Accolto il ricorso di Arcelor Mittal e annullata l’ordinanza del sindaco. Il primo cittadino aveva imposto la chiusura di sei reparti dell’acciaieria entro 60 giorni perché mettevano a rischio la salute dei tarantini
Ex Ilva di Taranto: l’impianto potrà continuare a produrre. A stabilirlo il Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di Arcelor Mittal annullando l’ordinanza con la quale il sindaco, Rinaldo Melucci, aveva imposto la chiusura di sei reparti dell’acciaieria entro 60 giorni perché mettevano a rischio la salute dei tarantini.
Il provvedimento del sindaco era stato accolto dai giudici del Tar di Lecce: nella sentenza di primo grado della giustizia amministrativa, i magistrati avevano evidenziato “lo stato di grave pericolo” in cui vivono i cittadini di Taranto a causa del “sempre più frequente ripetersi di emissioni nocive ricollegabili direttamente all’attività del siderurgico, deve ritenersi permanente ed immanente”. In quella sentenza oggi cancellata dal Consiglio di stato, i magistrati avevano chiarito che “il rispetto dei parametri emissivi previsti in Aia” (autorizzazione integrata ambientale, ndr) non comportava automaticamente “l’esclusione del rischio o del danno sanitario”. Contro quella decisione del Tar leccese, avevano presentato ricorso non solo i legali di Arcelor Mittal, ma anche l’avvocatura dello Stato per conto del ministero per la Transizione ecologica che aveva definito la sentenza “ideologica”.