Eurobarometro: cittadini europei chiedono più Unione per sicurezza e stabilità

Roma, 3 settembre 2025 – Il 68% dei cittadini dell’Unione desidera che l’Europa assuma un ruolo più importante nella protezione dalle crisi internazionali e il 90% chiede agli Stati membri di affrontare insieme le sfide globali attuali. Una forte maggioranza, pari al 77%, ritiene inoltre che l’UE abbia bisogno di più mezzi per prevalere in un panorama geopolitico in rapida evoluzione. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio Eurobarometro del Parlamento europeo sulle aspettative dei cittadini riguardo all’Unione e al suo bilancio di lungo termine post 2027.

A differenza del passato, il nuovo sondaggio vede sicurezza ed economia tra le priorità dei cittadini UE, rispetto ad autonomia energetica e ad azione per il clima che scivola ulteriormente in basso nella lista.

“I cittadini dell’UE vogliono che l’Europa si concentri sulla sicurezza e sull’economia. Guardano all’UE come a un fattore di stabilità e si aspettano una voce europea forte e unita nell’attuale mondo incerto”, ha affermato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha commentato i risultati.

“Le nostre priorità e il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE devono quindi consentire all’Unione di affrontare le nuove realtà geopolitiche. Il Parlamento ha ascoltato e ora dobbiamo passare dalle parole ai fatti, investire in ciò che conta e offrire risultati ai nostri cittadini”, ha sottolineato.

In un videomessaggio di presentazione del sondaggio, Metsola ha aggiunto che “nove cittadini europei su dieci vogliono maggiore unità e coordinamento tra gli Stati membri, per questo il Parlamento europeo sta lavorando più da vicino che mai prima d’ora con i parlamenti nazionali dell’Unione”.

La presidente dell’Eurocamera ha inoltre fatto notare che nove cittadini su dieci vogliono che il Parlamento europeo abbia il potere di controllare la spesa dell’UE, ricordando che 2in virtù di ciò questo Parlamento ha già avviato le discussioni con altre istituzioni su un bilancio europeo a lungo termine che sia giusto, flessibile e a prova di futuro”.

Allo stesso tempo, ha proseguito Metsola, “la maggioranza dei cittadini vuole un maggior intervento sulla sicurezza europea e sulla competitività, perciò questo Parlamento sta lavorando per rafforzare le nostre capacità di sicurezza collettiva e investire nelle nostre industrie di difesa affidabili”.

Un cambiamento nelle priorità dei cittadini

L’indagine segnala un cambiamento nelle priorità dei cittadini: le preoccupazioni economiche hanno superato l’autonomia energetica, mentre l’azione per il clima scivola ulteriormente in basso.

I risultati dell’Eurobarometro alimentano il dibattito in vista della prossima settimana, quando a Strasburgo la presidente della Commissione Ursula von der Leyen terrà il discorso sullo stato dell’Unione europea e risponderà alle domande degli eurodeputati. Le nuove priorità dei cittadini, dal rafforzamento della difesa al calo di attenzione per il clima, orienteranno con ogni probabilità il confronto politico e istituzionale.

Per rafforzare la propria posizione nel mondo, il 37% degli intervistati ritiene che l’UE debba concentrarsi su difesa e sicurezza e il 32% su economia, competitività e industria. L’indipendenza energetica, che lo scorso era in seconda posizione, è stata indicata come priorità solamente dal 27% dei cittadini. Solo il 17% ha citato l’azione climatica, che oggi occupa l’ottavo posto tra le priorità dei cittadini sia per quanto riguarda la domanda relativa al ruolo globale dell’UE che per le priorità del lavoro del Parlamento europeo.

Citata da Euractiv.com, Monika Alpoegger, dell’unità di monitoraggio dell’opinione pubblica del Parlamento, ha spiegato che “il cambiamento climatico era un tema molto forte dopo le ultime elezioni europee del 2019 e ha perso un po’ di importanza”, avvertendo però che i risultati non devono essere interpretati come tendenze rigide, perché ogni Eurobarometro si concentra su domande diverse.

Nelle elezioni del 2019, in piena “onda verde”, la lotta al cambiamento climatico era la seconda preoccupazione più citata, ma negli ultimi anni è stata progressivamente soppiantata dalla pandemia, dalle questioni di sicurezza e dal caro vita. Le opinioni variano però tra Paesi e fasce d’età: in Danimarca, Svezia e Paesi Bassi il clima resta una priorità assoluta, e in generale per i giovani mantiene un peso molto più alto rispetto ad altri segmenti della popolazione.

Guardando al lavoro del Parlamento europeo, le principali richieste dei cittadini restano l’inflazione e il costo della vita (41%), la difesa e sicurezza (34%) e la lotta contro la povertà ed esclusione sociale (31%).

Quasi otto europei su dieci (78%) ritengono che il compito di finanziare i progetti debba spettare all’UE nel suo complesso, mentre il 91% chiede al Parlamento tutti i mezzi per controllare la spesa europea e l’85% vincola l’erogazione di fondi al rispetto dello Stato di diritto.

Nel complesso, l’indagine fotografa un’Unione percepita come presente nella vita dei cittadini: il 72% degli intervistati afferma che le azioni dell’UE hanno un impatto sulla loro vita quotidiana, considerato positivo dal 50% e negativo dal 18%. Inoltre, il 73% degli europei ritiene che il proprio Paese abbia tratto beneficio dall’appartenenza all’Unione, soprattutto per il contributo alla pace e alla sicurezza (37%), per la cooperazione rafforzata tra Stati membri (36%) e per la crescita economica (29%).

Per quanto riguarda l’Italia, le priorità dei cittadini intervistati divergono in parte dalla media europea. Per il 46% degli italiani la questione principale resta l’inflazione e il costo della vita, un dato più alto rispetto al resto dell’Unione. Sul fronte globale, il 29% indica come priorità difesa e sicurezza (contro il 37% europeo), mentre il 28% cita la competitività economica e industriale (contro il 32%). Importante, la percentuale maggiore di favorevoli riguardo all’impatto delle azioni dell’UE. Infatti, tra gli intervistati italiani, il giudizio positivo raggiunge il 63% (contro il 50% europeo) e quello negativo si ferma al 14% (contro il 18%).