contro, il n.2 di Forza Italia Antonio Tajani sempre a Sky Tg24 ritorna sulla necessità di un accordo comune prima del voto: «Non abbiamo mai chiesto il voto. Siamo sempre stati pronti a sederci a un tavolo e siamo ancora pronti a farlo. Ma la parola spetta al capo dello Stato in cui abbiamo massima fiducia. Non diamo voti sottobanco, ci affidiamo al capo dello Stato per indicare un percorso per il futuro».

LA CRISI IN DIRETTA: GLI ULTIMI SCENARI

La crisi di Governo non si arresta e – sebbene Conte abbia ottenuto in Parlamento la fiducia momentanea – l’attenzione è ora tutta concentrata sulla prossima sfida forse decisiva: tra mercoledì e giovedì alla Camera e Senato “sbarca” la relazione del Ministro Bonafede sulla giustizia, con i renziani che già hanno fatto sapere che non voteranno a favore del loro principale “oppositore” fin dai tempi della riforma sulla prescrizione (in quel caso Italia Viva dopo aver minacciato di uscire dalla maggioranza votarono contro la sfiducia al Guardasigilli, questa volta però non accadrà lo stesso).

Si rischia dunque di “andare sotto” per il Governo Conte e per questo motivo continua l’incessante ricerca di altri “responsabili” per costituire un gruppo omogeneo in Parlamento che non faccia “traghettare” l’esecutivo ma lo porti definitivamente a fine Legislatura naturale (nel 2023). Le operazioni però vanno al rilento e la relazione Bonafede si avvicina “pericolosamente” per i giallorossi: dal Pd si esclude un ritorno di Italia Viva nella maggioranza ma anche le dimissioni di Conte prima di mercoledì per avviare il Conte-ter (sempre che Mattarella riconsegni l’incarico allo stesso Premier, ndr). Per Orlando (vicesegretario Dem) «vi è la necessità che il Guardasigilli faccia nella sua relazione un’apertura sul tema della giustizia a chi gli chiede un confronto e chiaro segnale di discontinuità e cambiamento».

RELAZIONE BONAFEDE DECISIVA PER LA CRISI DI GOVERNO

In questo modo all’appello lanciato da Pd e M5s sulla giustizia potrebbero “rispondere” altre forze “costruttive” da Forza Italia, delusi renziani e Gruppo Misto per ‘sostituire’ i voti di Italia Viva e congelare la ‘pericolosa’ crisi di Governo. Orlando e Bettini lo ripetono da giorno, con l’accordo di Zingaretti: «Il punto è semplice e tutto politico, il crollo di Conte rischia di essere la fine di questa maggioranza e la fine di una alleanza che rappresenta l’unica alternativa al campo sovranista». O così – ovvero con le dimissioni successive al voto passato sulla giustizia per la formazione del Conte-ter – oppure si va diretti alle Elezioni anticipate: niente “governissimo” o governo tecnico come si auspica Renzi e parte del Centrodestra, «Noi avevamo avanzato la proposta di un governo di unità nazionale, ma è stata subito esclusa dal Pd e da M5S: è chiaro che questo rifiuto avvicina il ricorso alle elezioni anticipate», lo spiega Silvio Berlusconi in una nota ufficiale di Forza Italia.

Pd, M5s e Fi – l’ipotetico “Governo Ursula” (ovvero il sostegno in Europa alla Commissione Von der Leyen) – l’accordo unico al momento è sul ritorno alle urne qualora la pratica Conte-responsabili non riuscisse in vista della relazione Bonafede. Come ha spiegato Bruno Tabacci (Centro Democratico, tra i principali “pontieri” in queste ore per il Governo) «o si fa un nuovo governo, e quindi si passa dalle dimissioni per allagare la squadra oppure le chance di chiudere sono poche». Torna quindi di “moda” la lista ‘Insieme Conte Presidente’ che potrebbe riunire i “responsabili” e gli “indecisi” attorno a questo Governo per non tornare al voto prima del semestre bianco-

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