Eolico offshore: per la Sardegna un’opportunità da cogliere

Sardegna costa sud

Ben 13 i progetti presentati, con migliaia di nuovi posti di lavoro. Un impianto a 12 chilometri dalla costa viene percepito all’occhio umano con una dimensione di circa 1,5 centimetri

Intorno all’isola ci sono 5.000 km2 di mare con fondali della profondità tra i 150 e gli 800 metri, nei quali si può installare l’eolico offshore galleggiante a distanze comprese tra i 20 e i 40 km dalla costa. Usando il 25% di queste aree si possono installare in dieci anni 700 turbine (70 all’anno) da 14 MWe ognuna, per un una potenza di 9,8 GWe, che possono produrre 30 TWh/anno, tre volte il fabbisogno elettrico sardo e il 10% di quello italiano. Il valore di questa produzione elettrica (dato pre crisi Ucraina) è di 1,8 miliardi di euro/anno (il 5% del Pil sardo). Circa i posti di lavoro creati per la logistica e il posizionamento di 70 turbine l’anno serviranno diecimila addetti (lavoro della durata di 10 anni), mentre alla fine dell’installazione delle 700 turbine si creeranno 5.000 nuovi posti di lavoro stabili, per le operazioni di controllo e manutenzione. Questi calcoli, effettuati dall’ingegnere Alex Sorokin, mostrano le potenzialità dell’economia dell’eolico offshore galleggiante per la Sardegna, Regione che si oppone a questa rinnovabile.

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