Il settore residenziale è responsabile del 29% dei consumi energetici con 47 Mtep di energia, e le emissioni climalteranti arrivano degli edifici
di SIBILLA AMATO
Secondo l’Osservatorio CittàClima di Legambiente, dal 2010 ad oggi, in Italia sono stati 1.171 gli eventi climatici estremi con conseguenze drammatiche, che raccontano l’urgenza nell’avviare un processo reale di transizione ecologica che non può non coinvolgere il settore edilizio, responsabile del 39% delle emissioni complessive del nostro Paese. È bene ricordare, infatti che il settore residenziale è responsabile del 29% dei consumi energetici con 47 Mtep di energia, e le emissioni climalteranti arrivano, non solo dall’utilizzo di gas fossile, che copre oltre il 50% dei fabbisogni termici delle utenze, ma anche dalla pessima qualità del patrimonio edilizio italiano, un colabrodo, che disperde buona parte dell’energia prodotta per soddisfare il fabbisogno di riscaldamento o raffrescamento.
Appare chiaro, quindi, come efficientare il patrimonio edilizio sia non solo una necessità primaria ma anche un obbligo per arrivare ad una netta riduzione dell’impatto ambientale e climatico, oltre che ad una riduzione dei fabbisogni energetici e quindi dei costi in bolletta per le famiglie e ad una migliore qualità di vita per cittadine e cittadini. Perché vivere in classe A deve essere non solo un diritto per tutti e tutte, ma anche la leva per ripensare in che modo vivere le città, integrando produzione energetica, mobilità e qualità di vita, in piani urbani in grado di guardare al futuro della città stessa e delle sue necessità di mitigazione.
Tra le risposte strategiche per rispondere alla necessità di efficientamento energetico dei nostri condomini, uffici, scuole, il Governo, all’interno del Decreto Rilancio, ha introdotto il SuperBonus, che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Un incentivo nato in occasione dell’emergenza climatica e pensato per rilanciare il settore edilizio, che ormai da anni era in forte crisi. E che si è rilevato uno strumento strategico, affiancato alla cessione del credito, non solo per le imprese, ma anche per le famiglie e per riqualificare un patrimonio edilizio che difficilmente avrebbe avuto occasioni così importanti viste le esigue capacità di investimento delle famiglie.
Peccato che il Governo abbia pensato non solo di cogliere la straordinaria occasione ambientale e sociale, ma anche di ridurne il potenziale con proroghe inserite nell’ultima legge di bilancio e ponendo limiti alle case indipendenti, non eliminando le caldaie a gas dagli incentivi e non alzando l’asticella degli obiettivi di riduzione dei consumi da ottenere. Non solo, ma con le ultime manovre per contrastare eventuali illeciti rischia di far chiudere decine di imprese e far fermare cantieri in avvio.
Quello del Superbonus è uno straordinario strumento che deve essere stabilizzato fino al 2030, per accompagnare la spinta a riqualificazioni profonde, rimettendo ordine tra i diversi incentivi e favorendo quegli interventi in grado di offrire benefici ambientali e sociali.