Il concerto di Ultimo, il primo dei giganti: 250mila fan per la Favola di Niccolò. “Il giorno che aspettavo è qui”

Roma – Prossima destinazione: Marte. Davanti all’enormità di fan in deliquio intenti a cantare ieri sera Pianeti e Rondini al guinzaglio ti veniva da pensare che se Ultimo non avesse fatto il cantante, avrebbe forse invaso la Polonia. “A volte sento di essere un bicchiere a cui viene chiesto di contenere il mare” aveva, infatti, filosofeggiato alla vigilia del concertone per 250mila di Tor Vergata rimanendo umile. E strappa un sorriso (preoccupato) pensare cos’altro potrà mai inventarsi dopo questa roboante chiamata alle arti. Quella col maggior numero di biglietti venduti della musica italiana, sottolineano con tono dimesso i comunicati stampa celebrando pure il sold-out in tre ore, 10mila lavoratori coinvolti nel progetto, i 15 ettari ricoperti di fan.

Concerto di Ultimo a Tor Vergata, Roma 4 luglio 2026. ANSA + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK

Una cascata di cifre elefantiache, di “giornate storiche”, di “concerti dei record”, che offre un’immagine precisa di quello che è oggi la musica di consumo nel nostro paese, popolata di artisti definiti prima dai numeri che dalla loro arte. Critica che l’assessore ai Grandi Eventi del comune capitolino Alessandro Onorato liquida come “negativismo cosmico” chiudendo un occhio, anzi forse tutti e due, sul fatto che nel 2024 in Italia soltanto lo 0,69% degli spettacoli (269 eventi) ha superato le 10mila presenze, generando però il 44% degli incassi complessivi. E che, al contrario, circa 35mila eventi non hanno raggiunto i mille spettatori.

https://www.quotidiano.net/video/magazine/concerto-di-ultimo-limpressionante-colpo-docchio-sul-mare-di-fan-vamkwtg7

Della giornata rimane, però, il popolo felice, il business degli oltre 2 milioni di euro messi a bilancio dalla città di Roma in tasse di soggiorno, i circa 90 milioni d’indotto creati dal 62% di fan arrivati da fuori regione, gli incassi tra i 16 e i 25 milioni. Un successo, senza se e senza ma.

https://www.quotidiano.net/magazine/spettacoli/scaletta-ultimo-a-tor-vergata-le-canzoni-delle-prove-rlx4no3u

Pensando un attimo, però, al fatto che quello di Ultimo è il secondo concerto per numero di paganti della storia perché il record mondiale stabilito a Modena nel 2017 da Vasco Rossi coi suoi 225.173 fedelissimi se l’è fagocitato il cantante folk-rock Marko Perković Thompson, idolo della destra nazionalista croata, richiamando un anno fa all’ippodromo di Zagabria 485mila spettatori, si capisce che tutto è relativo.

Il concerto di Ultimo a Tor Vergata
Concerto di Ultimo a Tor Vergata, Roma 4 luglio 2026. ANSA + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK

Dal debutto milanese di Marley a San Siro in poi i mega eventi non sono mancati, ma la polarizzazione del mercato impressa dai tempi e dall’attività di multinazionali che operano, come ovvio che sia, secondo la logica dei grandi numeri, ha contribuito alla proliferazione di eventi a volte sovradimensionati trascinati dal marketing.

Il concerto di Ultimo a Tor Vergata
Concerto di Ultimo a Tor Vergata, Roma 4 luglio 2026. ANSA + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK

In Italia e nel resto del mondo. Ma c’è chi dice no, come ad esempio Harry Styles che preferisce le residency agli stadi o come Cesare Cremonini, che intende fermare dal prossimo anno la sua corsa al kolossal cercando altre dimensioni, anche se ieri ha voluto comunque spronare l’idolo di San Basilio con uno “stasera prenditi tutto, te lo meriti” carico di amicizia. La stessa amicizia testimoniata da Fabrizio Moro dando il via alla maratona con la sua band.

Il concerto di Ultimo a Tor Vergata
Concerto di Ultimo a Tor Vergata, Roma 4 luglio 2026. ANSA + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK

“Ho sempre saputo che prima o poi avrei vissuto quello che vivo oggi. E non è presunzione: è sentire. Lo sentivo quando andavo a lezione di pianoforte a Monte Sacro, quando accarezzavo la mia timidezza e le promettevo che l’avrei difesa” ha scritto Niccolò-Ultimo, 30 anni, a poche ore dall’evento chiamato La favola per sempre, sollevando un po’ i piedi da terra. Poi però su quei 140 metri di palco sormontato dal suo nome appeso (come i sogni) a due gru, ha volato davvero. “Il giorno che aspettavo è qui” c’era scritto, prima dell’inizio, sui videowall, strizzando l’occhio al titolo dell’ultimo album primo da due settimane in classifica. Esagerazione dell’arrivo in elicottero a parte, difficile dargli torto.