Continua a crescere la preoccupazione attorno al focolaio di Hantavirus scoppiato a bordo della nave da crociera Mv Hondius, attualmente diretta verso Tenerife. Il bilancio provvisorio parla di sette casi confermati e tre decessi, numeri che stanno spingendo gli esperti internazionali a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione sanitaria.
A lanciare un nuovo avvertimento è stato il virologo Matteo Bassetti, che segue da vicino l’andamento dei contagi. “Credo che questo virus ne sentiremo parlare ancora, anche al di fuori della nave da crociera”. Una dichiarazione che evidenzia il timore di una possibile diffusione ulteriore del virus, soprattutto dopo gli spostamenti effettuati dai passeggeri nelle ultime settimane.
Secondo Bassetti, il ceppo identificato sarebbe particolarmente delicato. “Il ceppo che ha causato 7 casi e 3 decessi (per ora) è il “ceppo delle Ande””, spiega il virologo, “ovvero (come avevo detto inizialmente) l’unico che si trasmette da uomo a uomo. Il problema si allarga oltre la nave, visto che alcuni passeggeri contagiosi hanno viaggiato su aerei e altri mezzi di comunicazione”.
I dubbi degli esperti sulla trasmissione del virus
A complicare ulteriormente il quadro sanitario ci sarebbe anche la comparsa di un caso sospetto in Svizzera. A parlarne è il virologo Roberto Burioni, che invita alla prudenza mentre proseguono gli accertamenti internazionali. “Segnalato un caso anche in Svizzera”, dice, “il discorso si complica”.
L’attenzione degli studiosi si concentra soprattutto sulla reale capacità di trasmissione del virus tra esseri umani. Un aspetto considerato fondamentale per comprendere se ci si trovi davanti a un evento circoscritto oppure a un fenomeno potenzialmente più ampio.
Daniele Banfi, giornalista professionista del Magazine di Fondazione Umberto Veronesi, biologo e genetista, sottolinea infatti come le prossime settimane saranno decisive per chiarire molti interrogativi ancora aperti. “Il nodo cruciale ora è stabilire il seguente punto: il virus si sta comportando come previsto o ha cambiato modalità di trasmissione?”.
L’Oms monitora la situazione internazionale
Gli esperti, al momento, invitano a non creare allarmismi prematuri, anche se il monitoraggio resta costante. Banfi spiega che bisogna verificare “se ci troviamo di fronte a una sequenza di eventi spiegabile con dinamiche note – esposizione iniziale e contatti ravvicinati – oppure se esiste una maggiore capacità di trasmissione tra esseri umani”.
Secondo gli specialisti, non esistono ancora elementi sufficienti per confermare mutazioni o comportamenti anomali del virus. “Ad oggi non ci sono elementi per sostenere la seconda ipotesi. Nel frattempo l’Oms continua a monitorare la situazione e a supportare i Paesi coinvolti. Il lavoro delle prossime settimane servirà a chiarire l’origine dei casi e le catene di trasmissione”.
L’Organizzazione mondiale della sanità continua quindi a seguire da vicino l’evoluzione del focolaio, mentre cresce l’attenzione internazionale su una vicenda che potrebbe avere sviluppi importanti anche fuori dalla nave da crociera.
L’articolo Hantavirus, paura dopo i morti sulla nave da crociera. Bassetti: “Del virus ne sentiremo parlare ancora” proviene da Blitz quotidiano.