Frans Masereel, inchiostro nero contro guerre e totalitarismi

Davanti alla violenza e alle persecuzioni della storia, anche l’immagine può dire no e proteggere i diritti umani e i valori civili. Frans Masereel fu bollato dal nazionalsocialismo come “artista degenerato” e costretto a vivere in clandestinità. Le sue xilografie del 1918-1919, fra le quali merita grande attenzione la serie per il libro di Pierre Jean Jouve “Hotel Dieu”, possedevano già tutto ciò che una cultura fondata sull’eroismo militare, sulla gerarchia razziale e sull’obbedienza avrebbe trovato intollerabile: la pietà verso il debole, la centralità dell’individuo anonimo, il rifiuto della retorica della guerra, l’internazionalismo, la deformazione espressiva, la libertà dell’artista.

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