Roma, 21 settembre 2026 – Dopo la cacciata di Macklemore, l’abbandono degli artisti di supporto e le relative polemiche, il “Loop Tour” di Ed Sheeran è ripartito il 19 settembre al Lincoln Financial Field di Philadelphia, con una novità dettata dal clima teso degli ultimi giorni. Il cantautore britannico ha infatti rinunciato al tradizionale B-stage, la seconda piattaforma che durante i suoi concerti gli permette di allontanarsi dal palco principale e di esibirsi circondato dagli spettatori. Sheeran non ha nascosto al pubblico il motivo della scelta: “Voglio essere completamente onesto con voi: non sapevo che tipo di pubblico avrei trovato questa sera”. Sheeran ha spiegato che temeva di poter diventare bersaglio per il lancio di oggetti.
Una questione oltre la musica
La modifica è diventata uno dei segnali più evidenti del momento difficile per l’immagine pubblica dell’artista. Nel corso dello spettacolo, Sheeran ha affrontato direttamente il tema, spiegando di essere abituato alle critiche rivolte alla sua musica e di considerarle parte naturale del rapporto con il pubblico. Però, in questo caso di tratta di una questione che va molto al di là delle canzoni. Ribadendo di non aver mai voluto diventare un “musicista attivista”, riconosce di essersi trovato al centro di un confronto che riguarda “il problema politico più complicato del pianeta” e la libertà di espressione degli artisti.
Dopo essere stato criticato da più parti per non aver preso una posizione sulla questione palestinese, Sheeran ha definito orribile l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, aggiungendo poi che quello che sta accadendo a Gaza è “catastrofico, ingiustificabile e sproporzionato”.
Libertà di espressione a rischio?
Il cantautore ha anche fatto riferimento ai vincoli imposti agli artisti, senza citare esplicitamente Robert Kraft, il milionario che ha fatto pressione per escludere Macklemore dal ‘Loop Tour’. Dichiarandosi “profondamente preoccupato” dall’idea che chi amministra i luoghi che ospitano i concerti possa chiedere agli artisti di sottoporre preventivamente a verifica ciò che intendono dire sul palco, Sheeran ha spiegato che ha visto queste situazioni in molti paesi ma non “dovrebbero mai accadere nel mondo libero”.
La settimana peggiore della mia vita
La settimana di polemiche è stata per Sheeran “la peggiore della mia vita”. Il cantautore ha anche raccontato di aver attraversato un momento di forte riflessione sul proprio futuro artistico, arrivando a chiedersi se volesse continuare a fare musica. Alla fine della settimana però si trova davanti a “50.000 persone che non mi hanno abbandonato. La gente dirà quello che vuole, ma io faccio questo per voi”. Per ora, l’atto di fiducia fra Sheeran e il suo pubblico continua a essere valido