OGGI CDM ALLE 16: I PROVVEDIMENTI SUL TAVOLO
È stato convocato oggi alle ore 16 il Consiglio dei Ministri numero 59 del Governo Draghi: all’ordine del giorno il Decreto Covid e la verifica sul PNRR. Prima del vertice convocato dal Premier, vi sarà la parola definitiva del Cts riunito per dirimere le nuove regole anti-Covid che entreranno nella bozza finale del Dl pronto ad aggiornare il sistema di norme nazionali per contrastare la pandemia.
In primis, il nuovo Decreto Covid dovrebbe dare copertura giuridica alla ordinanza del Ministero della Salute che ha prorogato nello scorso CdM le mascherine obbligatorie all’aperto e la chiusura delle discoteche fino al 10 febbraio. Poi servirà aggiornare le norme sulla scuola, con l’ipotesi sempre più concreta di una assimilazione delle regole per le elementari sulla stessa scia di quelle per medie e superiori (specie su Dad e tamponi); infine, oltre al chiarimento sulla durata del Green Pass, probabile il superamento del sistema a colori delle Regioni, con l’abolizione delle zone gialle e arancioni. Fuori dal fronte Covid, il CdM convocato oggi dovrà verificare lo stato di attuazione del PNRR: negli scorsi giorni il Premier Draghi ha chiesto ai Ministri una «puntuale ricognizione» per controllare lo «stato di attuazione degli investimenti e delle riforme di competenza, segnalando l’eventuale necessità di interventi normativi e correttivi». All’orizzonte la scandeza della seconda rata del Recovery Plan (30 giugno 2022) con il conseguimento di altri 45 traguardi e obiettivi per un contributo finanziario e di prestiti pari a 24,1 miliardi di euro.
NUOVO DECRETO COVID: TUTTE LE NOVITÀ
Come richiesto da tempo dalle Regioni, Cts e Governo dovranno decidere sull’abolizione del sistema attuale di “colori” così come il cambiamento della raccolta-compilazione dei dati per il bollettino: marcare la differenza tra malati-ricoverati-decessi “per” Covid o “con” Covid, come hanno spiegato negli scorsi giorni diversi esperti tanto del Cts quanto del Ministero della Salute (su tutti, i sottosegretari di Speranza, Andrea Costa e Pierpaolo Sileri). Il ragionamento portato avanti dall’ala meno rigorista del Governo è quello di condurre verso una lenta ma decisa “normalizzazione” delle regole, con il calare della curva Covid e il diminuire dell’emergenza per la variante Omicron. Dalle prossime settimane dovrebbe rimanere solo la zona bianca o la rossa, difficile però visti i dati attuali che qualche Regione vi ci “torni” a stretto giro. Altro capitolo importante è il chiarimento di norme sul Green Pass: con l’ingresso in vigore dal 1 febbraio dei nuovi obblighi su negozi e lavoro, si rende necessario attuare modifiche sulla durata totale del certificato Covid, al momento fissato a 6 mesi per tutti. Chi invece ha ricevuto la terza dose – recita la bozza circolata pre-Cdm del Decreto Covid – potrebbe avere scadenza “illimitata” dai prossimi giorni, almeno in attesa che si decida su un eventuale quarta dose a livello internazionale-europeo. Dal conteggio dei ricoveri ai fini del calcolo dell’occupazione dei letti, spiega ancora la bozza in mano al Quotidiano Sanità, «verranno divisi i ricoveri per Covid da quelli che hanno il Covid ma sono asintomatici ed entrano in ospedale per altri problemi». Non dovrebbe invece tenersi oggi la discussione finale sulla proroga o meno dello stato d’emergenza (scade il 31 marzo): resta comunque improbabile che si vada oltre a quella data, come orientamento detto chiaramente da Draghi, Figliuolo e gli stessi sottosegretari alla Salute in questi ultimi giorni.
CAOS SCUOLA, LE POSSIBILI NUOVE REGOLE
Capitolo fondamentale è quello della scuola: nel Cdm di oggi si porteranno le nuove regole aggiornate da Cabina di regia e Cts secondo le quali si dovrà compiere una necessaria “normalizzazione” delle norme per evitare i tortuosi e complessi “rompicapi” di norme a cui sono stati costretti milioni di italiani nelle ultime settimane. Con la quarta modifica delle regole Covid a scuola nel giro di poco più di un mese, il Governo tenta la strada di “allentare” le restrizioni e le burocrazia in classe: stop alla Didattica a distanza per gli studenti vaccinati e guariti entro 6 mesi che dunque potranno restare in presenza, anche in regime di autosorveglianza (in quel caso basterà la mascherine FFP2 obbligatoria come avviene già per gli altri cittadini contatti di postivi). Questi i punti già inseriti nel Decreto: 5 giorni e non più 10 la Dad o Ddi per le scuole materne; per gli altri studenti più grandi, soltanto i positivi dovranno presentare il certificato del pediatra o del medico di base per attestare la loro guarigione. Mentre per chi è rimasto a casa in quanto contatto stretto e non è vaccinato, basterà il tampone (gratuito in farmacia, con prescrizione); per chi invece guarito o vaccinati da meno di 120 giorni o con booster sarà sufficiente il controllo del green pass a scuola. Si ragiona invece sul rendere le regole di medie e licei anche per le elementari: tradotto, per le quarantene niente isolamento per vaccinati da meno di 120 giorni o con booster e guariti, 5 giorni per chi è vaccinato o guarito da più di 120 giorni e 10 giorni per i non vaccinati. La Lega contesta invece la distinzione tra bambini vaccinati e non e prepara battaglia su questo: lo stesso Cts dovrà pronunciarsi in merito, così come sull’allentamento previsto dalla bozza del Decreto Covid sulle regole per Dad e quarantene alle elementari.
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