Roma, 2 agosto 2026 – La crisi di Ceuta è ormai diventata un caso internazionale ed è destinata a creare uno spartiacque politico sul fronte dell’immigrazione. Dopo aver sospeso gli accordi di Schengen con la Spagna – aumentando i controlli alle frontiere per un mese – l’Italia alza il tiro.
Martedì il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi porterà al tavolo del Consiglio europeo, convocato d’urgenza da Ursula von der Leyen su richiesta di Giorgia Meloni e altri 21 leader europei, la proposta di creare nuovi hub per il rimpatrio di migranti irregolari sul “modello Albania”, ma finanziati con fondi europei e localizzati quasi tutti in Africa. La proposta è stata confermata da fonti di governo.
Intanto a Ceuta prosegue il rientro verso il Marocco dei migranti entrati illegalmente in massa nell’enclave spagnola lo scorso 30 luglio.
Ieri l’ultradestra ha manifestato nella piazza principale dell’enclave e oggi è atteso il leader di Vox, Santiago Abascal.
Il Papa su Ceuta: “Si trovino soluzione di pace”
“Continuo a seguire con preoccupazione l’allarmante situazione a Ceuta, chiedendo a Dio, per intercessione della Madonna d’Africa, che si trovino soluzioni di pace, stabilità e giustizia”. Lo ha detto oggi Papa Leone XIV, dopo il primo Angelus di agosto, esprimendo la sua preoccupazione nel seguire il dramma delle decine di migliaia di migranti che nei giorni scorsi hanno cercato di raggiungere la Spagna dal Marocco.
Il Pontefice ha poi rivolto un pensiero a chi soffre a causa dei tanti conflitti in corso nel mondo: “Continuiamo a pregare per la pace, perché nel mondo cessino le guerre e si trovino soluzioni diplomatiche ai conflitti. Ricordiamo tutte le vittime delle ostilità, soprattutto i più deboli e indifesi: bambini, anziani, malati. Il Signore conforti coloro che soffrono e benedica l’opera di chi porta aiuto e consolazione”, ha aggiunto Prevost.
Dazi e hub per migranti: la proposta di Roma
Ci sarebbe già una lista preliminare di Paesi che potrebbero essere coinvolti come “Ruanda, Ghana, Senegal, Tunisia, Libia, Mauritania, Egitto, Uganda, Uzbekistan, Armenia, Montenegro ed Etiopia”.
L’altra richiesta italiana al tavolo dovrebbe essere “l’attuazione stringente del programma Gsp+, approvato quest’anno e in vigore dal primo gennaio del 2027, sistema che lega i vantaggi daziari per i Paesi in via di sviluppo all’effettiva collaborazione nel riammettere i propri cittadini che soggiornano illegalmente nell’Ue”.
“Sono 72 i morti accertati finora”
“Sono finora 72 i migranti morti accertati” nel tentativo di raggiungere a nuoto le coste di Ceuta. Lo ha detto il delegato del governo di Ceuta, Miguel Angel Perez Triano, in una conferenza stampa per dare conto della risposta dello Stato spagnolo alla crisi migratoria che ha colpito l’exclave. Sul numero di migranti entrati in massa nella città autonoma, il prefetto ha segnalato: “Daremo le cifre definitive quando le avremo” dal ministero dell’Interno. “A Ceuta, come vedete, resta molto meno gente di quella che è entrata. Si sono prodotte moltissime uscite volontarie“, ha segnalato Perez Triano.
L’ambiguità sui numeri è legata alle posizioni prese da Madrid. Secondo fonti del governo Sanchez, i dati delle vittime e dei migranti entrati illegalmente negli ultimi giorni sarebbero molto diverse rispetto a quelle segnalate da Perez Triano e dalle Ong locali.
Oltre 73mila migranti rientrati in Marocco
Secondo fonti delle forze di sicurezza spagnole citate dall’agenzia Efe, sono circa 73.500 le persone che hanno lasciato Ceuta per fare ritorno oltreconfine. Tuttavia, il ministero dell’Interno non conferma queste cifre, lasciando fermo fra le 50.000 e le 60.000 persone il numero di migranti entrati a Ceuta dei quali oltre 48.300 avrebbero già fatto rientro. Secondo il governo di Ceuta, il bilancio provvisorio delle vittime recuperate in acque spagnole dell’exclave è fermo a 67. Almeno altri 17 cadaveri sarebbero stati ritrovati dal lato della costa marocchina, secondo i media locali.
Intanto, almeno 1.149 migranti feriti entrati nell’enclave sono stati sottoposti a cure sanitarie. Fra questi, una persona in gravi condizioni che sarà trasferita in un ospedale della penisola iberica, secondo quanto segnala l’Istituto Nazionale di Gestione Sanitaria (Ingesa) in una nota. L’istituto afferma che si continua a fornire assistenza sanitaria “normalmente” nell’ambito del dispositivo speciale attivato in coordinamento con la Delegazione del governo di Ceuta, per far fronte all’incremento delle emergenze per le persone entrate in massa dal Marocco.