(Adnkronos) – “Abbiamo vinto una prima sfida, ripartire in presenza dopo l’edizione digitale dell’anno scorso ed essere qui oggi è fondamentale. Nel 2023 puntiamo a tornare a quelli che erano i numeri di partecipazione, sia dal punto di vista degli espositori sia da quello dei visitatori. Vogliamo tornare all’edizione record del 2019 e da tutti i mercati c’è voglia ad essere presenti, la nostra manifestazione è unica è leader nel settore”. Giovanni Vitaloni, presidente di Mido e Anfao, l’associazione dei fabbricanti di articoli ottici, traccia un primo bilancio a poche ore dalla chiusura di Mido 2022, la maggiore fiera mondiale dedicata all’occhialeria in scena fino a oggi alla Fiera di Milano Rho.
Dopo due anni di stop causa Covid, Mido è tornata a presentare le collezioni e prodotti dal vivo a un parterre di buyer, ottici, designer e giornalisti, con numeri imponenti: oltre 660 gli espositori provenienti da 45 Paesi, tra cui Usa, Francia, Germania, Spagna, Corea e Giappone e visitatori da 50 Paesi. “Sentire parlare tante lingue diverse nei corridoi è stata la cosa più bella di queste giornate – spiega Vitaloni all’AdnKronos – e non sono mancare le testimonianze degli espositori, molto positive e dei visitatori, felici di essere tornati in presenza a toccare i prodotti con mano e a lavorare su nuovi progetti”. Estremamente importante anche la testimonianza dei tantissimi visitatori arrivati dall’estero, “per me un motivo d’orgoglio – dice Vitaloni – perché le fiere dell’accessorio moda sono estremamente attrattive per il mercato mondiale”.
A mancare, tuttavia, sono stati i russi e gli asiatici. “Per l’occhialeria la Russia non è il mercato di riferimento – osserva Vitaloni – ma l’Asia è rimasta fuori. Non abbiamo potuto avere espositori cinesi e anche per i visitatori ci è mancata l’Asia in gran parte. Il nostro obiettivo per l’edizione 2023 far tornare gli asiatici”. Nei 5 padiglioni allestiti al Mido le parole chiave sono state bellezza sostenibile, innovazione consapevole, minimalismo visionario e modern vintage. “Le tendenze più particolari sono state sicuramente i prodotti genderless, molto trasversali – evidenzia Vitaloni – soprattutto per gli occhiali da sole. Un’altra tendenza vista in tante collezioni è stata quella di prodotti vintage ispirati agli anni ’70, con lenti oversize, tonde e rettangolari”. Elementi comuni a molti prodotti anche sostenibilità e tracciabilità. “Oggi è importante conoscere bene la storia dei prodotti in maniera trasparente, inclusa la certificazione della supply chain – sottolinea Vitaloni -. La cercano molto i buyer e la propongono le aziende”.
Mido è stata anche l’occasione per fare il punto sullo stato di salute del settore dell’occhialeria italiana, che brilla di luce propria. “Nel 2021 – afferma Vitaloni – abbiamo avuto un valore della produzione che si attesta attorno ai 4,2 miliardi di euro. Le esportazioni l’anno scorso hanno registrato +39%, per un valore complessivo di oltre 4 miliardi, abbiamo recuperato tutte le perdite del periodo pandemico, superando i dati del 2019 con una crescita del 3-4%. Sicuramente il settore è in salute ed è un fiore all’occhiello del made in Italy”. Anche per l’anno che verrà Vitaloni è ottimista: “Abbiamo una previsione di crescita nel 2022 – sottolinea – malgrado le incertezze del momento e la crisi geopolitica, con un primo semestre che crescerà di più rispetto al secondo. Siamo ottimisti: i mercati maturi come Nord America, Germania e Francia stanno reagendo bene, mantenendo una traiettoria di crescita”.
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