Roma, 25 aprile 2026 – Quella di sabato 25 aprile è stata l’ultima puntata di questa stagione di Canzonissima. Un format che viene dal passato glorioso della tv degli albori e dello strapotere Rai nel panorama italiano. Un format, riportato in auge dalla conduzione di Milly Carlucci ogni sabato in Prima serata su Raiuno, che ha visto nella giuria del tutto non qualificata – Simona Izzo, Pierluigi Pardo, Caterina Balivo e Francesca Fialdini che senso hanno in veste di esperti di musica? Imbarazzanti e a tratti stucchevoli – il punto debole principale e di fatto quasi assoluto. Perché, in fondo, il format funziona e risulta credibile pur nel totale “Volemose bene” di ogni puntata. A vincere la finale è stata ‘Margherita’ di Riccardo Cocciante. Al termine della serata è stata decretata anche la vincitrice assoluta della prima edizione di Canzonissima: ‘Il mio canto libero’ interpretata da Fabrizio Moro.
Le pagelle della finale di Canzonissima
Ecco le pagelle della puntata di sabato 25 aprile del programma musicale condotto da Milly Carlucci su Raiuno.
Enrico Ruggeri – ‘Peter Pan’: voto Storia. Nel senso che la canzone è nella storia della musica italiana. L’interpretazione, non avendo Enrico Ruggeri una voce tale da poter cantare, diventa uno show.
Arisa – ‘Canta ancora’: voto Canta sempre, per favore. Arisa, cantaci la vita. Anche nella puntata di sabato 25 aprile di Canzonissima ha dimostrato di essere una gigante della musica italiana. Voce, presenza scenica, delicatezza, emozione: Arisa ci ha regalato il pacchetto completo. Grazie Rosalba, dal profondo del cuore.

Elio e le Storie Tese – ‘Servi della gleba’: voto Classicone. Ironia, presenza scenica, talento, classe, intelligenza, competenze: hanno tutto. Sono meravigliosi. Li ho sembra amati e li amerò per sempre.
Vittorio Grigolo – ‘E lucevan le stelle’: voto Come al solito. Grigolo partecipa a un campionato a parte e questo l’ho sempre detto. La sua presenza in un programma come Canzonissima continua a suscitare in me una serie di dubbi.
Fabrizio Moro – ‘Portami via’: voto Telecomando. Ho dovuto abbassare il volume della tv da tanto le sue urla sono state perforanti. Canzone molto bella, ma Fabrizio Moro urla in maniera sconsiderata. E sono sicura che lo farebbe anche se dovesse dare o chiedere indicazioni stradali. Non posso farcela.

I Jalisse – ‘Fiumi di parole’: voto Ooooh finalmente. Ho aspettato questo momento dall’inizio di questa edizione. Possono rinnegarlo quanto vogliono, possono far finta di niente, ma nessuno mette ‘Fiumi di parole in un angolo’. Neanche i Jalisse. E infatti finalmente le urla da rapace di Alessandra Drusian sul palco hanno un senso. Viva ‘Fiumi di parole’.
Elettra Lamborghini – ‘Voilà’: voto Elettra… Elettra Lamborghini. Nel senso di “voto al passato”. ‘Voilà’ non è minimamente all’altezza delle sue hit passate. Elettra è molto intelligente e quindi sceglie di portare sul palco questo brano per cercare di rilanciarlo. Perché la verità è che la coda del Festival di Sanremo per questa canzone è stata inaspettatamente corta.
Fausto Leali – ‘Mi manchi’: voto Supradyn. Nel senso di botta di energia. E non per la canzone in sè, che è comunque un cult assoluto, ma per Fausto Leali. Ha una voce che spettinerebbe chiunque. Fortissimo.
Riccardo Cocciante – ‘Margherita’: voto Con i secchi di vernice coloriamo tutti i muri. Cult assoluto. Anche se la voce di Riccardo Cocciante è cambiata molto negli anni e la sua interpretazione è comunque differente rispetto a quelle del passato, questa canzone è sempre spettacolare. Pazzeschissimo tutto.

Malika Ayane – ‘Senza fare sul serio’: voto No no, facciamo davvero sul serio. Perché questo è un pezzone e Malika Ayane lo fa sempre vibrare in modo unico. Anche a distanza di anni, ‘Senza fare sul serio’ è una canzone che merita palchi internazionali. Fantastica.
Irene Grandi – ‘Bruci la città’: voto Non lasciamola più andare via. Irene Grandi deve tornare nel più main dei mainstream. L’esibizione nella finale di Canzonissima ne è una prova evidente: la rocker toscana deve avere sempre un ruolo da protagonista nella musica italiana. Perché lo merita e lo ha dimostrato puntata dopo puntata.
Michele Bravi – ‘Genitore 3’: voto Stupenda. Questa canzone mi è piaciuta sin dal primo ascolto. E’ meravigliosa e, proprio per questo motivo, Padre Michele Bravi – ormai le sue interpretazioni sono da sacerdote – la canta perfettamente. Come nel caso di Elettra Lamborghini, Michele Bravi ha scelto il palco di Canzonissima per promuovere la sua nuova canzone. Furbata.
Leo Gassmann – ‘Girasole’: voto Terzo Cuore. Nel senso che cantare ‘Terzo cuore’ avrebbe avuto un senso. Questo brano è un tentativo di sagra. Che, sia chiaro, non è neanche venuto male. Però non ha molto senso a Canzonissima.