Garlasco, le 18 pagine di ‘prove’ contro Sempio e quell’appunto del padre: “Si sono dimenticati di chiedergli dove fosse la mattina dell’omicidio”

Garlasco (Pavia) – L’attesa è finita. La Procura di Pavia ha inviato ad Andrea Sempio l’avviso di chiusura delle indagini. Il 38enne è indagato per omicidio volontario aggravato “in quanto cagionava la morte” di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007. Il capo d’accusa è quello già riportato nella convocazione per l’interrogatorio di mercoledì, quando l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma i pm gli hanno snocciolato per quasi quattro ore quanto raccolto contro di lui. Tutti gli “elementi di prova” che ora sono depositati a disposizione della difesa, che ha 20 giorni di tempo per “presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti d’indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio”.

Le foto del 13 agosto 2007 a Garlasco. Da sinistra: Andrea Sempio con il padre Giuseppe, Sempio in auto, le gemelle Paola e Stefania Cappa

Contro Sempio un foglio A4 in cui parlava di “come finisce” il Dna

Nelle 18 pagine del documento (I pm che firmano il 415 bis sono Giuliana Rizza, Valentina De Stefano, Stefano Civardi) ci sono gli allegati relativi ai beni sequestrati ad Andrea Sempio (tra cui anche un “foglio A4 manoscritto su entrambe le facciate che inizia con: ‘1) Come…’ e finisce ‘D.N.A’”), ai genitori (tra cui “nota 19/3-9 del nucleo investigativo di Milano, datata 07.07.2020 in fotocopia, con timbro di ricezione della Procura di Pavia del 09.07.2020, con appunto manoscritto in inchiostro blu ‘già stato audito ma i carabinieri si sono dimenticati di chiedere a Sempio dove fosse la mattina dell’omicidio’”), agli amici Roberto Freddi e Mattia Capra e pure “alla trasmissione Le Iene 16/03/2025” e al padre dell’amico suicida Michele Bertani, oltre all’elenco delle copie forensi dei dispositivi acquisiti nelle perquisizioni e infine l’elenco delle “conversazioni oggetto di intercettazione ritenute rilevanti”. “Abbiamo subito chiesto l’accesso agli atti, acquisibili anche in via telematica” risponde l’avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio con la collega Angela Taccia, lasciando intendere che il lavoro più impegnativo per lo staff difensivo inizia proprio ora.

https://www.quotidiano.net/cronaca/marco-poggi-e-andrea-sempio-amicizia-pxn4as2b

A destra, Chiara Poggi, uccisa nella villetta di via Pascoli a Garlasco il 13 agosto 2007. A sinistra, l’impronta trovata sul muro della casa, vicino al cadavere della vittima e attribuita all’indagato
A destra, Chiara Poggi, uccisa nella villetta di via Pascoli a Garlasco il 13 agosto 2007. A sinistra, l’impronta trovata sul muro della casa, vicino al cadavere della vittima e attribuita all’indagato

“Colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente”

Per la Procura di Pavia sulla scena del delitto non c’era infatti l’allora fidanzato della vittima Alberto Stasi ma l’amico del fratello Marco. “In particolare, dopo una iniziale colluttazione – riferisce il capo d’incolpazione nei confronti di Sempio – colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra”. Poi “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che la parte offesa provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana ed in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi”.

https://www.ilgiorno.it/video/delitto-di-garlasco-parla-lavvocato-liborio-cataliotti-w1hzv0w3

L’aggravante della crudeltà per il numero e l’entità delle ferite

Un’aggressione prolungata. “A seguito di ciò – prosegue l’accusa a Sempio – spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali deriva il decesso”. Con le aggravanti della crudeltà “per il numero e l’entità delle ferite” e dei motivi abietti “riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.

Alberto Stasi all'esterno del tribunale di Pavia il 18 dicembre 2025
Alberto Stasi all’esterno del tribunale di Pavia per l’incidente probatorio nell’inchiesta su Andrea Sempio, Pavia (Garlasco), 18 dicembre 2025. ANSA/ PAVIA PRESS/PAOLO TORRES

Il video intimo di Chiara e Alberto indicato come movente. La difesa: “La pendrive? Si sapeva dal 2009”

Un movente ‘confessato’ nelle intercettazioni (il soliloquio di Sempio in auto, in cui direbbe di aver visto il video intimo di Chiara e Stasi e che invece per i suoi legali si riferirebbe al commento di un podcast), che la difesa sta già lavorando per ‘smontare’: “Stiamo cercando e abbiamo già trovato i primi riscontri – dice Cataliotti – alla ricostruzione che ha fatto il nostro cliente, saremo più precisi a lavoro concluso”.

https://www.quotidiano.net/cronaca/video-intimi-chiara-poggi-alberto-stasi-marco-andrea-sempio-cvqn5f7c

E sulla pendrive citata dall’assistito, “già dal 2009 era notte che ci fosse” all’interno del caso. La Procura di Pavia ha confermato l’inoltro “al Procuratore Generale di Milano l’atto contestato all’indagato nel corso del suo interrogatorio in data 6 maggio 2026 illustrativo e riassuntivo dei nuovi elementi probatori”, “per l’eventuale esercizio di ogni Sua prerogativa”, ovvero per l’eventuale richiesta di revisione della condanna definitiva a 16 anni di Alberto Stasi.