Taranto, 10 agosto 2026 – Avere paura dell’aria che si respira. È il messaggio al centro della lettera di Andrea, il più giovane tra gli undici cittadini tarantini che il più piccolo degli undici ricorrenti che hanno promosso l’azione inibitoria contro l’acciaieria e che lo scorso 27 luglio hanno ottenuto dalla Corte d’Appello di Milano un provvedimento che impone lo spegnimento dell’area a caldo entro il 28 ottobre. “Perché vuoi tenere il mostro ancora aperto?” domanda Andrea. Affetto da una malattia rarissima, ha seguito tutte le udienze, aspettando nei corridoi del tribunale insieme alla madre. Il presidente della Regione Puglia, Michele Decaro, ha contattato la famiglia e poi ha parlato con Andrea.
La promessa
“Quando leggi quelle parole, non puoi voltarti dall’altra parte”, ha detto. Il presidente ha promesso di consegnare la lettera al governo il 21 agosto, in occasione dei Giochi del Mediterraneo: “Caro Andrea, io ti prometto che consegnerò la tua lettera nelle mani dei rappresentanti del governo che possono aiutarci”. La promessa arriva mentre resta incerto il futuro dell’ex Ilva. I commissari hanno presentato al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin il piano di decarbonizzazione, mentre al ministero delle Imprese Urso prosegue il confronto con sindacati e parti sociali. Ma non è ancora chiaro quale polo siderurgico resterà a Taranto dopo lo stop dell’area a caldo.
Il futuro dell’Ilva
Anche la vendita resta in bilico. Jindal ha aggiornato la propria offerta, mentre Urso ha rilanciato l’ipotesi di una cordata italiana con Confindustria, Federacciai e Federmeccanica. Per ora è soltanto un’ipotesi. Intanto lo Stato continua a sostenere l’ex Ilva: con l’ultima tranche dei prestiti autorizzati dalla Commissione europea, il sostegno pubblico complessivo arriverà a 390 milioni di euro.
L’associazione genitori
Per Massimo Castellana, portavoce dell’associazione dei genitori, la decisione della Corte è chiara: “La produzione è un rischio per la salute di cittadini e operai, e bambini in particolare, deve essere spenta”. Il provvedimento, precisa, non vieta definitivamente la produzione: “Se volete la produzione, queste sono le condizioni”. Prima di ripartire, bisognerà eliminare l’amianto e ridurre le emissioni di PM2,5 e PM10. Cinzia Zaninelli, presidente dell’associazione, sottolinea: “MI piacerebbe ci si chiedesse se si è a conoscenza del numero dei piccoli in cura all’Oncoematologia pediatrica di Taranto”. Secondo l’associazione, lo scorso anno erano circa “una sessantina tra bambini e adolescenti”. “È un numero veramente enorme, inaccettabile”, chiosa Cinzia.