Difesa a tre o a quattro? Serie A ed Europa spaccate a metà da questo dilemma tattica, ecco l’analisi completa
Nel calcio moderno i moduli sono sempre più fluidi, ma la disposizione della linea difensiva continua a tracciare una demarcazione profonda. Di recente Antonio Conte ha sintetizzato il suo pensiero spiegando che “esistono due sistemi, uno difensivo e uno offensivo”. Tuttavia, la scelta tra difendersi a tre o a quattro rimane uno dei nodi tattici centrali per determinare gli equilibri sia nel campionato italiano che sul palcoscenico internazionale. Questa l’analisi de La Gazzetta dello Sport.
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L’Europa premia la linea a quattro: il confronto nei grandi tornei
Analizzando il panorama internazionale, la difesa a quattro continua a raccogliere i successi più prestigiosi. Le quattro semifinaliste del Mondiale americano e i club vincitori delle ultime edizioni della Champions League e dell’Europa League, come il PSG di Luis Enrique e l’Aston Villa, hanno costruito i propri trionfi schierandosi con due centrali ed esterni bassi di ruolo.
Al contrario, la linea a tre appare sempre più un’eccezione vincente oltreconfine, come dimostrano i casi isolati del Crystal Palace in Conference League 2026 o dell’Atalanta europea. In Italia, l’Inter rappresenta il baluardo della retroguardia a tre da sette stagioni consecutive: una continuità che ha portato tre scudetti ma anche l’amarezza di tre finali internazionali perse.
La svolta estiva in Serie A: Allegri e Sarri cambiano rotta
In Serie A qualcosa sta però cambiando. Durante questa fase di collaudo estivo, tra le prime sette classificate della scorsa stagione prevale la linea a quattro. Il merito è legato soprattutto a due cambi di panchina emblematici:
- Massimiliano Allegri: approdato al Napoli, sta lavorando per superare il “terzismo” del biennio precedente per impostare un 4-3-3.
- Maurizio Sarri: giunto all’Atalanta, sta scardinando il dogma della difesa a tre installato da Gasperini per passare a un pragmatico 4-3-3.
A questo gruppo si aggiungono la Juventus di Luciano Spalletti — che si difende a quattro e imposta a tre o a due — e il Como di Cesc Fabregas, ormai certezza del calcio “quattrista” attesa dal doppio impegno tra campionato e Champions League.
I fedelissimi della difesa a tre: Gasperini e Amorim
Non mancano comunque i sostenitori della difesa a tre. Gian Piero Gasperini, ora alla guida della Roma, non rinuncia al suo format collaudato fatto di aggressività e corsa con cui ha riportato i giallorossi nella massima competizione europea. Allo stesso modo, il nuovo allenatore del Milan, Rúben Amorim, si affida al suo 3-4-2-1, fondato su principi rigidi di ri-aggressione e verticalizzazione immediata.