La decisione è ufficiale. Il primo ministro Suga ha definito la decisione come “inevitabile”. Assicurando che il processo sarà condotto in modo da evitare “qualsiasi impatto negativo sulla salute umana e sull’ambiente” Fukushima 10 anni dopo, la lezione sprecata
Le acque di raffreddamento radioattive della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, danneggiata dal terremoto del 2011, verranno riversate in mare: l’annuncio ufficiale, di una decisione già presa da tempo, è arrivato ieri in una conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio dei ministri dal primo ministro giapponese Yoshihide Suga.
Trattamenti pericolosi
Il primo ministro Suga, in audizione alla Camera dei rappresentanti, ha definito la decisione come “inevitabile”, ammettendo come tuttavia tale operazione possa procurare danni di immagine ai prodotti agricoli e ittici della zona e compromettere l’economia locale basata su pesca e turismo
Secondo quanto anticipato dai tecnici del gestore dell’impianto, la Tokyo Electric Power Co. (Tepco), prima del rilascio l’acqua attualmente immagazzinata nei serbatoi di raffreddamento dell’impianto verrà trattata utilizzando un avanzato sistema di trattamento dei liquidi, noto come ALPS, in grado di rimuovere la maggior parte degli elementi radioattivi come lo stronzio e il cesio. Non sarà possibile tuttavia filtrare il trizio, che presenta un rischio minore per la salute umana se presente in bassa concentrazione.
Una decisione inevitabile
Suga ha assicurato la popolazione e i Paesi vicini che il processo verrà condotto in modo da evitare “qualsiasi impatto negativo sulla salute umana e sull’ambiente”. Il primo ministro Suga, in audizione alla Camera dei rappresentanti, ha definito la decisione come “inevitabile”, ammettendo come tuttavia tale operazione possa procurare danni di immagine ai prodotti agricoli e ittici della zona e compromettere l’economia locale basata su pesca e turismo.
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