Falsi allarmi bomba in Europa, arriva la rivendicazione firmata Mikhail Andropov: “Faremo saltare aerei, metro e treni. Questo è solo l’inizio”

Le email di minaccia inviate alle redazioni di diverse emittenti europee, nelle quali il mittente rivendica anche la responsabilità degli allarmi bomba che negli ultimi giorni hanno coinvolto decine di voli, sono firmate con il nome “Mikhail Andropov”. Lo riferisce Reuters, precisando che messaggi di questo tipo sono stati ricevuti dall’emittente pubblica irlandese Rte e dalla televisione privata bulgara Nova Tv.

Le comunicazioni avevano come oggetto “Messaggio all’Occidente” e contenevano minacce dirette di attentati. “Vogliamo che il mondo intero sappia di noi, per questo uno dei nostri agenti ha collocato un ordigno esplosivo nel vostro edificio. Esploderà tra 45 minuti. Il conto alla rovescia è iniziato”, si legge in una delle email.

Il mittente si presenta come uno dei leader del gruppo responsabile della serie di falsi allarmi che hanno interessato il traffico aereo europeo e lancia nuove minacce: “Questo è solo l’inizio. Quello che è successo questa settimana è solo una piccola parte di ciò che attende l’Europa nel prossimo futuro”.

Il riferimento all’ex leader sovietico

Come osserva Reuters, il cognome utilizzato coincide con quello di Yuri Andropov, ex segretario generale del Partito comunista sovietico, mentre l’oggetto delle email richiama il titolo della sua biografia, New Challenge to the West. Non è chiaro se questi riferimenti rappresentino un indizio di un eventuale coinvolgimento russo oppure un tentativo di indirizzare i sospetti verso Mosca.

L’identità dell’autore dei messaggi e l’autenticità della rivendicazione non sono state verificate. Anche il gruppo che si è attribuito la responsabilità degli allarmi rimane al momento senza un’identificazione certa.

La smentita di Stato Maschile

“Stato Maschile”, il gruppo estremista misogino citato nelle false minacce di bombe lanciate questa settimana contro gli aeroporti italiani, ha invece negato alla Bbc qualsiasi collegamento con gli episodi. Un account Telegram riconducibile all’ambiente del gruppo e al suo fondatore Vladislav Pozdnyakov ha respinto le accuse, sostenendo che l’organizzazione non esista più da anni.

Al momento non sono stati accertati collegamenti tra il gruppo e la campagna di minacce.

L’ondata di allarmi in Europa

Intanto, l’ondata di falsi allarmi bomba continua a interessare diversi Paesi europei. In Francia sono stati segnalati quattro nuovi casi riguardanti altrettanti aerei, tutti atterrati senza problemi: tre a Orly e uno a Bordeaux. Gli artificieri hanno avviato le verifiche di sicurezza.

A Praga almeno otto voli in partenza o in arrivo sono stati interessati da minacce. In Romania un aereo proveniente dalla capitale ceca è atterrato a Bucarest dopo una segnalazione, giudicata non specifica dai servizi di intelligence. Nuovi interventi anche all’aeroporto di Copenaghen, in Danimarca, dove la polizia ha escluso rischi per i passeggeri.

In Ungheria i caccia militari sono decollati tre volte nel giro di poche ore per verificare altrettante segnalazioni riguardanti voli passeggeri diretti a Sofia, Cipro e Bucarest.

Coinvolta anche l’Italia

Un volo Wizz Air da Praga a Roma è stato deviato a Venezia dopo una telefonata anonima che segnalava la presenza di un ordigno a bordo. Un altro allarme ha riguardato un volo Ryanair partito da Fiumicino e diretto a Lisbona, sul quale sono state avviate le verifiche delle autorità portoghesi.

Nel frattempo sono rientrati a Roma i passeggeri del volo Aer Lingus da Dublino a Fiumicino, costretto ad atterrare nella base militare francese di Évreux-Fauville per un allarme bomba. Dopo i controlli, i viaggiatori sono stati trasferiti su un altro volo.

Evacuate le redazioni in Irlanda

Le minacce hanno interessato anche diverse sedi giornalistiche in Irlanda. Gli edifici di Rte, Irish Independent, Newstalk, Today Fm e Virgin Media sono stati evacuati dopo la ricezione di email contenenti minacce di attentati. Tutti gli allarmi si sono poi rivelati falsi.

Il primo ministro irlandese Micheal Martin ha ipotizzato una possibile azione coordinata, collegando le minacce alle interruzioni del traffico aereo europeo. Anche il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha parlato di un possibile tentativo di “aggressione ibrida e di guerra psicologica”, sostenendo che la ripetizione di episodi simili in diversi Paesi non possa essere considerata casuale.

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