“Credevo di morire”, ha confessato la donna afroamericana, insultata e aggredita dai sostenitori di Donald Trump.
Yesterday, Trump supporters attempted to lynch 25 year old Berlinda Nibo in LA. They RIPPED HER WIG OFF HER HEAD, surrounded her, and maced her. This was an attempted lynching. #BerlindaNibo needs to be trending. pic.twitter.com/oFcvnmuKMr
— 💋✊🏾Lânëŷ From The Burbs 🤪🔞 (@still_sexellent) January 8, 2021
Credeva di essere sul punto di morte la giovane donna afroamericana, insultata e picchiata da un gruppo di sostenitori di Donald Trump. Ci troviamo a Los Angeles, in California, luogo dove la vittima è stata brutalmente aggredita. L’aggressione è avvenuta lo scorso mercoledì, 6 gennaio, data dell’assalto al Campidoglio di Washington, Stati Uniti, da parte della violenta folla insurrezionale. Berlinda Nibo, 25 anni, ha deciso di raccontare la sua esperienza al notiziario online BuzzFeed, a seguito delle fotografie scattate da Raquel Natalicchio, i cui scatti hanno immortalato alcune scene dell’atroce attacco.
La manifestazione vicino al municipio di Los Angeles è iniziata come “celebrativa”, riferisce la fotoreporter indipendente Kate McTiernan; tuttavia, l’evento ha preso in breve tempo una piega aggressiva. Secondo i media locali, tra sostenitori di Trump e i contromanifestanti sono scoppiati improvvisi litigi e le violenze hanno provocato diversi feriti. La polizia di Los Angeles annuncia che sei persone sono state arrestate: tre con l’accusa di detenzione di oggetti non consentiti durante una manifestazione pubblica, due con l’accusa di aver ostacolato il tentativo di dispersione da parte degli agenti; mentre l’ultimo è stato accusato di resistenza a pubblico ufficiale.
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Berlinda Nibo: “Credevo di morire”
For those who still think Roy was helping Nibo here’s full video coverage. #BerlindaNibo #BlackWomenMatter #BLM pic.twitter.com/nC5e20MFoD
— VegCeps (@VegCeps) January 10, 2021
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Nibo ha detto di essersi trovata inconsapevolmente nel mezzo della manifestazione pro-Trump lo scorso mercoledì nel centro di Los Angeles, luogo dove la vittima è stata attaccata da un gruppo di ultras del presidente Trump. Molti membri del gruppo indossavano cappelli con la scritta “Make America Great Again.” Secondo quanto riportano i media locali, la donna aveva chiesto al gruppo di persone di lasciarla in pace, ricordando loro di indossare la mascherina. In 30 l’hanno inseguita e bloccata; le hanno il preso il telefono, strappato la parrucca e spruzzato lo spray al peperoncino, l’insopportabile habanero, negli occhi e nelle orecchie. “Non cadere, altrimenti ti prenderanno a calci” – si ripeteva la donna durante l’aggressione – “in quel momento” – continua “ho pensato di morire.”
Un manifestante l’ha afferrata alle spalle, assicurandole di volerla soccorrere. L’uomo invece ‘ha bloccata nuovamente per permettere al gruppo di aggredirla ancora una volta a colpi di spray e calci: “Non mi ha affatto aiutata!” – ha sottolineato Nibo. La notizia dell’aggressione, l’ennesima negli Stati Uniti che ha come vittima una persona di colore, è rimbalzata sui social networks. Le foto e i video dell’attacco continuano a girare sui social media, scatenando un’ondata eterogenea di reazioni tra gli utenti.
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HORRIFYING. Black woman describes terrifying attack by Trump mob in L.A.: ‘I’m thinking I’m dead’ https://t.co/kS8L0tRK5S #BLM #BlackLivesMatter #LosAngeles #BerlindaNibo
— Kathy Christie (@kmariechristie) January 10, 2021
A fine aggressione, una manifestante ha raccolto da terra la parrucca e, sventolandola ha urlanto: “F*ck Black Lives Matter! Ho fatto il primo scalpo della guerra civile!”
Fonte Los Angeles Times