CRISI GOVERNO IN DIRETTA/ Conte vs Renzi, i 6 scenari: dimissioni, Elezioni o…

Tutto in silenzio da Palazzo Chigi dove si sta decidendo la linea da tenere nei prossimi giorni decisi sulla crisi di Governo: andare al Quirinale per le dimissioni o resa dei conti in Parlamento, in entrambi i casi (e nei 6 scenari che indichiamo qui sotto, ndr) il Governo Conte-2 è sostanzialmente finito e le dichiarazioni di Pd e M5s ancora questa mattina vedono di difficile ricucitura dello strappo renziano. «Capigruppo al Senato aggiornata alle 17. Tutti i gruppi d’accordo sulla parlamentarizzazione della crisi. Confermata anche capigruppo del 19 sullo scostamento», sostiene il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci.

Fonti di Governo alle agenzie riportano della possibilità di intervento di Conte in Aula non prima della prossima settimana, con il Cdx che invece spinge per affrettare i tempi, in alternativa andare subito a Elezioni. Sui social le Ministre renziane mostrano gli scatoloni fatti e le dimissioni così confermate, mentre il senatore Iv Davide Faraone ribadisce «C’è una crisi, due ministre si sono dimesse e il premier non vuole andare oggi al Colle e non vuole venire in Senato. C’è  ancora una Costituzione in questo Paese o un Dpcm l’ha cancellata?». Il Partito Democratico ha riunito l’ufficio politico per il pomeriggio per fissare la linea con cui dettare l’agenda nei prossimi giorni: secondo le prime anticipazioni che filtrano dal Nazareno, si va verso l’appoggio a Conte e contro Renzi, con lo spettro del voto che si avvicina dato che i “responsabili” sarebbero difficile da trovare al Senato. «L’Italia rischia così di essere macchiata in modo indelebile da un gesto che considero irresponsabile e che, come avevo anticipato, divide definitivamente le nostre strade», attacca Di Maio in un lungo post su Facebook dove invoca l’appello ai “costruttori Ue” per salvare questo Governo.

LA CRISI DI GOVERNO È APERTA

La crisi di Governo si è aperta dopo un mese di “minacce” e ultimatum, ma dopo la mossa di ieri di Matteo Renzi – che ha fatto dimettere le Ministre di Italia Viva – ora il caos regna sovrano in Parlamento: il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non è salito al Colle ieri sera, pur confermando durante il Consiglio dei Ministri le dimissioni di Teresa Bellanova e Elena Bonetti. «Italia Viva si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di governo – ha esordito Giuseppe Conte in CdM – sono sinceramente rammaricato, e credo di potere interpretare anche i vostri pensieri, per il notevole danno che si sta producendo per il nostro Paese per una crisi di governo nel pieno di una pandemia e di una prova durissima che il Paese sta attraversando. Se un partito fa dimettere le sue ministre, questo non può essere considerato un fatto estemporaneo, non si può sminuire la gravità di questa decisione».

Dopo la salita al Colle ieri pomeriggio per valutare assieme a Mattarella l’apertura di un patto di fine legislatura aveva inizialmente fatto pensare ad una soluzione più pacifica della crisi, ma Renzi ha lanciato il guanto di sfida con un discorso durissimo contro Conte e il portavoce di Palazzo Chigi Rocco Casalino. Seppur non ha chiuso del tutto ad una nuova maggioranza con le medesime forze, sembra difficile che il leader di Iv possa continuare a stare sullo stesso tavolo dell’attuale Presidente del Consiglio.

CAOS IN PARLAMENTO: CDX CHIEDE INFORMATIVA CONTE

Sembra dunque Conte orientato ad andare in Aula ripetendo la “mossa” avvenuta nell’agosto 2019 contro un altro Matteo, in quel caso Salvini e la sua Lega dimissionaria dal Governo Conte-1: fonti governative all’Adnkronos riportano di un Conte furioso per l’uscita di Renzi, così come per Zingaretti e Di Maio che hanno definito Italia Viva degli «irresponsabili che hanno fatto un errore gravissimo e un danno per il Paese in piena pandemia». La situazione è molto delicata e al momento la crisi di Governo potrebbe avere il suo approdo naturale in Parlamento: dopo l’approvazione del Dpcm, dello scostamento di bilancio e del Decreto Ristori 5 (con i voti di Renzi garantiti anche ieri da Italia Viva su questi provvedimenti) si potrebbe giungere alla resa dei conti in Aula, con la maggioranza che cerca il sostegno di un nuovo gruppo parlamentare (i “responsabili” di cui da giorni si parla) per sostituire i renziani.

L’alternativa per Conte è quella di andare al Quirinale per rassegnare le dimissioni e “sperare” nel reincarico dello stesso Mattarella per cercare una nuova maggioranza in Parlamento con incarico ufficiale. Nel frattempo stamattina i lavori di Camera e Senato sono stati interrotti delle opposizioni che hanno legittimamente chiesto l’intervento in Aula di Conte per informare sulla crisi di Governo, sostenuti dai Presidenti Fico e Casellati che hanno convocato la conferenza dei capigruppo per stabilire un calendario dei prossimi “step”. Il presidente della Camera Fico ha detto all’Ansa che contatterà personalmente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte «per riferirgli della richiesta avanzata dai gruppi parlamentari di venire a riferire in aula sulla situazione determinata dalle dimissioni dei ministri di Italia viva».

I 6 SCENARI PER UN NUOVO GOVERNO

Mentre dunque si prepara la venuta di Conte in Parlamento nei prossimi giorni, restano aperte tutte le ipotesi plausibili per “risolvere” la crisi di Governo: sono in tutto 6, compreso il ritorno alle urne qualora non emergessero possibilità di accordi per proseguire e concludere la Legislatura nel 2023. In primis, la possibilità che non cambi praticamente nulla: gli animi si placano e il Governo Conte-bis potrebbe rimanere tale con Italia Viva e magari un rimpasto di alcuni Ministri e un programma di riforme stabilito e concreto. Resta però difficile pensare ad una ricucitura tra Conte e Renzi e dunque il secondo scenario vede un Conte-ter senza Italia Viva e con i “responsabili” che al Senato potrebbero far mantenere la maggioranza: l’ipotesi non piace al Colle che avrebbe già fatto sapere che in questo caso servirà un nuovo gruppo parlamentare definito e non senatori “sparsi”. Terzo scenario è quello di mantenere la stessa maggioranza ma cambiando il Premier, con le ipotesi che riguardano i nomi Pd di Lorenzo Guerini, Dario Franceschini, Roberto Gualtieri o dei M5s Luigi Di Maio e Roberto Fico; se però tutte queste ipotesi non fossero credibili/sostenibili, allora entrerebbe in campo il Presidente Mattarella con le due “carte” in mano. O il Governo istituzionale a guida stabile di Mario Draghi, con appoggio esterno eventuale di Lega e Forza Italia (no Meloni), oppure un Governo istituzionale di “scopo” che traghetti il Paese verso le urne: si fa il nome di Marta Cartabia o Carlo Cottarelli, con l’appoggio di tutte le forze in Parlamento (in questo caso anche FdI si è detta d’accordo). Da ultimo, se tutti i precedenti 5 scarni non fossero applicabili, il ritorno alle Elezioni anticipate prima di luglio diventerebbe realtà: dopo scatta il semestre bianco prima dell’Elezione al Colle, dove Mattarella non può sciogliere le Camere per Costituzione.

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