La pubblicazione della Carta delle aree idonee a ospitare il deposito unico di scorie nucleari è per il governo un atto di maturità e di responsabilità per la sicurezza del Paese. Ci tengono a sottolinearlo, in una nota congiunta, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il sottosegretario all’Ambiente con delega alle politiche nucleari Roberto Morassut.
“Con la pubblicazione della Cnapi – scrivono Costa e Morassut – parte una storica fase di partecipazione e coinvolgimento di cittadine e cittadini. La carta è stata pubblicata la scorsa notte e adesso si avvia il confronto che durerà alcuni mesi, con un percorso articolato e stabilito per legge, con enti locali, associazioni di categoria, università, sindacati. Inutile nascondersi dietro un dito: per anni i governi precedenti avevano eluso il problema, rinviando la soluzione, che evidentemente non porta voti né consensi. Ma questa è la maturità di questo governo: lavorando insieme, Ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo economico hanno rilasciato il nulla osta alla Carta, elaborata seguendo criteri esclusivamente tecnici con il lavoro svolto da Isin e i principali enti di ricerca”.
E ci tengono a precisare che la pubblicazione della Carta non vuol dire aver già deciso il destino di alcuni territori. “Adesso il Paese conosce i 67 siti potenzialmente idonei. Ribadiamo: “potenzialmente” – dicono – Questo non significa che sia stata assunta alcuna decisione alle spalle delle comunità locali, come qualcuno in malafede sta in queste ore sostenendo. Proprio quel qualcuno che in passato è stato fautore dell’energia nucleare tanto da averne auspicato il ritorno. Invece con la Cnapi si chiude per sempre quella fase. Ma è opportuno smaltirne i rifiuti, cosi come mettere in sicurezza tutti i metri cubi di rifiuti provenienti dagli usi civili, come nel caso della medicina nucleare: Tac, risonanze magnetiche, terapie radiologiche anti tumorali che purtroppo fanno parte del nostro quotidiano. Ecco, a chi sta soffiando sul fuoco della polemica, diciamo: si informi, studi e soprattutto maturi politicamente. Non è terrorizzando i cittadini che si governa, ma rendendo i processi trasparenti e partecipati al massimo».