I genitori che attendono i figli fuori dalla Questura dopo i saccheggi di Milano: “Noi a romperci la schiena, loro a fare danni”

Due transenne a delimitare l’ingresso della questura di Milano in via Fatebenefratelli, dove per ore alcuni genitori nella giornata di ieri hanno aspettato di avere notizie dei figli accompagnati negli uffici dopo gli scontri e le devastazioni del fine settimana. Mentre le forze dell’ordine stavano lavorando per ricostruire le responsabilità, fuori dalla Questura sono arrivati decine di genitori in attesa di capire se e come i propri figli siano rimasti coinvolti dopo aver ricevuto una chiamata dalla questura milanese. Tanti di loro sono arrivati da diversi quartieri di Milano, altri invece dall’hinterland, alcuni da Monza.

“Non so perché mio figlio è venuto a Milano, lui non partecipa mai alle manifestazioni. Quando mi ha salutato ha detto che usciva con gli amici”, ha raccontato tra le lacrime una madre arrivata da Monza per avere notizie del figlio di 14 anni, nato in Italia e con cittadinanza ucraina. Il ragazzo era arrivato in città venerdì ed è stato accompagnato in Questura. Ha avvertito la madre soltanto alle due di notte. Per tutta la giornata la donna è stata davanti agli uffici, in attesa di capire che cosa sia successo e come muoversi. “Non so cosa fare”, ha ripetuto, mentre cercava di raccogliere informazioni. Un padre ha invece commentato al Corriere: “Noi a romperci la schiena loro a fare danni. Che vergogna. Gli avrei spaccato la testa”.

Un’altra madre ha raccontato: “Il mio ex marito ha visto nostro figlio in uno di questi video, ora non sappiamo dove sia. Sono qui che sto aspettando, ho chiesto cosa devo fare…”. Le immagini circolate dopo gli scontri sono diventate per alcune famiglie il primo indizio sulla possibile presenza dei figli in centro. I gruppi domenica si sono mossi in piccoli nuclei, spesso composti da under 20, passando da una zona all’altra. Gli interventi delle forze dell’ordine si sono susseguiti anche sulla base delle chiamate di negozianti e passanti.

È in questo quadro che sono proseguiti per tutta la giornata di lunedì gli accertamenti per distinguere le singole posizioni e verificare chi abbia preso parte alle devastazioni. Verso sera è uscito dalla Questura un ragazzo molto giovane, uno dei primi. Il giovane si è fermato a parlare con i giornalisti ed ha  respinto ogni addebito: “Non ho fatto niente, ero lì ma non ho partecipato. Non sanno fare il loro lavoro e prendono gente a caso”.

Il bilancio dei disordini di domenica è di 14 operatori delle forze dell’ordine feriti e 271 persone accompagnate in Questura. Tra queste, 220 sono minorenni e 60 straniere. Trentadue le persone arrestate, di cui 13 straniere e 23 minorenni; 28 quelle denunciate, tra cui 15 stranieri e 23 minorenni.

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