Roma, 29 agosto 2026 – Un dibattito “surreale?”, la incalzano i cronisti. Elly Schlein non corregge l’aggettivo. “L’ha definito lei”. Poi liquida il capitolo primarie e cambia bersaglio. Alla Festa dell’Unità di Rivalta sul Mincio (Mantova), prima uscita pubblica dopo la pausa estiva, la segretaria dem torna davanti a microfoni e militanti con l’intenzione di non farsi risucchiare nella conta del campo largo. “Abbiamo già perso abbastanza tempo in dibattiti inutili, dannosi e subalterni“. Il mirino, nella linea della segretaria dem, è puntato sulla maggioranza e le sue divisioni, a partire dagli extraprofitti. E, davanti a queste faglie e a una realtà quotidiana che vede “la benzina stabilmente sopra i 2 euro” e il diesel che “rischia di arrivare ai 3”, si chiede, “noi ci dovremmo perdere in sfumature, in differenze di millimetri?”. “No”, è la risposta. “Preferiamo continuare a occuparci dei bisogni concreti delle persone”.
Nel piccolo comune del mantovano Schlein riparte dagli affondi al governo. Ma basta archiviare una domanda perché le primarie rientrino dalla successiva, ormai destinate a inseguirla lungo il viaggio appena cominciato, da Rivalta e Crema fino all’appuntamento finale di Reggio Emilia, domenica 13 settembre. La segretaria prova a spostare il fuoco sulla legge elettorale e promette il “muro” delle opposizioni contro un premio di maggioranza “abnorme” e il tentativo di “rifare il premierato” per altra via. La formula per il campo largo resta quella ormai rodata: “Ci mettiamo insieme non contro i nostri avversari, ma sulle cose che vogliamo e possiamo fare insieme”.
https://www.quotidiano.net/politica/primarie-aaa-cercasi-leader-97e4ced2
Onorevole Francesco Silvestri, deputato romano ed ex capogruppo 5 Stelle a Montecitorio, tagliamo la testa al toro: si faranno le primarie oppure esiste ancora possibilità di un’intesa a tavolino?
“Credo che le primarie siano importanti e necessarie. Far partecipare le persone ai processi decisionali è una delle differenze sostanziali tra progressisti e conservatori. Non bisogna averne paura, ma andarne fieri. Quindi primarie, sì”.
Eppure c’è chi asserisce che Conte sarebbe disponibile a un passo indietro per una candidatura unitaria, mentre Schlein no. Una panzana?
“Non sono a parte di queste dietrologie. Ricordo solo che in più di una occasione Conte ha chiarito di essere a servizio di un progetto. Ma il metodo delle primarie va al di là della contesa nominalistica: riguarda l’avvicinamento dei cittadini alla partecipazione delle scelte. Per questo devono essere più aperte possibili, senza limiti di tessere o vincoli di accesso. Ovviamente dopo la determinazione di un programma comune”.
Lo dite tutti. Ma come, viste le distanze come su pace e guerra?
“In questi anni con Pd e Avs abbiamo lavorato insieme su moltissimi temi. Poi è chiaro che ci sono differenze tra i partiti. E il voto delle primarie traccerà il profilo delle sensibilità prevalenti dell’elettorato, di cui sarebbe sbagliato non tenere conto. Ma che serva un perimetro chiaro mi sembra importante”.
https://www.quotidiano.net/politica/il-dibattito-a-sinistra-sul-c7a4d43f
Già il campo largo non basta a vincere. Come includere i riformisti con cui avete dissapori?
“Non mi interessano persone o sigle. La scelta di campo si realizza in base alle sensibilità che determinino soluzioni sia per dove trovare fondi, a cominciare dallo stop all’aumento alle spese militari, sia verso dove indirizzarli. In un momento di crisi economica senza precedenti, che la destra ha contribuito a creare, servono soluzioni concrete per famiglie e imprese rispetto a carburanti, bollette, extraprofitti, sanità, sicurezza nelle città”.
Quindi includere nelle primarie aiuta?
“La partecipazione al voto fornirà l’indicazione non solo rispetto al nome, ma alle sensibilità della base non limitata ai soli partiti. Non può fare che bene”.
Ma se saranno anche una scelta sulle opzioni programmatiche, come tenere insieme differenze divisive tipo il riarmo?
“È chiaro che esistono diversità. Noi siamo per ricentralizzare il sistema sanitario, non aumentare la spesa militare e non mandare armi all’Ucraina. Questo non ci ha impedito di trovare giorno per giorno soluzioni insieme agli alleati. Il risultato delle primarie non significa lasciare fuori sensibilità rispetto cui l’elettorato farà scelte diverse, ma tenerne conto. Ed è fattibile. La democrazia è questo: è il suo bello”.
È quindi infondato il timore che alle Politiche venga a mancare il voto degli sconfitti?
“La respingo del tutto. Chiunque vinca farà di tutto per rappresentare tutti i valori programmatici della coalizione che formeremo e riuscirà a tenere dentro tutti. Così come allargando la partecipazione alle primarie facciamo in modo che anche chi ci guarda con interrogativi e curiosità possa aggiungersi. Le primarie servono ad aggiungere partecipazione, non a sottrarla”.
A turno secco o doppio turno?
“Per noi la modalità migliore è il turno secco. Ad ogni modo ci saranno incaricati a definire le modalità del voto e saranno loro a decidere”.
Il ballottaggio non sarebbe una morsa degli alleati per stritolare Conte al secondo turno?
“Credo che nessun partito abbia intenzione di stressare le regole in modo sguaiato al fine di vincere. Vedo tutta la coalizione fortemente concentrata su programma e partecipazione”.