A lanciare l’allarme è il tredicesimo rapporto Emissions Gap dell’Unep. Anche se gli impegni presi dagli Stati fossero rispettati, l’aumento si ridurrebbe solo a 2,4-2,6°C
Con il crescente impatto dei cambiamenti climatici in tutto il mondo, diminuire le emissioni di gas serra è un’urgenza sempre più stringente.
L’Unep (il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente), con il rapporto Emissions Gap 2022: The Closing Window – Climate crisis calls for rapid transformation of societies (La finestra che si chiude – La crisi climatica richiede una rapida trasformazione delle società) pubblicato lo scorso ottobre, rileva che la comunità internazionale è molto lontana dagli obiettivi dell’Accordo di Parigi, senza un percorso efficace verso la riduzione e il contenimento della temperatura entro 1,5°C.
Il rapporto, alla sua tredicesima edizione, fornisce una panoramica sulla differenza tra il livello di emissioni di gas serra previsto per il 2030 e quello che dovrebbe essere mantenuto per evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico.
Il rapporto mostra che gli impegni nazionali aggiornati dopo la COP26 – tenutasi nel 2021 a Glasgow, nel Regno Unito – hanno effetti trascurabili per quanto riguarda le emissioni rispetto a quelle previste per il 2030 e che siamo lontani dall’obiettivo dell’Accordo di Parigi di limitare il riscaldamento globale a meno di 2°C, preferibilmente 1,5°C. Le politiche in vigore prevedono infatti un aumento della temperatura di 2,8°C entro la fine del secolo. E anche se gli impegni presi a oggi dagli Stati fossero attuati completamente, l’aumento si ridurrebbe solo di 2,4-2,6°C entro la fine del secolo.
Serve un’urgente trasformazione dell’intero sistema, unica possibilità per garantire gli enormi tagli necessari per limitare le emissioni di gas serra entro il 2030: 45% in meno rispetto alle proiezioni basate sulle politiche attualmente in vigore per raggiungere 1,5°C. Il rapporto fornisce anche tutti gli approfondimenti per sapere come realizzare questa trasformazione, esaminando le azioni necessarie nei settori della fornitura di energia elettrica, dell’industria, dei trasporti e degli edifici, nonché nei sistemi alimentare e finanziario.