È slittato ad oggi il vertice di Governo tra Conte e i capidelegazione per trovare la quadra alle nuove misure di “stretta” sul Natale: dopo il dietrofront approntato a seguito dello scorso weekend, l’ala rigorista della maggioranza ha spinto (e quasi ottenuto del tutto) per un nuovo Dpcm che rinchiuda in casa gli italiani a ridosso delle feste di Natale. Il lockdown prospettato dal Governo punterebbe a fissare nei giorni festivi e prefestivi, nella fascia 24 dicembre-3 gennaio, la zona rossa che abbiamo imparato a conoscere in primavera: non si esce se non con autocertificazione per spostamenti con comprovate esigenze (lavoro, salute, necessità), un deciso passo indietro rispetto alle regole approntate dal Premier Conte nel Dpcm 3 dicembre. Il pressing del Cts e l’ala “dura” del Governo (Speranza, Franceschini e Boccia, con parte del M5s e tutto il Pd) puntava inizialmente a chiudere tutto, sulla scia del lockdown in Germania (che comunque resta assai meno duro di quanto fatto in Italia per tre mesi in Primavera, ndr) dal 19 dicembre fino al 7 gennaio: la mediazione di Conte e Italia Viva (che poi invece si ritrovano contro nella crisi di Governo aperta negli scorsi giorni, oggi previsto il vertice forse risolutivo tra Renzi e il Premier a Palazzo Chigi) ha invece portato ad una struttura del possibile prossimo Dpcm lievemente meno “hard”.
DATE LOCKDOWN: QUANDO IN ZONA ROSSA
Il weekend che si avvicina non avrà divieti di spostamento, salvo altri clamorosi dietrofront, con negozi aperti e possibilità di muoversi (tra zone gialle) in piena libertà: ma , spiega Conte ieri nell’intervista tv ad “Accordi&Disaccordi”, «Occorre rinforzare il piano natalizio che abbiamo già definito, c’è stata un’ulteriore interlocuzione con gli esperti del Cts, anche loro ci hanno consigliato, per scongiurare la terza ondata. Le misure varate sin qui stanno funzionando, abbiamo l’Rt sotto l’1, però gli assembramenti degli scorsi giorni hanno destato preoccupazione. C’è tanta voglia di vivere le festività secondo tradizioni, ma questo ora non è possibile e occorre qualche intervento aggiuntivo». Tale “stretta” consiste, secondo le ultimissime anticipazioni emerse nella notte, in un lockdown da zona rossa (tutto chiuso, negozi e locali, divieto di spostamento) nei giorni 24-25-26-27-31 dicembre e 1-2-3 gennaio, per l’appunto festivi e prefestivi. La discussione è ancora del tutto aperta, spiegano le fonti di Governo all’Ansa, ma si va verso questa struttura per il nuovo Dpcm: restano aperte anche le due altre ipotesi, quella “hard” della zona rossa indistinta dal 24 al 6 gennaio (profondamente osteggiata però ieri nel vertice di Governo da alcuni Ministri, ndr) o quella “soft” di una zona arancione per tutte le festività di Natale.
SPOSTAMENTI E CENONI: LE (POSSIBILI) DEROGHE
Viene dunque tutto fatto slittare al vertice di maggioranza ancora da convocare per la giornata di oggi: ci sarà anche Teresa Bellanova, capodelegazione di Italia Viva, che alle 18 tra l’altro incontrerà insieme a Renzi, Boschi, Rosato (lo stato maggiore renziano) il Premier Conte a Palazzo Chigi. In giornata prevista anche la Conferenza Stato-Regioni dove verrà presentato il testo in bozza del nuovo decreto per valutare un’ultima volta assieme le misure stringenti per il Natale. Ed è proprio qui che si potrà aprire la “partita” delle possibili deroghe ai divieti: in primis, quanto approvato ieri in Senato, ovvero l’emendamento al Decreto Natale (quello del 2 dicembre, ndr) che apre i giorni di Natale e Capodanno lo spostamenti tra piccoli Comuni con «soluzione equa». Ancora deve essere trovata la norma da inserire nel nuovo Dpcm, ma si valuta un’ulteriore e più complessa deroga: secondo le fonti del Corriere della Sera, il Presidente del Consiglio – apprezzando la “spinta” dei Governatori della Lega (e dello stesso Matteo Salvini) – vorrebbe permettere la possibilità di vedere i familiari il solo giorno di Natale (al di là delle Messe, comunque concesse). Si valuta dunque la deroga per i congiunti più stretti in occasione cenone della vigilia di Natale e del pranzo del 25: in ogni caso, il permesse riguarderebbe un numero strettissimo di congiunti, al massimo due, riferiscono fonti all’Ansa. Per il resto, l’impianto del Dpcm prevede un lockdown stringente nei giorni festivi-prefestivi mentre per i rimanenti 28-29-30 dicembre e 4-5 gennaio (ancora da valutare le regole sull’Epifania, ndr) rimarrebbero le regole per le zone gialle e arancioni che comunque permangono nella struttura di gestione della pandemia. Il Premier vorrebbe mantenere il rientro a scuola il 7 gennaio per il 75% degli studenti, di ogni classe e ordine, in presenza anche se la spinta di Cts e alcuni Governatori di Regione è per attendere ancora un po’ (almeno la fine di gennaio).
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