Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della cosiddetta famiglia nel bosco, non sarebbero in grado di prendersi cura dei loro tre figli. La psichiatra Simona Ceccoli, la perita nominata dal tribunale per i minorenni dell’Aquila nell’ambito della consulenza tecnica d’ufficio sul caso, ha infatti parlato di “incapacità genitoriale”, lasciando aperta la possibilità di una revisione in futuro. I consulenti della famiglia anglo-australiana, alla luce della relazione della psichiatra, possono controbattere in attesa della decisione della Corte d’appello civile dell’Aquila che dovrà esprimersi entro il 15 maggio sulla richiesta di ricongiungimento.
La perizia psichiatrica
La consulente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha rilevato tratti di personalità che incidono negativamente sui bisogni evolutivi dei 3 figli minori. Secondo l’esperta, pur non mancando nei genitori determinazione ed energia, il quadro complessivo evidenzia fragilità profonde che hanno portato a un’immaturità neuropsicologica dei bambini. “La richiesta di immediato ricongiungimento familiare o di affido esclusivo al padre appare priva di fondamento clinico e giuridico”, si legge alla fine della perizia. La psichiatra ha infine sottolineato che la protezione dei piccoli deve necessariamente passare per un accompagnamento graduale alla realtà sociale e sanitaria, superando quindi l’isolamento in cui sono cresciuti.
Alcune delle condizioni che avevano portato all’allontanamento dei bimbi da un ambiente domestico ritenuto insalubre sono state risolte. Il comune di Palmoli ha infatti messo a disposizione della famiglia una casa dove Nathan, Catherine e i tre figli potranno stare a titolo gratuito per due anni. I genitori, però, hanno deciso che andranno a vivere nell’abitazione solo quando i figli torneranno da loro. Nella giornata di ieri, Matteo Salvini, dopo aver incontrato per circa un’ora i due genitori nel loro casolare nel bosco, si era mostrato ottimista, auspicando che maggio potesse essere il mese decisivo. Aveva annunciato l’arrivo di una nuova legge che prevede un team di esperti per casi simili, ma aveva anche ammesso che “per questi tre bimbi la legge futura conta poco” e che “cinque mesi lontani da casa sono fuori dal mondo”.
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