Fino a 10°C in meno: cosa sappiamo sul calo termico

Si parla di un calo di temperatura di 7-8 o forse 10°C

In questi giorni i principali mass media stanno diffondendo la notizia di un calo della temperatura compreso tra i 7 e gli 8°C, ma si parla anche di 10°C, della fine di questo caldo estenuante. Effettivamente mi domando se la meteorologia in Italia sia una barzelletta oppure un fenomeno da baraccone. Orbene, la cosiddetta riduzione della temperatura è stata probabilmente citata da qualche sito web magari una settimana fa; nel frattempo i modelli matematici sono cambiati e hanno rimodellato l’evoluzione meteorologica.

 

Cosa succederà davvero verso il 20 agosto

Sarà pur vero che nel finire di questa settimana, verso il 20, avremo un’escalation temporalesca particolarmente importante che interesserà l’Italia a partire dalle regioni settentrionali, per poi diramarsi verso il Centro e la Sardegna. Ma attenzione: tutto questo scorrerà in un’atmosfera di natura quasi tropicale, cioè con temperature molto elevate, ben superiori alla media, e su un mare caldissimo. Il calo della temperatura sarà solo temporaneo, derivante però dai rovesci di pioggia e quindi dai temporali. Sarà un abbassamento passeggero, quindi non sarà la fine dell’estate, e onestamente non sarà la fine del grande caldo se consideriamo che ci siamo anche accingendo alle nuove medie di temperatura, tra la 3° decade di agosto e la 1° di settembre. Siamo così abituati al caldo, e lo sono anche i miei colleghi, che stiamo perdendo la percezione di temperatura nella media, anche distratti dalle mappe di alcune fonti che le elaborano e che ritengo sia discutibili.

 

Il nuovo rialzo della temperatura a metà settimana

Sì, è pur vero che per le regioni settentrionali si aprirà successivamente, forse nel prossimo fine settimana, una fase meno calda, con una flessione della temperatura e valori massimi che torneranno addirittura sotto la soglia dei 30°C, il che è già un grosso passo avanti. Anche nella giornata di oggi, 17 agosto, c’è stato un bel calo termico in molte regioni settentrionali rispetto alla giornata di domenica, quando si sono toccati 36-37°C e in qualche località 38°C, mentre oggi si varia dai 30 ai 32°C. Tutto per effetto dei temporali giunti ieri, ma anche perché nelle regioni del Nord ha ceduto un po’ questo sistema anticiclonico che comprime l’aria nei bassi strati dell’atmosfera terrestre.

In realtà il sistema anticiclonico caldo ha ceduto di forza anche in altre regioni italiane, non solo al Nord, e persino senza i temporali verificatisi ieri, ad esempio in Sardegna e in alcune aree del Centro Italia: sostanzialmente c’è una minore spinta verso il basso dell’anticiclone dell’aria, che si riscalda di meno. Quel mecanismo che ha determinato questa lunga ondata di calore ha perso forza Ora siamo in procinto di avere questo cambiamento verso il 20, ma sarà preceduto da un nuovo rialzo della temperatura, tanto che nelle giornate di martedì e mercoledì, ad esempio sulle regioni del Nord Italia, si toccheranno dai 34°C sino a 35°C, e la temperatura aumenterà anche sul Centro e al Sud, senza però toccare valori estremi.

 

Il 20 agosto la svolta temporalesca

Arriviamo al giorno 20, quando giungerà questa una fase temporalesca particolarmente cattivella, con temporali anche violenti e precipitazioni che soprattutto sulle regioni del Nord Italia e sulla Toscana saranno anche abbondanti, sarà causa di un abbassamento della temperatura coincidente con il rilascio di questi violenti rovesci di pioggia, che spingono verso il basso aria fresca dalle altre quote: dunque un bel calo termico, ma temporaneo. Il cosdetto temporale che porta il refrigerio, insomma.

 

Dopo il 22 agosto torna l’aria africana

Perché successivamente a questo evento atmosferico, che si concluderà il 22 agosto, ci sarà un richiamo di aria molto calda proveniente dall’Africa, che si spingerà soprattutto sulle regioni centrali e meridionali italiane, Sicilia compresa, tanto che nel finire della settimana sono attesi picchi di 40°C in Sicilia, forse anche qualcosa in più, e sino a 42°C in Puglia, specie del foggiano ed entroterra barese. Il Nord Italia – però – vivrà una situazione diversa, cioè sarà già un po’ fuori da questa fase di grande calura, perché l’alta pressione si abbasserà di latitudine, puntando stavolta dall’Africa verso nord est, verso il Sud Italia. Qualcosa di simile era già avvenuto a luglio, quindi prima di cantar vittoria e di dire che le masse tropicali lasceranno l’Italia aspettiamo un po’, anche perché le previsioni a lungo termine molto spesso vanno in errore e cambiano rotta delle masse d’aria.

 

Il calo termico vigoroso non toccherò l’Italia

Orbene, avremo quindi un abbassamento della temperatura derivante da questo transito di masse d’aria instabile e da temporali. Il calo termico piuttosto vigoroso non ce l’avremo noi, ma ce l’avrà la Spagna orientale – forse -, questo attiverà una sorta di rinculo dovuto all’aria fresca verso l’Algeria che spingerà  l’aria caldissima dall’Algeria verso il Sud Italia, portando le temperature nuovamente a livelli molto elevati.

 

Perché si formano i temporali pomeridiani

Nella linea di tendenza che vediamo sino a fine mese c’è un saliscendi di temperatura: meno stabilità, insomma, e favorirà dei cedimenti in quota della pressione atmosferica a carattere locale, anche senza l’ingresso di aria fresca dall’Oceano Atlantico, innescando moti convettivi. In sostanza potrà cedere su piccola scala la pressione atmosferica, spingendo aria fredda verso il basso, che andrà a creare la nube temporalesca: l’aria calda che si trova al suolo sarà localmente spinta verso l’alto, si trasformerà in vapore acqueo, ovvero in nube, e questa nube potrà diventare un cumulonembo, ovvero la nube del temporale, generando temporali pomeridiani.

Nelle zone interne, in prossimità dei rilievi, il tutto viene poi facilitato dal moto convettivo, cioè dal movimento d’aria che si verifica dal basso verso l’alto lungo i crinali: questo spiega perché soprattutto sulle montagne, o nelle loro immediate vicinanze, abbiamo i temporali pomeridiani durante la stagione calda.

 

Il refrigerio di 7-8°C

Ma in tutto questo discorso non vi ho parlato di quando avremo il refrigerio di 7-8°C. E sì, perché quel refrigerio non c’è: lo vedono solo i telegiornali, lo vedono solo le notizie stantie, cioè vecchie, prese qua e là da chissà dove e riportate come se fossero aggiornate. Il calo termico non sarà così vigoroso: ci sarà un miglioramento dal punto di vista delle temperature in generale, sul lungo periodo, anche se mi sembra poco convincente. Dalla parte del refrigerio c’è il decadimento astronomico estivo in quanto l’Autunno meteorologico inizierà il 1° settembre.

Però questo 1° settembre lo vivremo ancora con masse d’aria tropicale: e quindi ricominceremo le attività, si tornerà dalle vacanze e continueremo a patire il caldo. Non quel caldo dei primi di agosto, ma comunque, in parte d’Italia con temperature di 35°C e un alto tasso di umidità.

 

Mari, laghi e fiumi ben oltre le medie

Il mare è caldissimo: attraverso le boe marine si stanno registrando temperature superficiali attorno ai 30-32°C nei mari italiani, con qualche area che ne segna 28-29. Abbiamo valori superficiali marini molto superiori alla media. Tra le altre cose non sono solo le superfici marine a segnare temperature esageratamente elevate: anche la temperatura dei laghi è sensibilmente superiore alla norma, così come quella dei fiumi che scorrono nelle pianure (quel poco d’acqua che c’è). Insomma, viviamo una fase di clima tropicale.

 

Un cambiamento climatico a cui non riusciamo ad abituarci

Il refrigerio a settembre si dovrebbe avere più per ragioni astronomiche, per il momento, che per l’arrivo di aria fresca, con  temperature ancora sopra la media. Perè a settembre non dovremmo avere temperature di 30°C al Nord Italia, o di 32-33°C a Roma nel Centro, o ancora di 32-33°C a Napoli, a Palermo e a Cagliari.

Stiamo vivendo un Cambiamento Climatico rapidissimo, e non riusciamo ad abituarci a questa trasformazione. Abbiamo rimodellato la nostra vita quotidiana: molti di noi non escono più nelle ore centrali del giorno, se non per necessità, ma quando il sole è più basso sull’orizzonte e ci concede la possibilità di non vivere una situazione di fortissimo disagio, soprattutto nelle aree urbane.

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