A sedici anni dal ritrovamento del corpo di un pensionato a Garlasco, la Procura di Pavia è tornata a indagare sulla sua morte, inizialmente archiviata come suicidio. L’ipotesi investigativa è ora quella di omicidio volontario. Al centro del caso c’è la morte di Giovanni Ferri, 88 anni, ex meccanico trovato senza vita il 22 novembre 2010 in un’intercapedine di via Mulino.
Le parole de legale
La riapertura dell’inchiesta è stata sollecitata dalla vedova, che nelle scorse settimane ha presentato un esposto. Questa mattina il suo legale si è recato al Palazzo di Giustizia di Pavia dopo essere stato convocato dai magistrati. “Sono stato convocato dal sostituto procuratore, nominato dal procuratore Fabio Napoleone per condurre l’indagine”, ha spiegato l’avvocato Fabrizio Gallo all’uscita dal Tribunale.
Il legale ha ribadito la convinzione della famiglia sulla natura del decesso: “Secondo la nostra ricostruzione, si tratta certamente di un omicidio”. I consulenti della difesa sono al lavoro per approfondire gli elementi disponibili e realizzare una ricostruzione tridimensionale della scena. “I nostri periti sono al lavoro, anche per realizzare la ricostruzione in 3D di quanto avvenne in via Mulino”.
Resta aperta anche la questione di un eventuale collegamento con l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. “Non spetta a noi saperlo, ma credo che la Procura ci stia lavorando”, ha dichiarato Gallo, sottolineando che “Il dato oggettivo è che chi ha partecipato alla prima indagine per l’omicidio Poggi, si è poi occupato anche della morte di Ferri”.
L’articolo Garlasco, il caso del pensionato morto nel 2010: la Procura indaga per omicidio proviene da Blitz quotidiano.