Dpcm Natale, vertice Governo su spostamenti/ Pd a Conte: “deroghe? No, nuova stretta”

Emergono alcuni dettagli importanti sul vertice iniziato in questi minuti a Palazzo Chigi con il Premier Conte e i capidelegazione del Governo: non si discuterà solo delle eventuali deroghe sugli spostamenti a Natale, ma dopo l’ultima riunione di oggi pomeriggio tra il Presidente del Consiglio e i dirigenti del Pd (Zingaretti, Orlando e i capigruppo di Camera e Senato, Marcucci e Delrio) si valuta anche un’eventuale nuova stretta in vista delle feste natalizie. «Le misure indicate alcune settimane fa dal Governo per contenere la curva della pandemia stanno funzionando. Se la situazione in molte Regioni migliora è solo grazie a quelle misure di contenimento e a comportamenti coerenti e responsabili. Malgrado questo, il numero delle vittime e’ drammatico cosi come il numero complessivo dei positivi. Ora bisogna fare di tutto per non disperdere questi risultati e non tornare indietro» è la posizione dei vertici dem giunta all’Adnkronos. Per questo motivo, il Partito Democratico proporrà a Conte e al Governo «l’adozione di nuove misure che garantiscano il contenimento dei contagi», dato il «sicuro aumento del rischio di assembramenti dovuto al periodo delle festività e alle raccomandazioni alla prudenza e responsabilità del comitato scientifico nazionale». Al momento non si hanno specifiche o dettagli su quali misure sarebbero pensate dall’ala “dura” del Governo Conte, ma di certo dovrebbe riguardare qualche altra ulteriore limitazione alla circolazione delle persone: non solo, anche le eventuali deroghe sugli spostamenti tra Comuni potrebbero essere assai più “esili” di quanto si poteva immaginare invece dopo le parole di Conte pronunciate venerdì scorso da Bruxelles.

VERTICE DI GOVERNO SUGLI SPOSTAMENTI A NATALE

Alle ore 19 il Presidente Conte riunirà in un vertice a Palazzo Chigi tutti i capidelegazione del Governo per provare a trovare una “quadra” sul tema caldo degli spostamenti di Natale: presenti, oltre a Bonafede (M5s), Franceschini (Pd), Bellanova (Italia Viva), Speranza (Leu) anche i Ministri Boccia, D’Incà e il sottosegretario Fraccaro. Si riparte da quanto Conte aveva espressamente sostenuto a Bruxelles venerdì scorso, «Se il Parlamento, assumendosene tutta la responsabilità, vuole introdurre eccezioni sui Comuni più piccoli, in un raggio chilometrico contenuto, torneremo su questo punto. Ovviamente il Parlamento è sovrano. Ma serve grande cautela in qualsiasi eccezione». Secondo le ultime analisi e retroscena da Palazzo Chigi, la linea dei rigoristi starebbe prendendo comunque il sopravvento tanto che le deroghe che saranno disposte nei prossimi giorni al Decreto Natale dovrebbero interessare, forse, solo i Comuni più piccoli (o sotto i 15mila o addirittura sotto i 5mila abitanti). Resta da capire però il come modificare un decreto legge già licenziato dal CdM e anche su questo non vi sarebbe al momento un accordo sostanziale tra le diverse “anime” del Governo giallorosso.

CAOS SPOSTAMENTI NATALE

Da quando venerdì scorso nella conferenza stampa conclusiva al Consiglio Europeo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sostanzialmente “delegato” al Parlamento eventuali deroghe sui divieti per gli spostamenti di Natale, il Governo è entrato ancora di più nel caos aumentando la frattura già esistente al proprio interno tra “rigoristi” e “aperturisti”. L’occasione “giuridica” è fornita dal Decreto Natale, il Dl approvato il 2 dicembre scorso che funge da “cornice” al Dpcm 3 dicembre-15 gennaio: essendo un vero e proprio decreto legge, occorre la conversione in Parlamento ed è lì che potrebbero emergere alcuni cambiamenti/deroghe ai rigidi divieti di spostamento imposti tra Comuni il giorno di Natale, Santo Stefano e Capodanno. Come noto, ormai da giorni Regioni, territori e Province chiedono di modificare quella norma e Conte venerdì si è detto “possibilista” ad accettarlo: diversa è però la posizione dell’ala “rigorista”, capeggiata dal Ministro della Salute Roberto Speranza «La mia linea è, e resta, quella della prudenza e ribadisco con forza – sottolinea al forum ANSA il titolare della Salute – la necessità di non vanificare i sacrifici fatti». Anche il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia sposa la medesima linea e afferma «Se vogliono un chiarimento sui piccoli comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni delle aree interne, quel chiarimento arriverà. Ma se qualcuno vuole rimuovere i vincoli in tutti i comuni italiani, se si vuole far prevalere le ragioni della festa, dell’assembramento, dell’incontro tra tanti parenti, quel qualcuno ci troverà contrarissimi e noi non lo consentiremo». Per il membro Cts e presidente Iss Silvio Brusaferro, intervenuto ieri nell’analisi settimanale sul monitoraggio epidemiologico, «No agli allentamenti su misure e mobilità o ci sarà una inversione della tendenza […] nel periodo delle feste dobbiamo fare tutti gli sforzi per avere all’inizio del prossimo anno un numero di nuovi casi significativamente più basso di quello attuale, che è troppo elevato».

LE TRE IPOTESI PER LE “DEROGHE” AL DPCM NATALE

Diversa è invece la posizione di Italia Viva, parte consistente de M5s capeggiata da Di Maio e anche da alcune frange del Pd: «occorre cambiare questa norma sbagliata», spiegava il Ministro degli Esteri solo venerdì scorso. Come dunque uscire dall’impasse politico non è cosa semplice, anche se Conte ha provato a lasciare la ‘gatta da pelare’ al Parlamento: secondo le diverse ricostruzioni di questi ultimi giorni, è esclusa la possibilità di modificare le Faq del Governo introducendo norme specifiche che deroghino ai divieti del Dpcm-Decreto Natale. Dunque restano solo due possibilità: un emendamento in Parlamento, votabile da parte del Governo e dalle opposizioni; oppure, preferito da Palazzo Chigi perché con tempi di esecuzione più rapidi, un nuovo Decreto legge che modifichi il Dl 2 dicembre. Ma qui vi sarebbe una ferma opposizione di parte del CdM, ovvero Boccia-Speranza-Franceschini e il nodo politico – negli stessi giorni del rischio crisi con le “bordate” di Renzi sul Recovery Fund – potrebbe essere ancora più pericoloso per Conte. Al netto delle scelte politiche, nel frattempo restano tre le ipotesi principali di modifica al tema “spostamenti tra Comuni” nei giorni di festa: in primis, consentire lo spostamento tra Comuni confinanti; in secondo luogo, l’ok ai movimenti verso i Comuni ‘piccoli’ (5-15mila abitanti); da ultimo, ma è strada meno battuta per la ferma contrarietà di Cts e Ministero della Salute, permettere gli spostamenti su ambito provinciale il 25-26 dicembre e a Capodanno.

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