Roma, 2 gennaio 2026 – “Avevo visto alcune immagini della prima stagione e sapevo che c’era Walton. Mi dicevo sempre: ‘Devo guardarla perché lo adoro’. Poi, prima che avessi la possibilità di farlo, mi ha chiamato e mi ha chiesto: ‘Vuoi fare questa cosa con noi?’”. Justin Theroux ricorda com’è stato coinvolto dall’amico e collega Walton Goggins in Fallout 2, seconda stagione della serie sviluppata e prodotta da Jonathan Nolan e Lisa Joy disponibile su Prime Video.
L’attore interpreta Robert House, il magnate e creatore di New Vegas, versione post-apocalittica di Las Vegas che fa da sfondo alla serie basata sugli omonimi videogiochi di ruolo ambientati tra il XX e XXIII secolo negli Stati Uniti retrofuturistici spazzati via da bombardamenti nucleari. “Ho iniziato a guardare la serie ed ero completamente all’oscuro di quanto fosse massiccia. Non era affatto quello che mi aspettavo”, continua l’attore. “Non avevo idea di quanto fosse vasta e tentacolare. Così mi sono goduto la visione della prima stagione e poi ho avuto il bonus aggiuntivo di potermi presentare sul set e girare alcune scene con lui”. Il lui in questione è Walton Goggins – fresco di una nomination ai Golden Globes per The White Lotus – che torna a vestire i panni di Cooper Howard/Ghoul, ex star di Hollywood di film western trasformata in un umanoide mutato dalle radiazioni. Un personaggio attraverso il quale la serie affronta tematiche come il compromesso morale e la corruzione del sogno americano e del potere. “Fallout affronta tutte queste cose senza salire in cattedra. Non stiamo commentando direttamente un punto di vista politico”, sottolinea Goggins. “Stiamo vivendo in tempi tumultuosi e caotici. La serie esplora il mondo prima che cadano le bombe e la conseguenza del ricostruire la società da zero. Non so dove siamo diretti – continua l’attore -, ma so che, come dice il gioco ‘tutti vogliono salvare il mondo, solo che non sono d’accordo su come farlo’. Sembra il punto in cui ci troviamo ora”.
“La serie non commenta il presente, però è puntuale per il momento in cui ci troviamo in modo che il pubblico possa guardarla e trarre le proprie conclusioni”, gli fa eco Theroux. “È questo che fa la buona arte: avvia conversazioni. Ogni personaggio ha il proprio punto di vista e motivazioni. Ma è il pubblico a decidere chi ha ragione, chi è buono e cattivo”. Proprio il suo personaggio pronuncia una frase – “Il mondo può finire, ma il progresso continua” – che rimanda alla mente la cultura dell’innovazione a tutti i costi in cui siamo immersi. “In alcuni momenti, la tecnologia ci viene imposta. Ma sento che ora ci viene davvero spinta addosso”, riflette l’attore. “La popolazione non ha altra scelta che accettare ciò che ci viene imposto da questi geni della tecnologia. So che non si può rallentare il progresso, ma si possono certamente inserire delle salvaguardie. E il fatto che nel nostro Paese non ne abbiamo messo alcuna o inserito delle leggi sulla tecnologia è assurdo”. Tutto sta cambiando a una velocità rapidissima, gli fa eco Goggins. “Si dice che l’avanzamento tecnologico più lampante eliminerà tantissimi posti di lavoro. Qualsiasi impiegato d’ufficio non sarà necessario perché tutto ciò che accade su un computer non richiederà un essere umano. Io e Justin siamo cresciuti in un mondo analogico e non so dove andremo a finire”.